Gli acidi grassi omega-3 ed il loro ruolo terapeutico-preventivo
NonSoloFitness: divulgazione, formazione, consulenza
Corsi di formazione Corsi di formazione per Personal Trainer, Istruttori Fitness
06 40403925

Gli acidi grassi omega-3 ed il loro ruolo terapeutico-preventivo

I benefici degli Omega 3. L'influsso positivo dell'utilizzo di questi acidi grassi polinsaturi nella dieta.

Autore:
Ultimo aggiornamento:

Gli acidi grassi omega-3 ed il loro ruolo terapeutico-preventivo

Gli acidi grassi omega-3, noti soprattutto per la loro grande capacità di proteggere dalle malattie cardiovascolari, possono esercitare molti altri benefici aggiunti per la salute umana, proteggendo da depressione, cancro, osteoporosi, artrite e altri problemi tipici dell'invecchiamento. La stessa American Heart Association, e altri gruppi del sistema, consigliano tali acidi grassi per ridurre il rischio di coronaropatia.

Sebbene molte persone siano effettivamente consapevoli degli effetti cardioprotettivi degli omega-3, anche gli adulti più attenti alla salute possono ignorare che questi acidi grassi apportano un'ampia schiera di benefici aggiuntivi per la salute. Analizzeremo, tra l'altro, come i grassi omega-3 possono alleviare depressione, inibire il cancro, rafforzare la salute delle ossa e ridurre il dolore dell'artrite.

Integrare la propria dieta con olio di pesce ultra-purificato di alta qualità è un modo ideale per accedere agli innumerevoli benefici di questa categoria di acidi grassi polinsaturi.

Livelli di trigliceridi pericolosamente alti sono diventati più comuni, in special modo negli USA, con lo sviluppo della sindrome metabolica. Quest'ultima sembra essere ormai una condizione sempre più prevalente associata a un maggior rischio di cardiopatie e diabete. Circa 47 milioni di statunitensi sono afflitti da questa condizione, caratterizzata da livelli bassi delle salubri lipoproteine ad alta densità, aumento dei trigliceridi, pressione ematica alta, resistenza all'insulina. È noto come i trigliceridi siano capaci di aumentare notevolmente il rischio di cardiopatia.

Gli omega-3 possono ridurre in modo assolutamente significativo i livelli di trigliceridi, aiutando contemporaneamente a correggere altri fattori di rischio cardiaco che accompagnano, come detto, la sindrome metabolica.

Sono al contempo in grado di inibire le sostanze infiammatorie. L'infiammazione nascosta, impercettibile, è oggi riconosciuta per il suo delicato ruolo nell'innesco di una catena di eventi che causano cardiopatie e altre patologie. Gli acidi grassi omega-3 sembrano porsi nelle condizioni di sopprimere molti passi di questo processo infiammatorio, inibendo la produzione di citochine infiammatorie e prostaglandine. L'aumento delle sostanze antinfiammatorie risulta una conseguenza logica, i cui effetti possono avere implicazioni importanti per combattere non solo la cardiopatia ma anche molti altri processi debilitanti associati all'infiammazione eccessiva. Un indice importante dell'infiammazione del corpo noto come CRP È associato all'aumento del rischio di problemi cardiovascolari. Misurare i livelli di CRP è un metodo sempre più usato per individuare l'infiammazione nascosta e la sua attinenza con problemi cardiovascolari.

Le placche aterosclerotiche instabili possono causare attacchi di cuore. La rottura delle placche instabili dentro un'arteria coronaria è stata paragonata ad un chicco di mais che esplode divenendo popcorn e occludendo il flusso del sangue attraverso il vaso ematico. Tale tipo di attacco di cuore può verificarsi improvvisamente. Gli omega-3 tratti dall'olio di pesce possono aiutare a modificare la struttura della placca aterosclerotica rendendola meno pericolosa e possono perfino rallentare la crescita della placche .

Uno di questi interessanti studi ha mostrato come, l'integrazione con omega-3 abbia effettivamente modificato la composizione delle placche aterosclerotiche instabili, rendendole meno inclini alla rottura. Alcuni soggetti con placche a livello carotideo, in attesa di intervento di rimozione chirurgica, hanno ricevuto prima dell'operazione olio di pesce e/o olio di girasole. L'esame post-intervento delle placche ha fatto emergere che in coloro i quali avevano assunto olio di pesce, vi era la presenza di placche meno infiammate e decisamente più stabili.

Alcuni autori sostengono che, uno dei fattori scatenanti della cardiopatia, è la disfunzione endoteliale in cui le cellule che rivestono i vasi ematici, non riescono più a dilatarsi in risposta all'aumento del flusso sanguigno.

Recenti ricerche hanno confermato che una maggiore assunzione di omega-3 È correlata chiaramente alla riduzione dei livelli di indici ematici associati alla pericolosa disfunzione endoteliale, e l'olio di pesce ricco di acidi grassi omega-3 contribuisce alla funzione vascolare, aumentando la produzione di una sostanza con proprietà vasodilatatorie.

Nuove interessanti scoperte indicano inoltre che alcuni disturbi mentali, come depressione, disturbi da deficit di attenzione (ADHD) e schizofrenia, possono in realtà riflettere deficienze gravi di grassi omega-3. Sebbene questi acidi essenziali siano fondamentali nel sostenere la struttura e la funzione sana del cervello, sono incredibilmente scarsi nella dieta tipica di molti paesi. Un'incidenza minore del fenomeno della depressione tra i consumatori abituali di pesce, ha indotto molti scienziati a sospettare un effettivo collegamento tra grassi omega-3 e umore. A tal proposito, si sta procedendo ad un'attenta osservazione delle incidenze crescenti di depressione nelle aree del mondo che stanno passando gradualmente dalle tradizionali diete ricche di omega-3 alle diete occidentali moderne, ricolme di cibi raffinati in grado di fornire minuscole quantità di grassi salubri.

Sempre più dati indicano il ruolo degli acidi grassi omega-3 per alleviare la depressione disabilitante. Gli acidi grassi omega-3 possono anche ottimizzare l'efficacia del trattamento farmacologico con antidepressivi. In modo simile, un recente studio inglese, ha esaminato gli effetti degli acidi grassi omega-3 sui pazienti afflitti da depressione legata al disturbo bipolare, o psicosi maniaco depressiva.

Oltre ad aiutare coloro che soffrono di depressione, gli omega-3 sembrano migliorare i sintomi dei disturbi come ADHD, schizofrenia e morbo di Alzheimer. Queste intriganti scoperte offrono un ulteriore sostegno scientifico alla reputazione del pesce e dei suoi oli come "cibo per la mente".

Benefici sostanziali sono stati riscontrati anche nei bambini affetti da ADHD con problemi di sviluppo della coordinazione e disturbi delle capacità di apprendimento, alleviando i sintomi e migliorando i risultati scolastici.

Oltre a essere collegati all'ADHD, i livelli ematici bassi di omega-3 sono associati al morbo di Alzheimer, forse il più temuto tra tutti i disturbi neurovegetativi. Una costante assunzione di omega-3 sembra fornire effettivi positivi nella conservazione della funzione cognitiva, impedendone il suo ulteriore deterioramento con l'avanzare dell'età.