Dal fabbisogno calorico al fabbisogno di nutrienti, principi alimentari, principi nutritivi, LARN, RDA e RDI
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Dal fabbisogno calorico al fabbisogno di nutrienti, principi alimentari, principi nutritivi, LARN, RDA e RDI

Oltre al fabbisogno calorico è necessario individuare le quote raccomandate di nutrienti da assumere quotidianamente, le tabelle dei LARN, RDA e RDI forniscono un punto di partenza

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Dal fabbisogno calorico al fabbisogno di nutrienti, principi alimentari, principi nutritivi, LARN, RDA e RDI

Mediante l’alimentazione l’uomo non riceve esclusivamente energia: dagli alimenti è infatti possibile prelevare sostanze capaci di costruire o riparare tessuti danneggiati, in grado di regolare complessi processi metabolici, ecc.

In senso generale sono definiti alimenti tutte le sostanze commestibili e che ingerite possono essere digerite, assorbite e utilizzate dall’organismo.
La quasi totalità degli alimenti è costituita da un mix di composti rappresentati da sostanze più o meno complesse denominate principi alimentari o macronutrienti (proteine, polisaccaridi, lipidi).
In seguito ai processi digestivi dai principi alimentari si ricavano i principi nutritivi, detti anche nutrienti, e costituiti da sostanze più piccole e semplici (aminoacidi, monosaccaridi e acidi grassi).
Per definizione gli elementi che possono essere assorbiti a livello intestinale sono detti principi nutritivi, pertanto alcuni principi alimentari possono essere al contempo dei principi nutritivi se è possibile assorbirli senza un preventivo processo digestivo, ad esempio il glucosio. L’organismo è anche in grado di ricavare alcuni nutrienti a patto di disporre dei necessari precursori.

Negli alimenti sono presenti anche altri composti, organici ed inorganici, come vitamine e sali minerali (definiti micronutrienti) e naturalmente quote variabili di acqua.

I nutrienti possono essere distinti in tre categorie in relazione alla loro funzione:

  1. Nutrienti energetici, che forniscono principalmente energia per le funzioni corporee
  2. Nutrienti plastici, utilizzati per la costituzione e la rigenerazione dei tessuti
  3. Nutrienti regolatori, ossia vitamine e sali minerali che regolano processi biochimici

Ciascun soggetto, accanto ad un proprio fabbisogno calorico che varia oltre che per i singoli individui anche per le varie fasi della vita, ha anche un fabbisogno di nutrienti appartenenti alle varie categorie menzionate.

In particolare si fa riferimento alle RDA (Recommended Dietary Allowances o Dosi Dietetiche Raccomandate), tabelle di riferimento redatte già negli anni '60 indicanti i livelli di assunzione di nutrienti tali da evitare sindromi e manifestazioni correlate ad una carenza.

Una evoluzione delle RDA sono le RDI (Recommended Daily Intake), che identificano la quantità di nutrienti da introdurre per soddisfare quotidianamente i bisogni nutrizionali di individui aventi caratteristiche comuni ovvero appartenenti a specifici gruppi.
Quando per uno specifico nutriente non sono presenti evidenze scientifiche tali da indicare l’RDI si fa riferimento all’AI (Adequate Intakes) vale a dire un apporto consigliato, e non raccomandato, di un determinato elemento nutrizionale.

Infine è possibile riferirsi anche ai LARN (Livelli di Assunzione Raccomandati di Nutrienti).
I LARN danno un’indicazione di massima, adeguatamente precisa, dei vari quantitativi di nutrienti da assumere ogni giorno al fine di ottenere un bilancio equilibrato evitando l’insorgenza di problemi legati all’esubero o al deficit e sono tarati per popolazioni specifiche (es.: per la popolazione Italiana).

Occorre tuttavia fare una fondamentale precisazione relativa alle quote di nutrienti raccomandate e riportate nei LARN o in altre tabelle, tali livelli non possono infatti essere utilizzati come diretto metro di valutazione e classificazione dei soggetti tra carenti e non carenti per un determinato elemento.
L’assunzione individuale di quantitativi pari o superiori ai valori soglia riportati nelle tabelle certamente attesta nella quasi totalità dei casi (97,5%) una condizione di non carenza, ma non si può invece ritenere automaticamente carente un soggetto che dovesse assumere quantitativi minori, salvo che tali quantitativi non siano inferiori rispetto al 66% circa dei valori raccomandati1, questo a causa della soggettiva variabilità dei fabbisogni anche tra individui apparentemente simili.

È necessario per altro considerare che per alcuni nutrienti non esiste solo il rischio di una assunzione deficitaria, ma anche quello opposto di una assunzione eccessiva rispetto alle reali esigenze, tra questi due possibili estremi (carenza ed eccesso) vi è un livello intermedio definito intervallo di sicurezza all’interno del quale è improbabile ci si possa trovare in una delle due condizioni segnalate.