Fucoxantina, guggulsteroni e naringina
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Fucoxantina, guggulsteroni e naringina

Fucoxantina (pigmento vegetale di tipo xantofilla carotenoide), Guggulsteroni (composti steroidei estratti dalla Commiphora mukul) e Naringina (flavonoide glicoside presente nel pompelmo): integrazione e dosaggio.

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Fucoxantina, guggulsteroni e naringina

Fucoxantina

La fucoxantina è un pigmento vegetale di tipo xantofilla, un carotenoide tipico delle alghe brune a cui conferisce la caratteristica colorazione, sovrapponendosi alle tonalità verdi della clorofilla. Le più comuni fonti di fucoxantina sono l'Undaria pinnatifida (wakame), la Laminaria japonica (Ma-kombu) e l'Hijikia fusiformis (Hijiki), sono tutte alghe brune provenienti dal Giappone.

Tale sostanza è tuttora oggetto di studio per le possibili applicazioni nella lotta al sovrappeso e all' obesità. Diverse ricerche su animali mostrano che questa sostanza favorisce la riduzione del grasso. L'effetto sembra legato alla capacità di aumentare l'espressione genica di una proteina, chiamata UCP1 che aumenta l'utilizzo dei grassi di deposito a scopo termogenetico. Sempre secondo queste ricerche, la fucoxantina sembra stimolare la produzione di acido docosaesaenoico (DHA)  e sembra aumentare la sensibilità delle cellule all'insulina riducendo inoltre la produzione di citochine proinfiammatorie. Bisogna aggiungere che le dosi di fucoxantina utilizzate in questi esperimenti sono decisamente elevati, difficile da riproporre proporzionalmente sull'uomo.

Ovviamente per affermare con certezza che la fucoxantina favorisca il dimagrimento è necessario eseguire degli studi sull'uomo, quindi allo stato attuale non sono ancora ben chiare le reali capacità.

Diverse ricerche su questa sostanza evidenziano inoltre possibili proprietà antitumorali.

Integrazione nello sport

La fucoxantina viene inserita nei complessi termogenici utilizzati dagli atleti per favorire la perdita di peso. Tuttavia non esistono ancora studi sull'uomo che confermino queste capacità.

Guggulsteroni (Commiphora mukul)

I guggulsteroni sono composti steroidei estratti dalla Commiphora mukul, una pianta indiana, utilizzata come prodotto ipolipidemizzante (utile per abbassare i livelli ematici di colesterolo e trigliceridi).

Si parla al plurale perché sono due sostanza leggermente diverse chiamate guggulsterone E e guggulsterone Z presenti nella resina ottenuta dalla corteccia della pianta.

Non è ancora chiaro l'esatto meccanismo d'azione tramite cui queste sostanze esplicherebbero la propria attività ipolipidemizzante ma si suppone che  agiscano stimolando la tiroide che a sua volta alzerebbe il metabolismo e la respirazione cellulare. Per questa ragione estratti di questa pianta sono contenuti in diversi prodotti per il controllo del peso. Altri ricercatori però sostengono che l'effetto ipocolesterolemizzante sia dovuto ad un incremento dell'eliminazione biliare del colesterolo.

Il guggul si è dimostrato efficace nel ridurre i valori di colesterolo totale, trigliceridi e LDL in diversi studi condotti in India, tuttavia esiste anche una ricerca sviluppata negli USA(Szapary) che mostra inefficace questa pianta nel ridurre l'ipercolesterolemia e che sostiene che la maggior parte degli studi indiani siano stati fatti senza l'appropriato rigore scientifico.

Sembra inoltre possibile  una sua azione antiaterogena e fibrinolitica, utile nella prevenzione di gravi eventi cardiovascolari come trombosi ed infarti.

Si studiano anche possibili effetti antinfiammatori ed antitumorali di queste sostanze, in particolare in alcuni studi ha mostrato di indurre l'apotosi e di ridurre l'angiogenesi in cellule tumorali del colon, riducendo anche la formazione di metastasi, ovviamente tutto ciò è in fase di ulteriori ricerche.

Integrazione nello sport

I guggulsteroni vengono inseriti nei supplementi per il controllo del peso. Tuttavia non esistono attualmente studi in grado di dimostrare benefici in tal senso. La teoria di fondo è che stimolando la tiroide aumenta il dispendio energetico e di conseguenza si dimagrisce, però attualmente non sono ancora stati condotti studi rigorosi in questa direzione pertanto non è possibile esprimere un giudizio in materia.

Dosaggio

25 / 50 mg 2 o 3 volte al giorno per diverse settimane, tuttavia non è ancora stata dimostrata la capacità di promuovere il dimagrimento.

Naringina

La naringina è il maggior flavonoide glicoside presente nel pompelmo che dona ai frutti il caratteristico gusto amaro, viene metabolizzata nell'uomo in naringenina ossia nella sua forma agliconica.

La naringenina si ritiene abbia effetti antiossidanti, anti-tumorali, antinfiammatoria, ipolesterolemizzanti e attivatori del metabolismo dei carboidrati.

È considerata anche un blando antiestrogenico naturale.

La naringina viene inserita negli integratori dimagranti per le sue presunte capacità di aumentare l'attività della caffeina, tuttavia alcuni studi negano questo effetto. Inoltre non esistono ancora studi in grado di dimostrare che questa sostanza favorisca il calo ponderale.

Integrazione nello sport

La naringina viene inserita nei complessi termogenici utilizzati dagli atleti per favorire la perdita di peso. Tuttavia non esistono studi in grado di confermarne queste proprietà.