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Alimenti del quinto gruppo: gli olii
Alimenti del quinto gruppo: grassi da condimento, i diversi tipi di olii vegetali, le singole caratteristiche e proprietà nutrizionali
Olii vegetali
Di arachidi Grazie al suo punto di fumo medio-alto, è un'ottima alternativa all'olio d'oliva da usare in cottura. Il suo sapore dolciastro, con un retrogusto di noci, conferisce un gusto particolare al piatti a cui viene aggiunto crudo.
Di cocco. Non viene venduto al dettaglio, ma solo alle aziende che lo utilizzano soprattutto nella preparazione di biscotti e dolci.
L'Italia ne importa 200.000 tonnellate all'anno: una quantità enorme che ritroviamo in merendine e persino prodotti per l'infanzia pur essendo uno dei pochi oli da evitare, dal momento che ha un elevatissimo contenuto in acidi grassi saturi (ben il 92%), cosa questa che lo rende simile al grassi animali.
Di colza, senape e ravizzone questi oli sono prodotti a rischio perché possono apportare acido erucico. Questa sostanza è considerata responsabile di eventuali lesioni cardiache e/o di ritardi nella crescita dei bambini. Purtroppo, spesso rientrano negli ingredienti dei cosiddetti oli di semi vari: prodotti che in sarebbe meglio evitare, soprattutto nella versioni più economiche. Sono queste, infatti, quelle più nocive, in quanto spesso ricche di olio di colza.
Di enotera . Si usa per cucinare, ma è comunque un prodotto alimentare che viene usato come integratore e venduto in perle. Tra tutti gli oli, è il più ricco di acido gammalinoienico: un acido grasso della serie omega 6, che ha un effetto positivo sul processi di crescita, protezione e riparazione cellulare. Ideale in gravidanza e durante l'allattamento, è comunque utile anche agli sportivi e a tutti coloro che vogliono contrastare gli effetti dei tempo su pelle e tessuti.
Di girasole Benefico per cuore ed arterie, perché ricco di polinsaturi (aiuta a fluidificare il sangue riducendo i livelli delle LDL), va usato crudo per non alterare con il calore la struttura dei suoi grassi "buoni". Attenzione però a non usarlo per condire pizze e focacce, dal momento che ne altererebbe il sapore finale.
Di lino La medicina naturale ne raccomanda Il consumo quotidiano per la prevenzione di numerose malattie. In effetti, ha un elevato contenuto in acido linoleico, quindi è benefico per i vasi e la pelle. Va consumato crudo (magari mischiato ad altri oli se lo si vuole utilizzare per condire) nella misura di un cucchiaio al giorno.
Di mais. Come l'olio di girasole, è ricco di polinsaturi. Quindi, anche se ha un punto di fumo alto, è preferibile usarlo crudo al fine di evitare l'ossidazione e la conseguente alterazione dei suoi componenti.
Di noce. Poco conosciuto, in realtà è il condimento più ricco in assoluto di acido linoienico. Quindi ha qualità benefiche su cuore e circolazione, a patto di essere usato crudo e di essere conservato al buio (altrimenti irrancidisce subito).
Di palma Ha le stesse caratteristiche negative dell'ollo di cocco e viene usato soprattutto a livello industriale.
Di semi vari. E' il più economico, perché ottenuto mischiando oli diversi e spesso scadenti, sia dal punto di vista nutrizionale sia organolettico. Non va usato in modo abituale e per friggere.
Di sesamo. Contiene elevate percentuali di acido linoleico e vitamine, oltre a essere una discreta fonte di lecitina. Quindi ha un effetto benefico sul sistema cardiocircolatorio e offre un'azione tonica che lo rende particolarmente adatto agli sportivi durante i periodi di recupero. Va consumato preferibilmente crudo o per cotture veloci.
Di soia. Per il contenuto in acido linolenico e lecitina, è un olio molto digeribile. Che però va usato crudo o per le cotture in forno a calore medio-basso.
Di vinaccioli Entra frequentemente nella composizione degli oli di semi vari, quindi è difficile apprezzarne le qualità nutrizionali che, invece, sono notevoli. Uno studio condotto negli Stati Uniti, infatti, ha dimostrato che consumando 30 ml al giorno di olio di vinaccioli si possono normalizzare i valori di colesterolo e trigliceridi.





