Movimenti non vincolati
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Movimenti non vincolati

L'allenamento funzionale prevede l'utilizzo di movimenti non vincolati, perché così si migliorano caratteristiche quali equilibrio, propriocezione e coordinazione. Ruolo e definizione di catena cinetica nell'allenamento funzionale

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Movimenti non vincolati

Il corpo è stato creato per muoversi nello spazio secondo i principi della fisica e pertanto per essere condizionato efficacemente deve eseguire gesti con il minor numero di vincoli possibili.

Un vincolo è una qualsiasi condizione che limita il moto di un corpo. In meccanica, essendo solo le forze capaci di modificare lo stato di quiete o di moto di un sistema, l'azione dei vincoli si esplica attraverso un insieme di forze dette forze vincolari o reazioni vincolari che agiscono sui punti del sistema, limitandone il moto.

Nella pratica dell'esercizio fisico un vincolo risulta essere tutto ciò che interviene ed interagisce nell'esecuzione di un determinato movimento. Per esempio una carrucola, una guida, una camme di lavoro, un binario un punto di appoggio, un fulcro di una leva, ecc. Sostanzialmente qualunque macchinario per l'allenamento.

Infatti qualsiasi macchina per l'allenamento utilizza leve, guide, carrucole ed altre strutture meccaniche che regolano il movimento, tutto ciò riduce la libertà di movimento dell'utilizzatore facilitando l'attività. È fondamentale avere chiaro che tutto ciò che fa la macchina è lavoro in meno e quindi risultati in meno per il corpo, per questo motivo bisogna evitare di usare strumenti di lavoro complessi come qualsiasi macchinario da centro fitness.

Gestire un movimento del corpo senza nessun appoggio o guida implica un lavoro di coordinazione e controllo del corpo stesso che favorisce il miglioramento di elementi quali equilibrio, propriocezione e coordinazione, inoltre rende qualunque esercizio più complesso e di conseguenza più allenante.

Gli attrezzi da utilizzare devono anch'essi non presentare vincoli meccanici, ma devono essere oggetti da muovere liberamente nello spazio in modo che la traiettoria del movimento sia regolata completamente dalla persona che esegue l'esercizio. In questo modo qualunque esercizio si andrà a svolgere comporterà un impegno maggiore in termini di controllo e gestione del movimento che determina un migliore condizionamento. Ricordo ancora che nella vita reale difficilmente si eseguono movimenti tramite l'utilizzo di macchinari appositi, di conseguenza l'idea di migliorare le capacità fisiche con macchine strutturate per svolgere movimenti guidati risulta utopistica, infatti il corpo impara a gestire i movimenti solamente se è costretto a gestirli autonomamente, quelle specifiche componenti neuromotorie responsabili del controllo fisico si sviluppano solamente quando il cervello si trova a gestire situazioni in cui deve controllare il corpo autonomamente.

Le catene cinetiche ed i movimenti multiarticolari

Il termine catena cinetica è usato per definire l'interazione tra vari segmenti corporei, che si attivano sinergicamente per eseguire i vari movimenti.

Da un punto di vista fisico definiamo come catena cinetica un sistema di trasmissione delle forze composto da segmenti rigidi uniti tra loro tramite giunzioni mobili definite snodi.

Il nostro organismo è composto da svariate catene cinetiche, i segmenti sono rappresentati dalle ossa mentre le articolazioni rappresentano gli snodi. I muscoli sono i propulsori della catena cinetica durante il movimento.

Questo concetto deve essere particolarmente chiaro perché rappresenta un'altra delle enormi differenze tra l'allenamento funzionale ed il fitness, infatti l'allenamento funzionale mira a sviluppare ed ottimizzare l'utilizzo delle catene cinetiche migliorando la coordinazione intermuscolare necessaria a favorire questo percorso.

Sostanzialmente il funzionale, che ha come obiettivo il miglioramento della condizione fisica globale, deve ottimizzare le capacità di utilizzo del corpo nella gestione dei movimenti, di conseguenza deve sviluppare gli esercizi partendo dal presupposto che un qualunque movimento si debba svolgere, deve essere fatto distribuendo il carico sul maggior numero di strutture (muscoli ed articolazioni) possibili. Questo garantisce lo sviluppo di una maggiore capacità di sviluppare forza ed eseguire movimenti aumentando il possibile carico di lavoro oppure la durata dell'attività. Sostanzialmente meglio una persona riesce a distribuire lo sforza dell'esercizio sul maggior numero possibile di segmenti fisici, maggiore sarà la facilità con cui riuscirà ad eseguire quel particolare movimento.

In pratica l'allenamento funzionale insegna al praticante come è possibile utilizzare al meglio l'insieme del proprio apparato locomotore per eseguire un movimento con maggior vigore.

Per questa ragione risulta particolarmente importante il concetto di catena cinetica, infatti qualunque movimento o esercizio che sia si può eseguire con minore o maggiore fatica a seconda che si riesca o meno a coordinare sinergicamente l'apparato locomotorio e si riesca o meno a coinvolgere il maggior numero di muscoli possibili nell'esecuzione di un qualunque movimento.
Pertanto più si riesce ad allargare la catena cinetica coinvolta in un movimento minore sarà la fatica per eseguire lo stesso. Allargare la catena cinetica significa coinvolgere un numero maggiore di segmenti corporei per eseguire un movimento. Per esempio se dobbiamo portare un peso da terra al petto possiamo afferrarlo e tirarlo al petto con le braccia facendo una certa fatica, oppure è possibile afferrarlo e piegando le ginocchia eseguire un movimento di estensione rapida sulle gambe sollevando i talloni ed estendendo la schiena sviluppando così una forza sinergica tra muscoli di gambe schiena e braccia e facendo sicuramente una fatica decisamente inferiore. Questo è ciò che insegna l'allenamento funzionale: imparare ad utilizzare al meglio le risorse fisiche per eseguire movimenti e sforzi vari con la minore fatica possibile.

Dietro al raggiungimento di questo risultato vi è un insieme di fattori:

  • miglioramento delle capacità fisiche in generale
  • miglioramento della coordinazione e della capacità di utilizzare il corpo

Per raggiungere questo risultato è fondamentale imparare ad ampliare le catene cinetiche che si utilizzano nell'esecuzione di qualsiasi movimento. Per fare ciò gli esercizi proposto sono tutti movimenti multiarticolari, ossia movimenti che si sviluppano muovendo diverse articolazioni. Questo punto si discosta considerevolmente dall'idea del fitness di esercizio di isolamento usati per tonificare un singolo muscolo, in pratica nel funzionale gli esercizi di isolamento non si fanno perché sono inutili in quanto non allenanti per l'organismo.

Inutili perché non migliorano il corpo nel suo insieme, non permettono di sviluppare coordinazione e sinergia tra i muscoli, non permettono di sviluppare grandi quantità di forza, non impegnano realmente il corpo.

L'idea dell'isolamento tanto cara a body builder e praticanti del fitness è in pratica un modo improduttivo di allenarsi, che non condiziona il corpo, non affatica il corpo, non migliora le capacità di utilizzo del corpo. per capire ciò è sufficiente confrontare la fatica che si fa a fare un esercizio di chiusura delle gambe per isolare gli adduttori oppure uno squat completo che coinvolge oltre agli adduttori un vasto numero di muscoli.

Gli esercizi dell'allenamento funzionale sono tutti movimenti multiarticolari complessi. Prendere il corpo e spezzettarlo per eseguire esercizi d'isolamento è contro la natura stessa dell'uomo che nei movimenti in ambiente non si trova mai a svolgere facili gesti guidati che isolano un determinato distretto muscolare, ma si trova a dover fare fronte a situazioni più complesse che prevedono l'impiego di un sistema di movimento coordinato sviluppato su un certo numero di gruppi muscolari. L'allenamento per essere tale deve riprodurre ciò e pertanto non può partire dall'idea di isolare il singolo muscolo.

Bisogna inoltre aggiungere che l'idea che isolando un muscolo, questo si tonifichi maggiormente è assolutamente sbagliata. I muscoli si tonificano meglio se vengono stimolati da esercizi che li fanno lavorare nella loro totalità, cosa che avviene solamente se si eseguono movimenti complessi dove l'esecuzione stessa è realizzabile solo se numerose strutture intervengono sinergicamente.