Tecniche di esecuzione degli esercizi
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Tecniche di esecuzione degli esercizi

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Tecniche di esecuzione degli esercizi

Tutti gli esercizi descritti nelle pagine precedenti si devono eseguire secondo una tecnica di movimento corretta che dipende dal tipo di attrezzo che si sta utilizzando. A seconda del movimento e dell'attrezzo utilizzato l'attività si sviluppa su un punto differente del grafico forza / velocità precedentemente descritto, di conseguenza i movimenti a basso carico vanno ad agire principalmente sul fattore velocità, viceversa, quelli ad elevato carico interagiscono sul fattore forza.

L'integrazione del tutto permette di sviluppare globalmente le capacità dell'individuo, ovviamente se un soggetto è più interessato ad una parte dei fattori in gioco si può realizzare un allenamento più specifico.

Dato che il condizionamento si ottiene in misura più marcata raggiungendo lo stato di affaticamento è indispensabile eseguire qualsiasi esercizio fino a tale livello, eseguendo pertanto il maggior numero di ripetizioni possibili o perdurando il gesto per il maggior tempo cui si riesce.

L'abilità dell'atleta nell'esecuzione dei numerosi esercizi proposti sta nel saper coinvolgere al meglio l'intero apparato locomotore, ciò significa che come già precedentemente descritto non si deve eseguire i movimenti cercando l'isolamento muscolare, come viene insegnato nelle palestre, ma anzi imparando a coinvolgere più muscoli possibili, attraverso movimenti fluidi e coordinati dell'intero corpo.  Questo permette oltre che di sviluppare maggiore forza anche di migliorare le capacità di coordinazione e propriocezione indispensabili nella gestione di movimenti complessi.

Affaticamento

L'efficacia di ciascun esercizio è strettamente correlata alla capacità dell'atleta di raggiungere lo stato di affaticamento.

Affaticamento fisico: l'incapacità fisiologica di mantenere lo sforzo fisico. È un meccanismo di sicurezza utilizzato dal corpo per prevenire modificazioni metaboliche che danneggerebbero la funzionalità muscolare. Sostanzialmente l'affaticamento riduce le capacità di prestazione perché tali capacità, a quella determinata intensità, non sono più sostenibili dall'organismo.

L'affaticamento può essere di varia natura ed a seconda del tipo comporta effetti diversi sul metabolismo:

  • Organico o Cardiorespiratorio, quando sottoposti ad uno sforzo si deve rallentare o addirittura fermarsi perché non si ha più fiato per proseguire (per esempio in una corsa veloce mi devo fermare perché non ho più fiato). In questo caso il sistema cardiovascolare non è più in grado di fornire il corpo di sufficienti substrati per proseguire lo sforzo (ossigeno, glucosio) oppure non è in grado di smaltire i metaboliti prodotti che si accumulano (acido lattico, CO2 ecc.)
  • Locale o Muscolare, quando eseguendo un determinato esercizio non si riesce a proseguire perché i muscoli non possono più sostenere tale sforzo(per esempio nel sollevare un peso mi fermo perché non riesco più a muovere quel carico). In questo caso i muscoli non sono più in grado di generare sufficiente forza per proseguire l'esercizio. Da un punto di vista biochimico questa situazione si verifica quando i muscoli non hanno substrati sufficienti per proseguire (ATP, calcio, glicogeno) oppure le microlacerazioni tessutali indotte dall'esercizio riducono notevolmente le capacità muscolari
  • Sistemico o Prestazionale, questa avviene solamente con gesti fisici complessi, quando la performance si riduce progressivamente fino a non riuscire nel gesto, perché il corpo non riesce più ad eseguire movimenti così complessi (per esempio nel saltare un ostacolo non riesco più ad eseguire il gesto con sufficiente energia per superare quell'oggetto). Le capacità nervose e neuromuscolari non riescono ad esercitare un controllo motorio sul corpo che diviene incapace di proseguire il gesto atletico in questione. Questa situazione si verifica quando l'impulso nervoso non è capace di coordinare ed attivare sinergicamente l'apparato locomotore per effetto di stanchezza sul sistema nervoso centrale o su quello periferico (riduzione di neurotrasmettitori, alterazione dell'equilibrio elettrochimico di membrana ecc.)

Pertanto per rendere ogni esercizio il più efficace possibile è necessario arrivare ad una condizione per la quale non si riesce più a continuare l'attività:

  • eseguire tutte le ripetizioni possibili, nel caso si stia sollevando un peso
  • eseguire il massimo delle ripetizioni fattibili in un determinato tempo, nel caso si stia eseguendo un esercizio di forza a tempo
  • eseguire il gesto con la massima velocità possibile, nel caso si stia facendo esercizi di velocità
  • eseguire il gesto fino all'incapacità, nel caso si stia eseguendo un movimento complesso

A seconda del tipo di esercizio che si esegue si raggiunge una delle suddette condizioni di affaticamento per stimolare i processi di adattamento che portano alla supercompensazione e di conseguenza al miglioramento della condizione fisica. Solamente lavorando in questo modo è possibile condizionare il corpo ed ottenere anche miglioramenti estetici andando ad agire direttamente sul metabolismo.

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