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Fabbisogno calorico e metabolismo basale
Valutazione del fabbisogno calorico giornaliero e ruolo del metabolismo basale nella sua determinazione
Metabolismo basale
La misurazione del fabbisogno calorico dell’individuo è un altro dei problemi della bioenergetica. La misurazione di questa variabile può essere effettuata con metodi diretti o indiretti.
I metodi diretti prevedono la misurazione del calore ceduto da un soggetto in un arco prefissato di tempo.
I metodi indiretti consentono di risalire alla quantità di calore liberato partendo dall’ossigeno consumato. Tenendo presente che, mediamente, il 60% dell’energia viene utilizzata per produrre calore, ed il 40% per produrre lavoro, si può risalire al fabbisogno calorico totale.
Le necessità energetiche giornaliere di un soggetto (fabbisogno calorico quotidiano) risultano dalla somma delle diverse quote di energia necessaria per le attività volontarie e involontarie.
La spesa energetica per mantenere in vita l’organismo, pur in uno stato di riposo, è detta metabolismo basale ed è soggetto all’influenza di numerosi fattori, di origine corporea (es. sintesi ormonale), di stile di vita (es. pratica sportiva) e di natura ambientale (es. temperatura esterna).
Mediamente, in soggetti adulti normopeso, la richiesta calorica per il metabolismo basale è di circa una Kcaloria x Kg x ora.
Ipotizzando un individuo del peso di 75kg, il suo metabolismo basale è pari a 1800 Kcal al giorno.
Cui vanno sommate le calorie necessarie al lavoro svolto nel corso delle 24 ore, per determinare il fabbisogno calorico giornaliero. Resta inteso che tale formula è marcatamente approssimativa, non tenendo conto di numerosi parametri individuali, ma offre ugualmente un’idea di massima del consumo calorico.
Anche il mantenimento dell’omeostasi termica, ossia della temperatura corporea ottimale per l’individuo, implica un dispendio energetico. Nelle circostanze in cui si è posti in ambienti termicamente non confortevoli, l’organismo appronta le dovute correzioni con un dispendio energetico più o meno alto.
Se posti in ambienti freddi viene prodotto maggiore calore attraverso i processi metabolici cellulari, se la temperatura ambientale tende a salire si predispone un efficace metodo di raffreddamento, ad opera della sudorazione, che riporta la temperatura corporea a valori fisiologicamente accettabili. I meccanismi di termoregolazione sono attivati mediante l’utilizzo di scorte energetiche e, il calore prodotto, è infine disperso nell’ambiente circostante per irraggiamento, conduzione e convenzione.
Il metabolismo basale è una caratteristica propria di ciascuno e si ripercuote sulle attività individuali, pertanto pur compiendo lavori analoghi per durata ed intensità, i soggetti hanno richieste energetiche anche molto differenti fra loro.
Volendo fare un semplice paragone è come dire che, il consumo di carburante di due automobili aventi differente cilindrata, sarà chiaramente diverso pur coprendo una eguale distanza alla medesima velocità.
Naturalmente a fattori di tipo soggettivo, come il metabolismo (equiparabile alla cilindrata di un soggetto), si sommano fattori oggettivi quali la temperatura ambientale e la pressione atmosferica.
Per impostare un corretto regime alimentare bisogna calcolare il fabbisogno energetico giornaliero, sommando le singole richieste di energia da parte dell’organismo.
L’assunzione di quote caloriche eccedenti il normale fabbisogno, comportano l’insorgenza di stati di sovrappeso. Viceversa, un dispendio energetico che non fosse adeguatamente coperto dalla quota calorica assunta, determina il dimagrimento dell’individuo.
Tratto da: A scuola di fitness, di De Pascalis Pierluigi, ed. Calzetti Mariucci.





