Equilibrio energetico e dispendio energetico: due concetti chiave per il dimagrimento
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Equilibrio energetico e dispendio energetico: due concetti chiave per il dimagrimento

L'articolo cerca di fare chiarezza su alcuni aspetti fondamentali che interessano sia l'atleta sia il sedentario che vuole perdere qualche chilo in eccesso

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Equilibrio energetico e dispendio energetico: due concetti chiave per il dimagrimento

Equilibrio energetico

Nella vita di tutti i giorni, l'uomo, ha bisogno di energia per svolgere le sue normali funzioni biologiche. Grazie alla nutrizione esso è in grado di introdurre il quantitativo energetico necessario per la sopravvivenza. La nutrizione è un processo fisiologico con il quale, grazie ad una fase di trasformazione chiamata metabolismo, un alimento libererà le sue potenzialità. Le potenzialità che un alimento possiede possono essere energetiche, plastiche e protettive.

Queste potenzialità permettono l'accrescimento, il mantenimento, la riproduzione e l'attività fisica dell'organismo. Per la propria sopravvivenza l'essere umano deve mantenere in equilibrio il proprio bilancio energetico, ovvero, il quantitativo energetico introdotto deve essere pari alla spesa energetica che si ha nelle fasi di ricambio, crescita, riproduzione e attività fisica. Grazie alla misurazione del dispendio energetico si è in grado di capire il quantitativo di cibo che si deve introdurre giornalmente per il mantenimento dell'equilibrio.

Assunzione energetica = Dispendio energetico (metabolismo basale + termogenesi dieto-indotta + attività fisica) + variazioni delle riserve

La conservazione del peso corporeo è fondamentale per la sopravvivenza, per salvaguardare questo stato di equilibrio (energia assunta=energia spesa), esso non deve essere raggiunto solo in termini energetici (quantitativi) ma anche in termini qualitativi con un adeguata assunzione dei nutrienti (carboidrati, lipidi, proteine, vitamine e sali minerali).

Dispendio energetico

L'organismo umano cede calore all'ambiente che lo circonda. L'energia che si trova nei macronutrienti (lipidi, carboidrati, protidi e alcol) viene liberata attraverso dei processi ossidativi che richiedono ossigeno e producono anidride carbonica. L'energia che nasce dall'ossidazione di questi macronutrienti, si trova sotto forma di calore e viene utilizzata per il mantenimento della temperatura corporea, la biosintesi dei composti, contrazione muscolare ecc. I nutrienti forniscono il quantitativo energetico necessario per far fronte alla spesa energetica dalla combustione di 1g di proteine si ricavano 4,1 kcal, da 1g di carboidrati si ricavano 4,1 kcal, da 1g di lipidi si ricavano 9,3 kcal e infine da 1g di alcol si ricavano 7,3 kcal.

Carboidrati e lipidi vengono ossidati e trasformati in anidride carbonica e acqua, mentre dal metabolismo proteico si ricava azoto che viene eliminato sotto forma di urea. Come detto in precedenza, per mantenere un'omeostasi energetica di una persona, il quantitativo energetico introdotto deve essere uguale al quantitativo energetico speso dall'organismo, in caso contrario si avranno delle modifiche sul peso corporeo. Bisogna tenere in considerazione che in molti stati fisiologici (es. esercizio fisico) la spesa energetica varia, quindi bisogna creare dei programmi di nutrizione individuali in modo da scansare una iponutrizione o ipernutrizione.

L'energia che il nostro corpo produce e rilascia nell'ambiente circostante viene chiamata spesa energetica, l'energia che viene introdotta nell'organismo viene chiamato introito energetico. La spesa energetica giornaliera viene divisa in tre parti:

  • metabolismo basale
  • termogenesi indotta dall'attività fisica
  • termogenesi dieto-indotta

Il metabolismo basale viene considerato come il minimo dispendio energetico nella fase di veglia e si misura in uno stato di riposo fisico e psicosensoriale. La misurazione del metabolismo basale si effettua circa 14 ore dopo l'ultimo pasto, circa mezz'ora dopo essersi svegliati e in stato di benessere termico (20 – 26° C). Inoltre non si deve essere portatori di nessun tipo di patologia. Durante la fase di sonno il dispendio energetico scende di circa il 5–10% rispetto il metabolismo basale.

La termogenesi indotta dall'attività fisica è la spesa energetica indispensabile per compiere qualunque attività fisica. Il movimento provoca un grande dispendio energetico e dipende sia dalla durata che dall'intensità dell'attività fisica.

Per un individuo sedentario, la termogenesi indotta dall'attività fisica corrisponde al 20–30% della spesa energetica giornaliera, per un atleta può arrivare oltre il 50%.

La termogenesi dieto–indotta è considerata un aumento del dispendio energetico basale in risposta all'introduzione di un pasto e corrisponde a circa il 10% della spesa energetica giornaliera.

È suddiviso in due parti: quella "obbligatoria" e quella "facoltativa". La prima è caratterizzata dalla spesa energetica alla quale l'organismo va incontro per digerire, assorbire, trasportare ed assimilare i nutrienti. La parte "facoltativa" è dovuta alla stimolazione del sistema nervoso simpatico dopo aver assunto carboidrati.

Metodi di misurazione della spesa energetica

Esistono diverse metodiche per il calcolo del dispendio energetico di un soggetto. Esse vengono suddivisi in metodi calorimetrici e non calorimetrici.

La calorimetria è definita come la misura della perdita (o della produzione) di calore, e comprende la calorimetria diretta e la calorimetria indiretta: la calorimetria diretta si basa sul principio che tutti i processi biologici producono calore e che questo possa essere misurato; viene eseguita in una camera isolata termicamente così da misurare il calore eliminato; invece la calorimetria indiretta, è quella più usata.

Permette di valutare il dispendio energetico calcolando, tramite la misura del consumo di ossigeno (VO2 in ml/min) e dalla produzione di anidride carbonica (VCO2 in ml/min), il calore (o energia) prodotto dall'organismo nell'unità di tempo.

Per quanto concerne il procedimento non calorimetrico troviamo: il diario delle attività, dove il dispendio energetico viene calcolato annotando il tempo speso in qualsiasi attività svolta nell'arco delle 24 ore, di ciascuna attività è riportato in letteratura il costo energetico al minuto per kg di peso corporeo. Il monitoraggio della frequenza cardiaca, invece,è una metodica che si basa sulla registrazione continua della frequenza cardiaca attraverso un'equazione di regressione e il consumo di ossigeno (VO2).

Dal VO2 si può risalire al dispendio energetico conoscendo l'equivalente calorico di un litro di ossigeno. Il dispendio energetico di un individuo è correlato dalla relazione che c'è tra metabolismo basale e superficie corporea a partire da peso e altezza. Oggi questo principio è messo in discussione, in quanto la parte del corpo che consuma ossigeno è la cosiddetta massa magra o massa cellulare metabolicamente attiva, costituita dalla componente cellulare di tutti gli organi interni e del tessuto muscolare.