Creatina citrato, creatina etil-estere, creatina fosfato
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Creatina citrato, creatina etil-estere, creatina fosfato

Analisi della creatina citrato (ottenuta attraverso la salificazione con acido citrico) e della creatina etil-estere (reazione della creatina con alcol etilico in ambiente acido).

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Creatina citrato, creatina etil-estere, creatina fosfato

Creatina citrato

La creatina citrato è ottenuta attraverso la salificazione con acido citrico. L'acido citrico è contenuto negli agrumi ed ha effetti tamponanti sul pH gastrico, ciò dovrebbe garantire una migliore stabilità della creatina. Inoltre questa forma di creatina è particolarmente solubile in acqua, molto più della monoidrato. Questa solubilità in acqua è la principale ragione della popolarità di questo prodotto. Infatti grazie alla sua elevata solubilità si evitano i problemi digestivi che le persone più sensibili avvertono usando la creatina.

Bisogna aggiungere che nella forma citrato la creatina è il 40% meno di quello che si trova a parità di peso nella monoidrato.

Integrazione nello sport

La creatina citrato è stata utilizzata in diversi studi e mostra proprietà simili alla monoidrato. Tuttavia non esistendo studi comparativi sugli effetti delle due formulazioni non si può stilare una classifica sulle diverse forme. Esiste uno studio comparativo con la piruvato dove si evidenziano risultati simili in termini di guadagni di forza, però la piruvato mostra anche effetti di incremento del consumo di ossigeno.

Questa formulazione di creatina è sicuramente più indicata per chi, usando la monoidrato, avverte disturbi digestivi.

Dosaggio

30 / 40 gr al giorno di carico suddivisi in 4 o 5 somministrazioni per 5 / 7 giorni.

Seguiti da 6 / 10 gr al giorno per 5 / 8 settimane. Ricordo che la creatina in forma citrato è solo circa un 40% del peso complessivo della sostanza pertanto necessita di dosaggi più alti della monoidrato.

Per migliorarne gli effetti è utile assumerla insieme a glucosio od altro zucchero ad alto indice glicemico (vedi creatine veicolate).

Creatina etil-estere

Tecnicamente, questo tipo d'integratore si chiama creatina etil-estere idrocloruro, di solito abbreviato come creatina estere o CEE. In pratica questa sostanza si forma facendo reagire la creatina con alcol etilico in ambiente acido.

L'etilesterificazione dovrebbe facilitare la penetrazione della creatina attraverso le membrane cellulari intestinali, muscolari e nervose, aumentandone l'assorbimento.

La CEE dovrebbe essere assorbita direttamente dalle cellule muscolari attraversando le membrane senza l'ausilio del trasportatore. Queste sue proprietà derivano dal fatto che questo tipo di trasformazione della molecola di creatina la rende estremamente  lipofila (scioglibile nei grassi), ciò le permette di superare facilmente le membrane cellulari ed arrivare così nei muscoli. Tuttavia ci sono ancora troppi pochi dati per stabilire con certezza se ciò sia vero.

I pochi studi sino ad ora condotti evidenziano come la CEE venga convertita maggiormente in creatinina nei fluidi biologici ed in particolare nei succhi gastrici rispetto alla creatina monoidrato, inoltre l'unico studio comparativo pubblicato sino ad ora verifica che la concentrazione muscolare di creatina risulta simile assumendo monoidrato o etil-estere. L'unica cosa che si può aggiungere guardando i risultati di questo studio è che il gruppo utilizzatori di CEE presenta una maggiore deviazione standard rispetto al gruppo monoidrato e questo potrebbe significare maggiori fattori soggettivi implicati nell'assimilazione muscolare di CEE rispetto a monoidrato. Però tutto rimane ancora da riconfermare con nuove ricerche dato che un solo studio spesso è poco significativo. Tuttavia la maggior parte degli utilizzatori di questo prodotto riferisce di sentire i benefici in termini di forza in misura maggiore e con dosaggi inferiori rispetto alla monoidrato, affermando inoltre che questo prodotto produce minore ritenzione idrica.

Integrazione nello sport

La creatina etil-estere viene proposta in campo sportivo al posto della creatina monoidrato come alternativa per chi non vuole assumere troppi carboidrati semplici e per chi è soggetto ai disturbi di stomaco e ai gonfiori causati dall'integrazione con creatina monoidrato. Tuttavia gli studi comparativi sino ad ora condotti non dimostrano questa presunta maggiore efficacia. Nonostante ciò gli atleti che la utilizzano generalmente confermano di avere gli stessi benefici della monoidrato con dosaggi inferiori e con minore ritenzione idrica così come affermano i produttori. Però occorrono maggiori ricerche per ottenere risultati comparativi certi.

Dosaggio

2 / 3 gr al giorno senza fase di carico secondo le indicazioni dei produttori, tuttavia non ci sono ricerche indipendenti a conferma di questi dati.

Creatina fosfato

La creatina fosfato o fosfocreatina svolge un ruolo fondamentale nel meccanismo energetico della contrazione muscolare. Nel miocardio e nel muscolo scheletrico, la creatina fosfato funge da riserva di energia chimica; essa è utilizzata per risintetizzare l'ATP, la cui idrolisi fornisce l'energia di pronto impiego nel processo di contrazione muscolare. Le ricerche sperimentali hanno evidenziato il ruolo della fosfocreatina e le sue possibili capacità protettive sul miocardio. In questo tessuto una componente chiave nello sviluppo e nella progressione del danno cellulare è rappresentata dall'inadeguato rifornimento energetico, che si verifica come conseguenza del rallentamento del metabolismo ossidativo: la carenza di adeguati livelli di creatina fosfato assume aspetti di particolare rilievo clinico, compromettendo forza contrattile e capacità di ripresa funzionale del cuore. Nel danno miocardico esiste infatti una stretta correlazione fra contenuto cellulare di composti fosforilati ad alto livello energetico sopravvivenza cellulare e capacità di recupero della funzione contrattile. Per queste ragioni la creatina fosfato viene utilizzata tramite somministrazione endovenosa in cardiochirurgia e  in caso di ischemia del miocardio.

La creatina fosfato non è assorbibile a livello gastrico e pertanto rimane attiva solo se assunta per endovena. Dopo  la somministrazione orale, questa sostanza si scompone in creatina e fosforo organico, di conseguenza risulta tale e quale alla monoidrato.