Ginseng, gynostemma
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Ginseng, gynostemma

Panax Ginseng e Gynostemma. Il Ginseng contiene saponine di cui le più importanti sono i ginsenosidi, mentre il Gynostemma contribuisce a rallentare i processi d'invecchiamento.

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Ginseng, gynostemma

Ginseng

Il Panax ginseng è il più famoso fra le piante con proprietà adattogene. È una pianta originaria della Cina ma è coltivata anche in Corea e Russia. Contiene saponine di cui le più importanti sono i ginsenosidi che sono le sostanze responsabili della sua attività. La radice di questa pianta è la parte contenente i principi attivi ed è già stata impiegata per trattare anemie, gastriti, insonnia, impotenza, come ricostituente generale, per migliorare la resistenza fisica e le capacità di recupero (anche in seguito ad attività sportiva), per potenziare la memoria e la resistenza ai fattori ambientali negativi in genere. Ha anche attività ipoglicemizzante ed è stato utilizzato in diversi esperimenti come cura per il diabete di tipo 2.

Interessanti sono anche gli effetti positivi sulla disfunzione erettile.

Attualmente il ginseng è studiato anche per un suo possibile impiego nella prevenzione del cancro.

Un'altra azione ben conosciuta di questa pianta è sicuramente quella sul sistema nervoso centrale, dove aumenta l'attività elettrica delle cellule della corteccia cerebrale. Probabilmente tale capacità è dovuta ad un'azione di stimolo sul sistema colinergico. Sostanzialmente il ginseng migliora l'adattamento agli stress della vita quotidiana, potenziando corpo e mente e rafforzando inoltre le difese immunitarie.

I meccanismi d'azione non sono ancora del tutto chiariti ma è certo che ha attività sui sistemi nervoso, endocrino ed immunitario. Questi ginsenosidi hanno una struttura simile ai glucocorticoidi e pertanto si presume che agiscano a livello dei recettori degli stessi ma in maniera diversa rispetto al cortisolo, tuttavia questa ipotesi è ancora da dimostrare con certezza.

Il ginseng ha anche aumentato i livelli di LH, FSH, testosterone totale e testosterone libero in soggetti con problemi di oligospermia e bassi livelli dei suddetti ormoni, senza però avere lo stesso effetto in soggetti con livelli normali degli stessi ormoni. Questo dato sembra confermare il fatto che come pianta adattogena, il ginseng agisca normalizzando e regolando disfunzioni fisiche dovute ad affaticamento.

Integrazione nello sport

Il ginseng viene utilizzato come ergogeno da atleti di numerose discipline sportive. Tuttavia non è ancora chiaro quanto questa pianta possa aiutare realmente gli sportivi. Studi sull'impiego del ginseng in campo sportivo sono numerosi ed i risultati ottenuti sono molto controversi. L'estratto di questa pianta ha mostrato in alcuni studi di essere in grado di migliorare le prestazioni negli sport di endurance migliorando le capacità aerobiche, però in numero equiparabile di ricerche ha dato risultati negativi.

La variegata risposta a studi simili potrebbe essere giustificata dal fatto che, come detto precedentemente, il ginseng è attivo solamente nelle persone in stato di affaticamento e pertanto i risultati positivi si ottengono in gruppi di studio che presentano un certo grado di stanchezza all'inizio della sperimentazione, mentre gli atleti in ottima forma non ottengono risultati dalla supplementazione. Un'altra possibile spiegazione è la mancanza di titolazione certa in principi attivi contenuti nei preparati utilizzati, di conseguenza estratti con scarsa concentrazione di ginsenosidi non hanno dato i risultati sperati. Però queste rimangono per il momento soltanto delle ipotesi ancora da confermare.

Dosaggio

250 / 2000 mg al giorno di estratto di radice da prendere preferibilmente al mattino per evitare disturbi del sonno.

Il ginseng deve essere titolato in ginsenosidi totali (min.1,5 %), però gli studi dove ha mostrato maggiore attività parlano di una titolazione dell'8/10 %.

Gynostemma

È una pianta originaria della Cina e di altri paesi asiatici. Gli studi hanno dimostrato che la Gynostemma pentaphyllum, contribuisce a rallentare i processi d'invecchiamento, regola i livelli di colesterolo, aiuta la memoria e migliora la funzionalità del fegato. L'estratto di questa pianta stimola il metabolismo ed è anche utile per chi sta seguendo una dieta dimagrante, in quanto aumenta il metabolismo dei grassi; attualmente è in studio un suo possibile impiego nel trattamento della sindrome metabolica e del diabete tipo 2. È stato scoperto che proprio la sua azione benefica sul metabolismo migliora la capacità del fegato di inviare zuccheri e carboidrati ai muscoli, processo fondamentale per la conversione di queste sostanze in energia. Ma non è tutto: oltre all'azione tonica, efficace anche nei casi di stanchezza e depressione, questa erba svolge anche un'azione sedativa naturale, perfetta in caso di stress, ansia, nervosismo. In più, contribuendo a mantenere le arterie pulite, è un alleato prezioso per il sistema circolatorio. Sembra  avere anche effetti antinfiammatori. La gymnostemma contiene saponine chiamate gypenosidi simili a quelle del ginseng e pertanto ha proprietà simili ad esso, però alcuni ricercatori sostengono che sia molto più potente.

Integrazione nello sport

Anche se non esistono studi scientifici riguardanti possibili effetti della gynostemma negli atleti, questa pianta viene utilizzata come il ginseng od in associazione ad esso per migliorare il recupero e la performance in particolare negli sport di endurance.

Inoltre viene utilizzata in associazione ad una dieta ipocalorica per favorire la perdita di peso ed il dimagrimento.

Dosaggio

300 / 1000 mg al giorno.