La fatica muscolare
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La fatica muscolare

Definizione di fatica muscolare. Fatica centrale e fatica periferica. L'influenza dello stato mentale sull'insorgenza della fatica. I 5 fattori mentali. Conclusioni sull'eziologia della fatica muscolare

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La fatica muscolare

La forza, generata dal muscolo scheletrico durante la contrazione è il risultato di una complessa serie concatenata di eventi la cui compromissione, a qualunque livello, può contribuire all'insorgenza della fatica neuromuscolare. Su base sperimentale, confrontando la forza generata da una massima contrazione volontaria con quella prodotta mediante elettrostimolazione con elettrodi di superficie, la fatica è stata distinta in "centrale" e "periferica".

La fatica viene definita centrale quando è imputabile a meccanismi che originano nel sistema nervoso centrale, ovvero in tutte quelle strutture nervose corticali e subcorticali i cui compiti vanno dall'ideazione del movimento, alla conduzione dell'impulso nervoso fino al motoneurone spinale.

È definita periferica quando i fenomeni che la determinano si verificano nel motoneurone spinale, nella placca motrice o nella fibrocellula muscolare scheletrica.

Per quanto concerne la pratica sportiva, va ricordato che i fattori centrali, quali motivazione psicologica, capacità di autocontrollo emotivo e di sopportazione del disagio fisico, rivestono un ruolo non trascurabile nella complessità dell'attività muscolare che è alla base del gesto atletico. Inoltre si verificano importanti alterazioni metaboliche, quali la riduzione della glicemia, l'accumulo plasmatico di NH3 e l'aumento del rapporto tra amminoacidi aerobici e a catena ramificata, che influenzano negativamente la funzionalità delle fibremuscolari e delle cellule nervose.

Quindi si deduce che a fare la differenza, non sono solamente i muscoli o la tecnica degli atleti ma anche il loro stato mentale. Per vincere la partita o per tagliare il traguardo al primo posto, non basta avere forza fisica nelle gambe e una tecnica straordinaria. Allenarsi mentalmente aiuta, oltre ad aumentare le credenze positive e sviluppare il pensiero vincente, a gestire i nervi e mantenere la calma e la concentrazione.

Gli atleti di qualsiasi disciplina possono imparare a "spegnere" i pensieri negativi che disturbano la loro concentrazione e sviluppare il così detto "dialogo interno" che ponga l'individuo in uno stato mentale positivo e lo guidi alla vittoria.

I fattori mentali più importanti che puoi sviluppare sono cinque:

  • Rilassamento, tramite tecniche come il training autogeno e la respirazione controllata, è possibile abbattere tutte le tensioni emotive che precedono solitamente le gare importanti ed arrivare all'appuntamento diminuendo tensioni e paure
  • Concentrazione, permette all'atleta di non disperdere la sua tensione emotiva e, soprattutto, di focalizzarsi solo ed esclusivamente sulla prestazione sportiva
  • Visualizzazione, la rappresentazione interna di un determinato movimento o azione di gioco ripetuto all'infinito dentro di sé, visualizzato continuamente, in questo modo è possibile migliorarne la coordinazione dell'esecuzione, sino a farla diventare azione automatica nel momento in cui si verificherà
  • Dialogo interno o autoconvinzione, offre all'atleta la possibilità di annullare ogni stimolo e pensiero esterno che lo possono disturbare. Attraverso il dialogo interno si possono ripetere frasi motivanti
  • Motivazione, il vero ed unico segreto del successo. Gli sportivi di successo sanno cosa vogliono, e soprattutto, si attivano per ottenerlo, compiono delle azioni, giorno per giorno, per raggiungere il loro obiettivo

Gli studi fino a oggi condotti sembrano suggerire che la sede principale dell'insorgenza della fatica sia rappresentata dal muscolo, e quindi propendono per la componente periferica. Le strutture anatomiche, e le relative possibili alterazioni, che possono concorrere allo sviluppo del processo della fatica muscolare localizzata sono il motoneurone spinale, la giunzione neuromuscolare, il sarcolemma e il sistema T della fibra muscolare, responsabile dell'accoppiamento elettro-meccanico della contrazione.

In conclusione, la fatica muscolare ha un'eziologia multifattoriale e complessa, ancora oggi in parte ignota, che coinvolge diversi siti cellulari e meccanismi biochimici,dipende fondamentalmente dal tipo di esercizio svolto, dalla durata , dall'intensità dello stesso, e quindi dal tipo di fibre muscolari attivate.