Gli omega-3 e la loro azione sui distretti osteoarticolari
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Gli omega-3 e la loro azione sui distretti osteoarticolari

I benefici nell'utilizzo di integratori di Omega-3 si estendono al trattamento delle problematiche osteoraticolari come l'osteoartrite e l'artrite reumatoide.

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Gli omega-3 e la loro azione sui distretti osteoarticolari

Invecchiando, conservare ossa sane e forti, diventa una priorità assoluta, accanto ad elementi come il calcio, la vitamina D ed eventuali terapie farmacologiche gli acidi grassi omega-3 dell'olio di pesce migliorano la struttura delle ossa incrementando l'assorbimento di calcio, riducendo la perdita di matrice ossea e mantenendo la giusta densità. Livelli ottimali di omega-3 come l'EPA e il DHA sostengono la salute del tessuto osseo nel corso dell'intera vita. Le ossa sono strutture dinamiche e viventi che sperimentano continuamente un processo di rimodellamento, con conseguenti fasi di costruzione e distruzione. La struttura e la densità sana delle ossa dipende in larga parte da questo equilibrio delicato fra la formazione e la disgregazione (riassorbimento). Gli acidi grassi omega-3 sembrano aiutare a mantenere sana la massa ossea, ricoprendo ruoli integrali in questo dinamico processo.

Gli acidi grassi omega-3 hanno mostrato di aumentare l'assorbimento di calcio, uno dei minerali chiave incorporati nella matrice ossea per conferirgli rigidità e forza. In uno studio sugli animali, i ricercatori hanno notato che una dieta ricca di olio di pesce conferiva al campione ossa molto più sane rispetto alle cavie alimentate con una dieta ricca di olio di mais (fornitore di grassi omega-6). Molti indici sulla salute ossea, compresi assorbimento di calcio, densità minerale e contenuto di calcio, erano molto più alti negli animali alimentati con omega-3. Cosa interessante, il DHA ha aumentato l'incorporazione del calcio nelle ossa molto di più rispetto all'EPA. Questo studio indica che un altro meccanismo attraverso cui gli omega-3 influenzano positivamente la salute ossea è aumentare l'assorbimento di calcio.

Poiché la perdita ossea influenza particolarmente le donne dopo la menopausa, sono stati esaminati gli effetti degli acidi grassi omega-3 sulla salute ossea in modello animale di osteoporosi postmenopausale. Ancora una volta, gli animali con una dieta ricca di DHA, hanno dimostrato una perdita ossea molto inferiore in confronto al gruppo non sottoposto a tale integrazione.

L'osteoartrite è considerata la patologia da logoramento in cui le cartilagini che proteggono l'articolazione si deteriorano, causando inevitabile dolore e fastidio. Essa è associabile all'invecchiamento ed è esacerbata dall'obesità. Invece, l'artrite reumatoide, è una malattia autoimmune in cui il sistema immunitario attacca erroneamente i tessuti del corpo, causando infiammazione articolare e distruzione dei tessuti. Entrambe le forme di artrite sono caratterizzate da fragilità, rigidità e infiammazioni articolari. Questo dolore può diventare forte, limitando la mobilità e influenzando negativamente la qualità della vita.

In uno studio preliminare, i soggetti cha hanno integrato con omega-3 EPA per sei mesi hanno sviluppato meno dolore artritico nel tempo. Ciò indica che gli acidi grassi possono aiutare a ristabilire la mobilità e la qualità della vita di coloro le cui attività quotidiane possono essere limitate dal dolore articolare. In laboratorio, i ricercatori hanno notato che aggiungere acidi grassi omega-3 alle cellule di cartilagine diminuisce la loro suscettibilità alla degradazione o all'infiammazione.

Il beneficio osservato più comunemente è la riduzione del gonfiore e del dolore articolare, in special modo nel miglioramento nella rigidità del mattino e nella forza della presa. Il dosaggio indicato per determinare tali benefici sarebbe di tre grammi per tre mesi. Inoltre si è dimostrato che gli acidi grassi omega-3, somministrati in vena, hanno contribuito ad alleviare ulteriormente l'azione dolorifica. Coloro che hanno aggiunto anche l'olio di oliva al loro regime giornaliero di integratori di olio di pesce hanno sperimentato maggiori miglioramenti nella loro sintomatologia.

Tale effetto sinergico tra olio di oliva e olio di pesce ha evidenziato anche una riduzione significativa di citochine infiammatorie. Nuove ricerche rivelano che EPA e DHA agiscono entrambi come precursori diretti delle nuove sostanze antinfiammatorie denominate risolvine e protettine. Inoltre, l'assunzione di acidi grassi omega-3 è stata associata alla riduzione dei livelli di due citochine proinfiammatorie: il fattore di necrosi tumorale alfa e l'interleuchina 1-beta. Pertanto, l'assunzione regolare di grassi omega-3 dell'olio di pesce può aiutare chi soffre di artrite reumatoide sia ad alleviare l'infiammazione che contribuisce al dolore e alla disabilità, sia a ridurre l'uso di farmaci antinfiammatori non steroidei.

Anche a livello dentale, con riferimento alla malattia periodontale, uno dei problemi più comuni per gli adulti, che si manifesta con un'infiammazione da cui deriva l'indebolimento dell'osso della mandibola e l'erosione delle creste ossee cha aiutano a fissare i denti nella mandibola, le ricerche mostrano che una nuova sostanza tratta dagli acidi grassi omega-3, aiuta a proteggere dall'infiammazione e quindi dalla perdita ossea e dentale. I ricercatori della Harvard University hanno riscontrato che l'EPA è un elemento molecolare della sostanza infiammatoria chiamata E1. In un modello animale della malattia periodontale umana, la resolvin E1 derivata dall'EPA ha offerto una grande protezione dall'infiammazione dei tessuti e dalla perdita ossea associata alla periodontite.

Azione degli omega 3 sul rilascio di insulina e sulla performance sportivaIntegrare la dieta con i grassi omega-3, in particolar modo con gli oli di pesce, è una delle strategie migliori per gestire l'insulina. Per coloro che mirano a modificare positivamente la composizione corporea e a massimizzare gli sforzi nell'allenamento, gli oli di pesce offrono diversi possibili vantaggi:

- Miglioramento della salute della membrana cellulare. L'EPA e il DHA garantiscono la flessibilità della membrana e che la stessa arrivi a contenere un numero maggiore di recettori per l'insulina, più sensibili ai livelli circolanti di questo ormone. Ciò si traduce in minore deposito di grasso negli adipociti.

- Riduzione delle proteine C-reattive, fattore di rischio associato, come detto, al diabete e alla cardiopatia. La frazione DHA dell'olio di pesce sembra essere quella maggiormente responsabile per tale effetto protettivo.

- Maggiore utilizzo delle riserve di grasso dagli adipociti con conseguente stimolazione della lipolisi.

- Preferenze di utilizzo dell'energia depositata negli adipociti.
- Minore infiammazione causata dall'allenamento e migliore gestione del dolore post-attività.

- Aumento della forza massima per effetto del contenuto di DHA. Quest'ultimo è il grasso più abbondante nel cervello, una marcata assunzione migliora la prestazione e la concentrazione negli impegni cognitivi. Ma soprattutto, il DHA e' presente nella zona del cervello dove l'attività elettrica è più alta e favorisce il legame dei neurotrasmettitori con i recettori, fondamentale per la conduzione nervosa ottimale. Perciò una carenza di DHA interferisce con il reclutamento delle unità motorie di soglia alta, quelle più difficile da attivare.

L'acido grasso omega-3 è abbondante nei semi di lino, nell'olio di canola e nelle noci. Sfortunatamente gli esseri umani convertono solo piccole quantità di acido alfalinolenico in EPA e DHA. A tal proposito, uno studio ha mostrato che solo il 5-15% dell'acido alfalinolenico vegetale viene effettivamente convertito in DHA nel corpo. Perciò, l'olio di pesce o il pesce d'acqua fredda, sono le fonti migliori di questi acidi omega-3.