Dieta proteica
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Dieta proteica

Le diete proteiche e il loro meccanismo d'azione, caratteristiche ed eventuali vantaggi di una dieta proteica

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Dieta proteica

È difficile determinare quale sia la dieta migliore. I lavori scientifici effettuati con diete ipocaloriche hanno rilevato scarsi risultati, riportando solo l'8% di successi consolidati nel tempo. Solo i soggetti con meno di 10 Kg di sovrappeso hanno qualche probabilità di successo.

Il regime ipocalorico, quando è ben equilibrato, resta sicuro, quasi privo di rischi per i pazienti, ma rimane il più difficile da rispettare poiché questa dieta non inibisce il senso di fame, pochi riescono a gestire questa spiacevole sensazione, abbandonando presto il regime dietetico.

Tale dieta richiede inoltre tempi lunghi, e realizzare un calo di 500 grammi la settimana è un elemento demotivante per un paziente con 10 kg di sovrappeso.

Inoltre, è da sottolineare che, ad una simile dieta, con diminuzione dell'apporto calorico si accompagna spesso un abbassamento del metabolismo.

Chi dovesse perseguire la via del digiuno, oltre ai vari rischi connessi, perderebbe cospicue quantità di massa magra, come evidenziano ricerche effettuate sul bilancio azotato con il digiuno assoluto un adulto che pesa 70 Kg perde 3,7 Kg di azoto ogni giorno. Considerando che un grammo d'azoto corrisponde a 6,25 grammi di proteine e che il muscolo contiene circa il 20% di queste, la perdita è di 32 grammi di muscolo al giorno.

Considerando che il fabbisogno proteico giornaliero aumenta sotto restrizione calorica, si deduce che dopo 10 giorni di digiuno il paziente perde circa 2 kg di tessuto muscolare.
Partendo da tali considerazioni numerosi autori cominciarono a studiare una dieta che potesse dare un bilancio calorico negativo riducendo la perdita di massa magra.
Si rese necessario modificare il digiuno assoluto con una integrazione proteica.

I vari ricercatori provarono ad aggiungere albumina, caseina, glucosio e caseina, e ancora glucosio e aminoacidi.
Blakburn determinò il fabbisogno di aminoacidi in un individuo durante il digiuno dimostrando come una privazione calorica, con un'assenza completa di carboidrati, potesse neutralizzare l'effetto anabolico dell'insulina sul metabolismo dei grassi. Infatti senza insulina non è possibile litogenesi.
Blackburn provò che piccole dosi di aminoacidi portavano, durante il digiuno proteico, lievi modificazioni nella risposta metabolica e potendo neutralizzare il bilancio azotato negativo. In altri termini i rischi connessi al digiuno potevano essere fortemente ridotti ingerendo delle proteine prive di carboidrati.
Blackburn quantificò la dose di proteine che occorreva introdurre nel corso del digiuno per proteggere la massa muscolare di un individuo, ovvero da 1,2 a 1,5 gr per chilo di peso ideale.

Il digiuno proteico determina la diminuzione del glucosio con conseguente attivazione del catabolismo dei trigliceridi. La lipoproteinlipasi idrolizza i trigliceridi in acidi grassi e glicerolo. Il glicerolo è ossidato a livello epatico in glucosio. Il 40% degli acidi grassi prodotti vengono impiegati direttamente nel lavoro muscolare. La restante quota, pari al 60% subisce una beta-ossidazione a livello del fegato con formazione di Acetil-CoA. Dalla successiva condensazione di due molecole di Aetil-CoA si forma l'acido acetacetico. Questo si trasforma, in massima parte, in acetone ed acido beta-idrossi-butirrico.

Questi tre composti sono comunemente denominati: corpi chetonici. In presenza di corretta funzionalità pancreatica, è possibile la successiva riconversione, in presenza di minime concentrazioni d'insulina, dei corpi chetonici in Acetil-CoA e la loro successiva metabolizzazione.
Il rilascio dei corpi chetonici nel digiuno proteico riveste numerosi vantaggi:

  • forniscono il 25% dell'energia che richiede l'organismo
  • facilitano l'utilizzazione degli acidi grassi liberi da parte del cervello.

I corpi chetonici circolano liberamente nell'organismo fornendo energia, non avendo bisogno di proteine vettrici penetrano liberamente nelle membrane cellulari. È facile considerare che, in soggetti sani e dietro controllo medico il digiuno proteico consente di utilizzare il tessuto adiposo a scopo energetico, riducendolo, senza compromettere la massa magra.