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Integratori di aminoacidi ramificati

Integratori di aminoacidi ramificati, modalità di assunzione, tipologie, ruolo nell'organismo, possibili effetti collaterali e interferenze ormonali

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Integratori alimentari

Gli aminoacidi ramificati (comunemente BCAA), al pari delle proteine, rientrano nella categoria degli integratori plastici, ovvero che favoriscono la sintesi e l’anabolismo muscolare.

Il loro impiego in ambito sportivo produce effetti diversi in virtù del momento dell’assunzione.
Valina, leucina ed isoleucina (sono questi i 3 aminoacidi presenti negli integratori di BCAA) rappresentano 3 aminoacidi essenziali che l’organismo utilizza anche a scopo energetico. A tal proposito, assunti prima dell’attività (almeno 40 minuti prima), contrastano la degradazione delle proteine muscolari e ritardano anche la comparsa del senso di affaticamento.

Quest’ultimo effetto è principalmente dovuto al fatto che, tanto i BCAA, tanto il triptofano raggiungono il cervello mediante i medesimi canali d’accesso. Il triptofano, una volta nel cervello, è trasformato in serotonina, neurotrasmettitore che fornisce l’input dello stato di affaticamento. Maggiore è il triptofano nel cervello, maggiore sarà la produzione di serotonina e conseguentemente il senso di affaticamento.
I BCAA, competendo con il triptofano, ne ostacolano l’ingresso, rallentando l’insorgere del senso di affaticamento.

Da recenti studi emergerebbe addirittura che i BCAA abbiano l’effetto di stimolare il rilascio di testosterone dopo l’esercizio fisico(1) , in tal senso occorrerebbe assumerli circa un’ora prima per ottenere poi un aumento del testosterone sierico poco dopo il termine dell’allenamento.

Una loro assunzione dopo l’allenamento agevola il recupero ed espleta le funzioni plastiche tipiche degli aminoacidi.
La valina (C5H11NO2) svolge le sue principali funzioni nel coordinamento muscolare, nella concentrazione, nelle funzioni nervose.
L’isoleucina (C6H13NO2) è fondamentale per la formazione dell’emoglobina, ed è implicata nella sintesi proteica.
La leucina (C6H13NO2) svolge un fondamentale ruolo plastico rispetto al muscolo, stimolando la sintesi proteica e rientrando negli elementi proteici costitutivi. Inoltre un suo impiego stimolerebbe il rilascio di GH(2) .
Nel corso dell’attività sportiva vi è un forte impiego (ossidazione) di leucina nel muscolo, tale da abbassare drasticamente il suo quantitativo.

Il fabbisogno giornaliero dei 3 aminoacidi in esame è di 40mg/kg/die per la leucina, 23mg/kg/die per la isoleucina e 20mg/kg/die per la valina. Negli atleti il fabbisogno aumenta fino a raddoppiare.

Come già i dati sul fabbisogno suggeriscono, l’efficacia di questa integrazione, deve tener conto del rapporto fra i 3 aminoacidi, che dev’essere di 2:1:1, ossia la leucina assunta deve essere doppia rispetto alla valina e all’isoleucina.
I prodotti in commercio tengono quasi tutti conto di questa “regola aurea”.

Un elemento da sottolineare è che, l’uso di aminoacidi ramificati come integratore, ha ragione di esistere solo per attività prolungate nel tempo, che prevedano uno sforzo per periodi prossimi ad un’ora. Al pari delle proteine un abuso di aminoacidi ramificati causa un picco nell’azotemia.
In commercio sono reperibili sia sottoforma di capsule sia in bustine che contengono un granulato solubile. Quest’ultima formulazione accelera il processo di assimilazione non richiedendo la disgregazione delle capsule.

Particolare attenzione deve essere posta per quanti si allenano in tarda serata ed assumono successivamente BCAA per migliorare il loro recupero.
Abbiamo chiarito come, i BCAA contrastano di fatto il rilascio di importanti quantitativi di serotonina.
Quello che occorre sottolineare però, è che alti livelli di serotonina inducono un aumento nel rilascio di GH. Pertanto, assumere aminoacidi ramificati poco prima di andare a dormire, può avere ripercussioni negative sul rilascio di GH.
Non a caso l’assunzione di triptofano (precursore della serotonina) è in grado di agire favorendo il rilascio di GH(2);(3), ed è per questo impiegato come integratore in alcuni sportivi. Che naturalmente lo assumono poco prima di andare a dormire.

Tratto da: A scuola di fitness, di De Pascalis Pierluigi, ed. Calzetti Mariucci.

(1)Carli G, et al. Changes in the exercise induced hormone response to branched-chain amino acids administration. Eur J Appl Physiol 1992; 64:272-277
(2)Laron Z., Butenandt O., eds. Evaluation of Growth Hormone Secretion. Basel: Karger Publishing, 1983
(3) Woolf PD, Lee L. Effect of the serotonin precursor, tryptophan on pituitary hormone secretion. J Clinic Endocrinol Metab 1977; 45:123.

Bibliografia

A scuola di fitness
De Pascalis Pierluigi; Ed. Calzetti Mariucci, 2010
Alimenti e alimentazione
E. Balugani, A. M. Barbieri, G. Carnevali; Ed. Zanichelli, 1992
Il cibo per lo sport. Per chi fa attività fisica leggera e per chi si allena a livello agonistico
Colli Angela; Ed. Tecniche Nuove, 2001
Sds, Scuola dello Sport, Rivista di cultura sportiva
Ed. Calzetti Mariucci

affaticamento e triptofano

L'affaticamento è caratteristico della sclerosi multipla (SM), patologia per la quale Sandyc propone l'assunzione di triptofano:

Sandyk R. Tryptophan availability and the susceptibility to stress in multiple sclerosis: a hypothesis. Int J Neurosci. 1996 Jul;86(1-2):47-53

Già nel 1979 Monaco e al, trovano un basso rapporto plasmatico trp/LNAAs nei pazienti affetti da SM:

F Monaco, S Fumero, A Mondino and R Mutani Plasma and cerebrospinal fluid tryptophan in multiple sclerosis and degenerative diseases Journal of Neurology, Neurosurgery, and Psychiatry, 1979, Vol 42, 640-641

Successivamente analogo risultato è stato trovato per pazienti depressi ed epilettici. Il sottoscritto ha valutato una riduzione di 1/3 nella capatzione cerebrale di trp, e quindi della sintesi di serotonina cerebrale in base ai livelli ematici di LNAAs:

Lunardi G, Mainardi P, Rubino V, Fracassi M, Pioli F, Cultrera S, Albano C. Tryptophan and epilepsy. Adv Exp Med Biol. 1996;398:101-2.

E' anche riportato che i farmaci antidepressivi SSRIs riducono l'affaticamento nei pazienti affetti da SM.

E' noto che gli ammino acidi liberi, assunti oralmente, sono scarsamente assorbiti a livello intestinale, sono presenti sistemi di trasposrto attivo diversi per tipo di ammino acidi, i LNAAs competono tutti per lo stesso trasportatore, quindi la quantità assorbita dipende dalle relative frazioni molari. Gli ammino acidi liberi nel sangue provengono principalmente dalla demolizione delle proteine della dieta, demolite a peptidi questi passano liberamente la membrana intessinale, la demolizione ad ammino acidi liberi continua nel sangue, dove gli ammino acidi sono utilizzati sia per la sintesi di nuovi ammino acidi, non essenziali, sia per la formazione di nuove proteine (peptidi). La somministrazione in vena di ammino acidi liberi porta ad un'aumentata sintesi di peptidi/proteine, che consumono velocemnte l'eccesso di ammino acidi.

Paolo Mainardi