Sport e dimagrimento - seconda parte
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Sport e dimagrimento - seconda parte

La quota calorica richiesta per ciascuna ora di sport praticato e l'utilizzo dell'attività sportiva per ottimizzare il dimagrimento.

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Sport e dimagrimento - seconda parte

Di seguito sono riportati i dati relativi al consumo calorico per ciascuna ora di attività sportiva, ovviamente il valore è stimato sulla base di una media e può variare da soggetto a soggetto:

  • Arti marziali 600 Kcal
  • Basket 440 kcal
  • Body Building 300 Kcal
  • Calcio 450 Kcal
  • Canoa 200 Kcal
  • Ciclismo 320 Kcal
  • Corsa 560 Kcal
  • Marcia 450 Kcal
  • Nuoto 460 kcal
  • Pallanuoto 680 Kcal
  • Sci da fondo su percorso misto 600 Kcal
  • Volley 450 Kcal
Il controllo del peso corporeo, esclusivamente mediante un'alimentazione ipocalorica, ha un'efficacia limitata, sia in termini di risultato che in termini di tempo. La ragione principale è riconducibile alla possibilità per l'organismo di ricorrere ad idonee "misure di sicurezza".

In caso di sottoalimentazione infatti, nell'individuo avvengono una serie di reazioni a seguito delle quali si determina un abbassamento del proprio metabolismo. Quindi a fronte di una maggiore introduzione di calorie, ben presto si avrà anche una diminuzione del fabbisogno calorico giornaliero, causando maggiori difficoltà in chi desidera attuare un dimagrimento.

La situazione diviene ancora più complessa per chi pretende di sottoporsi a cali drastici e repentini. In questo caso la diminuzione effettiva di grasso corporeo è estremamente limitata. Ad una dieta così restrittiva segue generalmente una diminuzione di liquidi ed anche di massa magra. Anzi i due parametri sono fortemente connessi tra loro. Essendo il muscolo composto in massima parte d'acqua (valori prossimi al 70%), una perdita di muscolo determina l'ovvia perdita di liquidi in abbondanza e viceversa.
Calcolando il parametro in astratto, possiamo dire che per ogni 300 grammi di massa muscolare persa, l'ago della bilancia farà registrare una diminuzione del peso corporeo pari ad 1 kg.

La diminuzione di massa magra avrà due diretti effetti collaterali. Contribuirà all'ulteriore calo del metabolismo e, all'atto di riprendere la normale alimentazione, amplificherà la possibilità di immagazzinare ulteriore adipe di accumulo. Il risultato sarà non solo la ripresa dei kg di peso persi, ma anche l'aver rimpiazzato con maggiore adipe corporea la quota posseduta prima di un tale intervento.

Il calo, oltre che ponderale, deve essere ponderato. Vale a dire una diminuzione graduale di peso associata ad un corretto stile alimentare più che ad una dieta restrittiva, e a corretti stili di vita, dove ci sia posto per una regolare attività fisica. Anche di breve durata e a bassa intensità. Dove per breve durata intendiamo circa 30 minuti al giorno e per bassa intensità ci si riferisce ad attività fisiche praticate ad una frequenza cardiaca pari al 60%-70% della propria FCM (Frequenza Cardiaca Massima).

Va da se che, al graduale miglioramento delle prestazioni, si potrà procedere ad un parallelo incremento dell'impegno fisico. Elemento che, in chi dimostra costanza, apparirà normale e addirittura desiderato e gradevole. Si innesca quella che potremmo definire "dipendenza da attività fisica", quindi un maggior desiderio di protrarre il lavoro, di intensificarlo, riuscendo ovviamente ad essere costanti.