Obesità: epidemiologia, cause e patologie collegate
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Obesità: epidemiologia, cause e patologie collegate

Il male dell'obesità ha valicato i confini delle economie avanzate per arrivare nei Paesi in via di sviluppo. Sono infatti in aumento in tutto il mondo le patologie connesse all'obesità: diabete, sindrome metabolica e molto altro

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Obesità: epidemiologia, cause e patologie collegate

L'obesità viene definita come un accumulo eccessivo di tessuto adiposo correlato a problemi di salute10. L'obesità deriva solitamente da uno sbilanciamento tra apporto calorico e spesa energetica, la cui conseguenza è un accumulo di grasso. Poiché la carestia rappresenta un pericolo maggiore per l'organismo rispetto all'abbondanza, i nostri sistemi biologici sono orientati ad accumulare il grasso come fonte di energia11.

Il parametro comunemente utilizzato per la diagnosi e la classificazione dell'obesità è il BMI (o IMC Indice di Massa Corporea), definito come rapporto tra peso (Kg) e quadrato dell'altezza (m2) del soggetto12. Le diverse classi corrispondono al rischio per la salute correlato ad ognuna di esse.

Classe BMI Kg/m2 Rischio per la salute
Sottopeso <18,5 Aumentato
Normopeso 18,5-24,9
Sovrappeso 25-29,9 Aumentato
Obesità di 1° grado 30-34,9 Elevato
Obesità di 2° grado 35-39,9 Molto elevato
Obesità di 3° grado >40 Estremamente elevato

Epidemiologia

Una volta l'obesità era considerata un problema solo degli USA e di altri ricchi paesi occidentali, oggi è una delle patologie più diffuse a livello mondiale13.

L'incremento a livello mondiale dell'obesità e di altre patologie correlate è stato in gran parte agevolato dalla globalizzazione, dalla crescita economica e dalla rapida urbanizzazione , che sono andati a produrre drammatici cambiamenti nello stile di vita e nella dieta di molte popolazioni, portandoli ad una maggiore sedentarietà, e ad un aumento del consumo di bevande zuccherate e di alimenti molto calorici con uno scarso valore nutrizionale13.

Per questo motivo l'obesità sta diventando un problema crescente in nazioni che stanno emergendo recentemente dalla povertà, come l'India10.

I dati delle indagini nazionali indicano che l'epidemia di obesità è cominciata negli USA oltre 40 anni fa13. A livello globale, tra il 1980 e il 2008 la prevalenza dell'obesità è passata dal 4,8% al 9,8% negli uomini e dal 7,9% al 13,8% nelle donne.
Solo negli USA, nel biennio 2009-2010, una condizione di obesità è stata diagnosticata nel 35,5% degli uomini e nel 35,8% delle donne13.

Anche se le stime complessive della prevalenza dell'obesità nella popolazione totale degli USA si sono stabilizzate nel 2003, i valori rimangono comunque estremamente alti13.

Cause dell'obesità

I fattori ambientali e lo stile di vita sono sicuramente elementi importanti per lo sviluppo dell'obesità, ma non sono comunque sufficienti a spiegare il problema in tutta la sua complessità10.

Il peso corporeo (BW) viene infatti determinato dall'interazione tra fattori genetici, ambientali e socio-culturali10.

La predisposizione genetica all'obesità è stata descritta e ben individuata, e sembra che l'ereditabilità dell'obesità si aggiri attorno al 70-80%10. Solitamente questi geni appartengono al sistema che regola l'equilibrio energetico; l'esempio più appropriato in questo senso è costituito dal gene Ob, che codifica per la leptina10.

La leptina è un ormone espresso e secreto dal tessuto adiposo bianco, in misura proporzionale alla massa di grasso corporeo14. Questo ormone svolge un ruolo fondamentale nella regolazione dell'introito energetico, portando ad un senso di sazietà e ad una riduzione dell'introito calorico14. Gli individui portatori di mutazioni nel gene Ob o nel recettore della leptina perdono questo importante sistema di autoregolazione della quantità di grasso corporeo e sono significativamente più inclini a diventare obesi. In genere però le predisposizioni non sono localizzate in un unico gene, ma coinvolgono più geni che agiscono nei circuiti cerebrali10.

I fattori ambientali riguardano essenzialmente lo stile di vita, quali l'alimentazione e l'attività fisica.
L'urbanizzazione e la globalizzazione hanno messo a disposizione grandi quantità di alimenti ipercalorici, ma nel contempo carenti dal punto di vista nutrizionale e molto appetibili come gli snack, le bibite gassate e i cibi dei fast food13. Basti pensare che nel 1900 l'introito calorico medio di un giovane che lavorava si attestava intorno alle 2100 Kcal, mentre attualmente è di circa 3200 kcal10, principalmente raggiunte introducendo grandi quantità di alimenti raffinati ricchi di grassi saturi e con un basso tenore di fibre13.

Questo aspetto è agevolato anche dal fatto che gli alimenti non raffinati e più ricchi dal punto di vista nutrizionale sono più costosi rispetto ai raffinati15.

Per quanto riguarda l'attività fisica, i vari strumenti tecnologici introdotti nei decenni hanno ridotto tutte le piccole ma innumerevoli attività motorie quotidiane13, inoltre si tende ad utilizzare i veicoli a motore anche per minimi spostamenti riducendo quelli effettuati a piedi o in bicicletta16.

Un ulteriore cambiamento si è verificato nelle attività ludiche di bambini e giovani: si trascorre molto tempo davanti alla televisione, che peraltro induce, anche attraverso i messaggi pubblicitari, al consumo di cibo, davanti a giochi elettronici o al computer13.

Infine, riguardo i fattori socio-culturali, una serie di aspetti dovuti all'urbanizzazione, come l'inquinamento acustico, l'illuminazione notturna e i lavori che prevedono turni di notte, possono portare ad una diminuzione delle ore di sonno16. Una diminuzione delle ore di sonno sembra correlata ad un aumento del peso in bambini e adulti dei paesi sviluppati16,17.

Patologie associate all'obesità

L'obesità causa direttamente, o aggrava, molte patologie e condizioni cliniche, fra cui:

  • Ipertensione
  • Dislipidemie
  • Malattie cardiovascolari
  • Iperglicemia
  • Intolleranza al glucosio
  • Diabete di tipo 2
  • Asma
  • Osteoartrite
  • Sindrome dell'ovaio policistico e altre patologie gonadiche
  • Steatosi epatica
  • Alcune forme di cancro10,18

L'obesità incrementa anche il rischio di depressione e viceversa19.
Molte della patologie correlate all'obesità rientrano nella cosiddetta sindrome metabolica13.

Diabete mellito di tipo 2

Il diabete mellito comprende un gruppo di disordini metabolici caratterizzati da iperglicemia, associata ad alterazioni del metabolismo, lipidico e proteico, come risultato di una difettosa sintesi di insulina, di una sua alterata azione o di entrambe14.
La forma di diabete mellito che colpisce principalmente i soggetti affetti da obesità è definita di tipo 2 o non-insulino dipendente14.

Si tratta di una forma di diabete mellito ad insorgenza più tipica nell'età adulta, dovuto ad una condizione di insulino-resistenza a cui si associa una progressiva alterazione della secrezione insulinica con conseguente aumentata produzione epatica di glucosio14. Presenta una forte componente genetica, alla quale si aggiungono fattori ambientali quali l'obesità, l'elevato apporto calorico e la sedentarietà. L'obesità è presente nell'80% dei pazienti14.Secondo le raccomandazioni dell'OMS la diagnosi di diabete può essere posta tramite una misurazione della glicemia a digiuno e/o dopo 2 ore da un carico orale di glucosio20.
I valori considerati diagnostici sono i seguenti: 126 mg/dl a digiuno in almeno due misurazioni o 200mg/dl come valore casuale, 200mg/dl alla seconda ora dopo carico orale di glucosio (OGTT)14.

Sindrome metabolica

La sindrome metabolica consiste nella presenza nell'organismo di un'associazione di fattori di rischio per la salute17. Essa riflette il nostro moderno stile di vita sedentario e la nostra alimentazione di scarsa qualità, con conseguente eccesso di adiposità. È stata descritta per la prima volta da Reaven nel 1988 come "sindrome X" o "sindrome da insulino-resistenza"21.

Gli elementi caratteristici di questa patologia sono

  • Obesità addominale
  • Dislipidemia aterogenica (trigliceridi elevati, LDL piccole e dense, basso livello di colesterolo HDL, ipertensione, resistenza all'insulina)
  • Stati protrombotici e proinfiammatori17

I fattori di rischio della sindrome metabolica aumentano il rischio di cardiopatia ischemica di 3-4 volte14.

La sindrome metabolica è strettamente correlata a un disordine metabolico generalizzato definito resistenza insulinica, nel quale le normali azioni dell'insulina sono ridotte14.
Malgrado l'aumento della sua diffusione in tutto il mondo, vi è ancora la mancanza di una definizione accettata universalmente della sindrome metabolica21.

La definizione più comunemente accettata è quella proposta dal National Cholesterol Education Program-Adult Treatment Panel-III (ATPIII)21 che considera l'associazione di obesità viscerale, iperglicemia, basso colesterolo HDL, ipertensione arteriosa, ipertrigliceridemia14.

La diagnosi di Sindrome metabolica

Si può fare diagnosi di sindrome metabolica14 se sono presenti almeno 3 delle seguenti 5 condizioni:

  1. Circonferenza della vita degli uomini >102 cm, donne >88 cm
  2. Glicemia a digiuno >110 mg/dl
  3. Pressione arteriosa >130/85 mmHg
  4. Trigliceridemia >150 mg/dl
  5. Colesterolemia HDL <40 mg/dl negli uomini, <50 mg/dl nelle donne

La circonferenza della vita (WC) è una semplice misurazione antropometrica frequentemente utilizzata nella pratica clinica per valutare l'obesità addominale ed è stata dimostrata una sua correlazione con il livello di obesità viscerale in uomini e donne22.
La classificazione dell'ATP III è stata rivisitata successivamente dall'International Diabetes Federation (IDF) che ha ridotto i cut-off dei valori glicemici a 100 mg/dl e ha rapportato i valori patologici di circonferenza vita alle diverse etnie riducendoli per i caucasici a 94 cm per gli uomini e a 80 cm per le donne14,21.

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