Integrazione alimentare nello sport per il celiaco
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Integrazione alimentare nello sport per il celiaco

Il soggetto celiaco che segue una dieta aglutinata non necessita di integrazione alimentare specifica, non risultano infatti evidenze scientiche di carenze specifiche

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Integrazione alimentare nello sport per il celiaco

Secondo il Ministero della Salute l'integrazione dietetica "serve a ottimizzare gli apporti nutrizionali, fornire sostanze di interesse nutrizionale ad effetto protettivo o trofico e migliorare il metabolismo e le funzioni fisiologiche del organismo". Un'integrazione non può mai risolvere i problemi di una dieta sbilanciata. Pertanto dovrà sempre associarsi ad una dieta sana e equilibrata.

Ad oggi non c'è alcuna evidenza scientifica che sostenga che i soggetti celiaci che seguono una dieta senza glutine da diverso tempo abbiano una grave carenza nutrizionale. Lo stato nutrizionale in questi studi è stato paragonato alla popolazione in generale, che non è comunque ottimale! Per la scarsità degli studi specifici, però, su questo argomento non è possibile trarre conclusioni certe. Bisogna a questo punto fare una grande distinzione tra il soggetto celiaco all'esordio o alla diagnosi e quello che sta già seguendo una dieta da un certo tempo. La celiachia è associata ad un danno della mucosa intestinale con appiattimento dei villi, la cui conseguenza porta ad una riduzione della superficie di assorbimento dei nutrienti.

Alla diagnosi, quindi prima di iniziare una dieta, i celiaci presentano varie carenze nutrizionali e in particolare di: ferro, calcio, vitamina D, vitamina K, magnesio, acido folico e aminoacidi essenziali.

Una carenza di ferro può portare ad una anemia microcitica sideropenica, molto diffusa al momento della diagnosi. Questa anemia è caratterizzata da un numero normale/leggermente ridotto dei globuli rossi che sono però più piccoli. La ridotta dimensione è causata direttamente dalla carenza di ferro, dato che l'emoglobina, proteina contenuta nei globuli rossi, è stabile in presenza di esso. L'anemia microcitica sideropenica è una delle condizione cliniche che molto spesso porta alla diagnosi della celiachia. Il ruolo dell'emoglobina è quello di trasportare l'ossigeno in forma molecolare da un punto ad alta concentrazione di O2 ai tessuti/organi che ne hanno bisogno. In questo caso un importantissimo "ingranaggio" del nostro sistema cardio-circolatorio non funziona adeguatamente e la minore capacità di trasportare ossigeno limita fortemente la prestazione fisica ma anche mentale di qualsiasi livello.

La carenza di calcio e di vitamina D provoca un'altra condizione clinica abbastanza frequente nei soggetti celiaci, l'osteomalacia. Una carenza di questi due elementi porta ad una ridotta mineralizzazione della struttura ossea che può portare a fratture. Inoltre per l'atleta una carenza di calcio porta a disfunzioni per quanto riguarda l'eccitabilità neuromuscolare e quindi nel processo di contrazione muscolare scheletrica e cardiaca. Alcuni studi hanno evidenziato una carenza di calcio anche in soggetti celiaci che seguono una dieta aglutinata. Pertanto sarà opportuno integrare oppure aumentare l'apporto di calcio nella dieta preferendo cibi che lo contengono, tenendo conto delle calorie e dei grassi saturi presenti nel latte e nei suoi derivati.

È confermato che carenze come le sopracitate, ma anche altre, sono presenti alla diagnosi. La velocità nel ripristinare un adeguato stato nutrizionale dipende direttamente dallo stato dell'appiattimento dei villi alla diagnosi, i quali potranno ricrescere solo dopo avere incominciato la dieta senza glutine. La durata della guarigione completa dipende da diversi fattori fisiologici, pertanto molti soggetti presentano un certo stato carenziale anche dopo aver incominciato la dieta aglutinata da diversi mesi.

Una integrazione specifica per via endovenosa può risultare opportuna appena iniziata la dieta per rimediare più velocemente agli stati carenziali di certi elementi. L'integrazione per via gastroenterica, a causa della ridotta capacità di assorbimento, non è consigliata.

Una volta riacquisita la capacità di assorbire i nutrienti dal cibo una integrazione specifica non risulta più essere necessaria nella maggior parte dei casi e i soggetti celiaci avranno lo stesso fabbisogno di nutrienti come una persona sana.

Gli integratori sportivi che sono in commercio in Italia si possono classificare in 6 categorie:

  1. Prodotti finalizzati ad una integrazione energetica (ergogenici)
  2. Prodotti con minerali destinati a reintegrare le perdite idrosaline
  3. Prodotti finalizzati all'integrazione di proteine
  4. Prodotti finalizzati all'integrazione di aminoacidi e derivati
  5. Altri prodotti con valenza nutrizionale adattati ad un intenso sforzo muscolare
  6. Combinazione dei suddetti prodotti

In ognuna di queste categorie esistono degli integratori specifici anche senza glutine. La persona celiaca a dieta aglutinata nella maggior parte dei casi non ha bisogno di un'integrazione se i villi intestinali sono ricresciuti.

Anche lo sportivo celiaco nella pratica sportiva ha lo stesso fabbisogno di un atleta non celiaco.

Comunque vorrei fare alcune considerazioni sugli integratori sportivi in generale. Tante persone spendono molti soldi e dedicano molto tempo all'assunzione di integratori e supplementi alimentari la cui composizione, efficacia e sicurezza non sono sufficientemente controllati. L'integrazione alimentare avviene spesso a discapito di un'alimentazione corretta che è sicuramente efficace nel migliorare la performance e positiva per la salute in generale.

Gli integratori poi in genere danno un falso senso di sicurezza e possono incoraggiare abitudini alimentari scorrette, che poi proprio una persona celiaca dovrebbe evitare. Nessuno studio ha dimostrato che un qualsiasi integratore migliora la prestazione in presenza di una alimentazione inadeguata. Non è da sottovalutare poi il fatto che gli integratori rappresentano spesso un primo passo verso il doping.