Collabora   home contatti sitemap pubblicità autori shop mobile

Calorie Latte di vacca intero

Calorie e valori nutrizionali di latte di vacca intero; l'analisi nutrizionale e la composizione in termini di proteine, carboidrati, grassi, vitamine e sali minerali.

CHIUDI ANNUNCIO

Nel latte ci sono numerose proteine ad alto valore biologico, che contengono cioè tutti gli amminoacidi indispensabili all’organismo per sintetizzare tessuti, organi, emoglobina, enzimi, amminoacidi che vengono definiti essenziali.

Valori nutrizionali
Calorie: 
Kcal 64,00
Carboidrati: 
g 4,68
Grassi: 
g 3,50
Proteine: 
g 3,40
Parte edibile: 
g 100,00
Vitamina A: 
mcg 37,00
Sodio: 
mg 63,00
Potassio: 
mg 145,00
Vitamina B2: 
mg 0,18
Vitamina C: 
mg 1,00
Magnesio: 
mg 13,00
Vitamina B3: 
mg 0,10
Vitamina B1: 
mg 0,04
Acqua: 
g 87,00
Ferro: 
mg 0,01
Calcio: 
mg 119,00
Fosforo: 
mg 93,00

Lo zucchero del latte è il lattosio, che non si trova in nessun altro alimento di origine naturale.
Metabolizzato dall’organismo si scinde in glucosio e galattosio. Il galattosio è molto importante per la sintesi di determinati elementi del sistema nervoso. I grassi del latte si trovano dispersi in minutissime goccioline per cui risultano più facilmente digeribili e di facile utilizzo per l’organismo.

Il latte è molto ricco di calcio, elemento indispensabile per una corretta crescita delle ossa è dei denti. La mancanza di quest’ultimo porta al rachitismo e all’osteoporosi e facilita la comparsa della carie. Soprattutto le donne, sin da giovani, dovrebbero assumere molto calcio per prevenire l’insorgenza dell’osteoporosi in età senile.
Il calcio è difficile da reperire in alimenti che non siano latticini o derivati. Il fosforo, invece è contenuto oltre che nel latte in numerosi altri alimenti per cui è di più facile da introdurre nella dieta. Il latte contiene numerose vitamine come ad esempio quelle del gruppo B, la vitamina A e la D, che sono molto importanti nella costituzione e nella protezione delle mucose, della vista e soprattutto dell’utilizzazione del calcio da parte dell’organismo.

La quantità di latte consigliata da consumare in un giorno è in relazione con lo stile di vita che si conduce, ma soprattutto con l’età. Ad esempio è molto importante che i bambini in fase di crescita assumano adeguate quantità di latte per permettere loro un sano sviluppo. Eccetto alcune gravi forme di dispepsie (difficoltà a digerire) e alcune enterocoliti il latte non ha controindicazioni. Le intolleranze al latte sono, a volte, solo delle difficoltà a digerirlo per scarsa assunzione, ad esempio, chi non è abituato a bere latte, se ne beve una tazza improvvisamente, quasi sicuramente accuserà problemi nel digerirlo.
Occorre invece procedere gradatamente ed associarlo a cibi solidi o gustarlo in forme diverse, come possono essere budini e frullati. Sono piuttosto rare, ma esistono delle vere e proprie intolleranze alle proteine del latte, in questi casi si possono assumere surrogati vegetali, come il latte di soia. Se un’organismo è carente di lattasi, l’enzima che metabolizza il lattosio, è facile che l’intolleranza sia dovuta a questo componente del latte.

Il latte si conserva a lungo semplicemente per riscaldamento e confezionamento in recipienti che ne garantiscano la salubrità. Attualmente si utilizzano due procedimenti molto efficaci, che sono: la pastorizzazione e la sterilizzazione UHT e la sterilizzazione propriamente detta.
Il primo metodo garantisce latte a breve, il secondo a media e il terzo a lunga conservazione. Nella pastorizzazione il latte viene riscaldato per qualche secondo ad una temperatura di circa 80°C, nell’ UHT (Ultra Hight Temperature) è previsto un riscaldamento, sempre di pochi secondi, che arriva fino ai 150°C.
La sterilizzazione propriamente detta è un processo più complicato: abbiamo un preriscaldamento che dura qualche secondo alla temperatura di 130-140°C, quindi l’imbottigliamento in contenitori sterilizzati ed infine un ulteriore sterilizzazione in autoclave a 115°C per almeno 15 minuti. Il latte pastorizzato si conserva per quattro giorni alla temperatura di 4°C. Se accidentalmente si dovesse ingerire del latte andato a male, quindi inacidito, si può stare tranquilli perché i fermenti che si sviluppano non sono dannosi alla salute e non generano malattie.

Quando si beve del latte conviene sempre prenderlo freddo o leggermente riscaldato, si deve evitare di farlo bollire, perché in questo modo si impoverisce dal punto di vista nutritivo, per questo motivo il latte pastorizzato, comunemente definito fresco, è raccomandabile dal punto di vista nutritivo in quanto il processo termico al quale viene sottoposto lo priva solo in modo modesto delle vitamine in esso contenute e lasci intatto l’apporto di proteine e zuccheri.
Il termine latte di alta qualità indica un prodotto che risponde a determinate caratteristiche igieniche, ad esempio germi non superiori a 100,0 per ml e a contenuto in siero proteine non inferiore al 15,5% delle proteine totali, i grassi non devono essere inferiori al 3,5% e le proteine al 3,2%.
Il latte sterilizzato UHT si conserva per quattro mesi e deve riportare sulla confezione la data di scadenza e quella di confezionamento. Il latte che porta la semplice dicitura sterilizzato e quello a lunga conservazione, qui bisogna tener presente che la distruzione delle vitamine è più marcata e anche parte delle proteine sono in forma denaturata.
Il termine omogeneizzato significa solo che i grassi contenuti sono stati frantumati per cui resi meglio digeribili. La quantità di grasso può essere parzialmente ridotta (latte parzialmente scremato 1,8% di grasso) o totalmente ridotta (latta scremato, 0,5% di grasso). Nel latte scremato, anche se consigliabile nelle diete dimagranti, l’apporto vitaminico è notevolmente ridotto.

Bibliografia

Dimagrire naturale
P.Pallardy; Piemme, 2002
Alimenti e alimentazione
E. Balugani, A. M. Barbieri, G. Carnevali; Ed. Zanichelli, 1992
Alimentazione, fitness e salute. Per il welness, il dimagrimento, la prestazione, la massa muscolare
M. Neri, A. Bargossi, A. Paoli; Elika, 2002
Il cibo per lo sport. Per chi fa attività fisica leggera e per chi si allena a livello agonistico
A.Colli; Tecniche Nuove, 2001