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Integratori alimentari di proteine
Le proteine, caratteristiche, fabbisogno per sportivi e sedentari, problemi da eccesso e carenza nella somministrazione di proteine
Le proteine
Probabilmente è stato uno dei primi integratori a fare la sua comparsa negli scaffali dei negozi specializzati, certamente è fra i più utilizzati, soprattutto presso gli atleti degli sport finalizzati all’incremento della massa muscolare.
Le proteine sono il principale costituente del muscolo, oltre ad avere numerose altre funzioni nell’organismo e, come tali, è lampante la loro importanza sia nel ricambio tissutale che nella sintesi muscolare.
Il fabbisogno proteico giornaliero varia in virtù dell’età, del sesso, del peso corporeo e del tipo di attività svolta dall’individuo.
Per i normali processi riparativi e rigenerativi, è consigliato non scendere al di sotto degli 0,8 grammi di proteine per Kg di peso corporeo (al giorno). Nel soggetto sedentario tale fabbisogno è garantito dalla normale alimentazione.
Negli atleti il fabbisogno proteico tende ad aumentare, in maniera differente in virtù delle discipline sportive praticate.
Per sport di resistenza come lo sci alpino, o il calcio, si stima un fabbisogno di 1,2 - 1,4 g/kg corporeo, nel nuoto è di circa 1,6 g/kg corporeo, nei ginnasti 1,9 g/kg corporeo, sino ai 2,1 - 3,2 grammi per Kg di massa corporea nei body builder professionisti.
Fronteggiare tali richieste diviene difficoltoso con la semplice alimentazione. E’ quindi frequente il ricorso ad appositi integratori che hanno l’aspetto di una polvere (simile a farina) aromatizzata con differente gusto (cacao, fragola ecc.). Gli integratori di proteine in polvere sono solubili, e vengono fatti sciogliere nel latte o nell’acqua al fine di ottenere un prodotto dalla facile somministrazione.
Al momento di determinare la quantità di integratore da assumere, è importante calcolare quale è la quota proteica fornita dagli alimenti. Non dimentichiamo infatti che solo una parte dovrà essere fornita dagli integratori, la restante quota è facilmente raggiungibile con carne, pesce, uova e lo stesso latte usato per sciogliere gli integratori. Se non teniamo conto di questi fattori è facile trovarsi in una condizione di eccessiva presenza di proteine.
Un eccesso di assunzione proteica, oltre all’affaticamento epatico e renale, determina alti livelli di azotemia, inibizione della ricostruzione di nuove strutture cellulari e, in ogni caso, la quota eccedente può contribuire ad aumentare gli accumuli adiposi.
Gli integratori proteici sono convenzionalmente classificati con un numero. Ad esempio “proteine al 90”. Il numero riportato si riferisce alla quantità di proteine presenti ogni 100 grammi. Quindi le “proteine al 90”, conterranno 90 grammi di proteine per ogni 100 grammi di integratore.
Esistono poi differenti fonti dalle quali sono ottenuti gli integratori proteici. Le fonti più comuni sono(1):
- proteine del siero del latte: ottenute per ultrafiltrazione, per microfiltrazione (aventi un quantitativo di grassi nettamente inferiore alle prime) e per scambio ionico. Queste ultime sono qualitativamente migliori e, lo scambio ionico, consente di avere meno dell’1% di grassi ed oltre il 90% di proteine.
- proteine dell’uovo: tendono a rallentare lo svuotamento gastrico e ad abbassare l’indice glicemico degli zuccheri, hanno un valore biologico pari a 100.
- proteine del latte: hanno tempi medi di digestione ed un valore biologico pari a 90.
- proteine della caseina: hanno un valore biologico prossimo ad 80, richiedono lunghi tempi di digestione inducendo prolungato senso di sazietà.
- proteine della soia: hanno un basso valore biologico, all’incirca pari a 75.
L’integrazione di proteine andrebbe associata ad una adeguata assunzione di vitamine del gruppo B utili nel favorire il metabolismo proteico.
Tratto da: A scuola di fitness, di De Pascalis Pierluigi, ed. Calzetti Mariucci.
(1) albanesi.it





