Allenamento in sospensione
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Allenamento in sospensione

Allenamento in sospensione: la storia dell'allenamento in sospensione e del TRX. Analisi delle caratteristiche techiche del TRX. Ruolo dell'allenamento in sospensione nell'allenamento funzionale

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Allenamento in sospensione

Questa nuova sezione del sito NonSoloFitness propone un allenamento in sospensione innovativo, originale, unico al mondo. Il testo è in uso all'interno dei programmi di formazione per istruttori di allenamento funzionale. Fornendo informazioni essenziali e presentando esempi con illustrazioni fotografiche renderà più semplice l'apprendimento delle metodiche circa l'esecuzione degli esercizi e le metodologie di allenamento.

La presente guida potrà costituire costante riferimento per chi comprenderà quanto l'allenamento funzionale sia il futuro nella preparazione fisico-sportiva e nel fitness. L'allenamento funzionale riveste ormai un ruolo fondamentale per il miglioramento delle prestazioni agonistiche ed amatoriali, dunque integrativo di qualunque attività sportiva già praticata, utilizzabile anche a livello preventivo.

Analizzando meglio ciò che è davvero il sistema Uomo, vedremo che è un biosistema motorio complesso, ove l'omeostasi e le funzioni statico-dinamiche regionali o segmentali sono inscindibili da quelle generali ed il circuito di regolazione non risulta di tipo lineare-causale ovvero di stimolo e reazione ma di tipo interattivo tra un grande numero di circuiti tra loro collegati ed interagenti.

In questo biosistema i livelli micro e macroscopici risultano intimamente integrati ed in armonica continuità ed equilibrio, grazie a complesse e molteplici correlazioni neuro-biologiche.

Nella guida si evidenzia che i processi di omeostasi del sistema corporeo, intesi come stato di stabilità dell'organismo, sono mantenuti attraverso un sistema di meccanismi di controllo attivati da circuiti di controreazione. L'evoluzione dinamica del sistema corporeo è assimilabile più che a quella di un sistema influenzato soltanto dall'esterno a quella di un sistema quantistico, che dipende da fattori sia esterni che interni, ed è proprio questo il principio che regola la nostra proposta.

Un po' di storia

Nei templi cinesi più di cento anni fa', abbiamo dimostrazione nella pratica delle arti marziali dell'uso dell'allenamento in sospensione, in seguito nei moli, nelle navi, in situazioni di disagio, dove le attrezzature erano ridotte a poche cinghie per paracadute, Randy Hedtrick ideò una serie di esercizi da svolgere in sospensione, dando origine al TRX, strumento per l'allenamento funzionale.

Oggi l'evoluzione delle metodiche di allenamento e l'ammodernamento di tali attrezzature permettono di raggiungere con molta precisione obiettivi differenziati: attività fisica preventiva, preparazione sportiva, agonistica, ecc.

Caratteristiche tecniche dell'attrezzo

La nostra guida presenta circa 100 esercizi che mostrano le ampie possibilità di utilizzo dell'attrezzo.

L'attrezzo è formato principalmente da tre parti, una superiore utilizzata per l'ancoraggio al soffitto o alla parete, una centrale di sospensione, ed una inferiore dove troviamo le varie impugnature. Nella figura l'ancoraggio è su un'unica cinghia con un anello passante, dove non si creano vincoli di stabilizzazione allo scorrimento. Esistono tuttavia altre attrezzature da suspension training, con molle per allenamenti pliometrici, cinghie con vincolo di scorrimento per stabilizzare maggiormente l'attrezzo o anche meccanismi più rudimentali con semplici corde che si collegano fra loro con sistemi di annodamento.

La seconda parte della cinta di sospensione permette nell'esempio a seguire la possibilità di applicare maniglie, anelli, cavigliere, pancere addominali, o anche corpetti, tutto orientato alle molteplici finalità che possono spingerci all'utilizzo di tale pratica.

Questo metodo di allenamento può essere considerato futuristico, infatti, utilizzando: il proprio peso corporeo, sovraccarichi speciali, la sospensione totale o parziale del corpo, permetterà allenamenti in microgravità.
La pratica di questa metodologia prevede uno spazio davvero ridotto ed un unico attrezzo facile da trasportare che ci permetterà davvero di avere una palestra in una 24 ore.

Piani, movimenti ed equilibrio psicofisico

Analizzando attentamente il movimento umano, ci accorgiamo del gran numero di sistemi chiamati in causa (muscolare, nervoso e propriocettivo) e della complessità dei meccanismi di regolazione e controllo che ogni singolo movimento richiede.
Inoltre vanno considerati anche i collegamenti fra i vari muscoli che, attraverso il tessuto connettivo, si organizzano in catene muscolari che possono assolvere compiti statici (ad es. mantenimento della stazione eretta) o compiti dinamici raccogliere un oggetto, salire le scale, ecc.

Il movimento del corpo umano si realizza fondamentalmente sui tre piani dello spazio):

  • il piano trasversale (che divide il corpo in due metà una superiore, l'altra inferiore)
  • il piano frontale (che divide il corpo in due metà una anteriore, l'altra posteriore)
  • Il piano sagittale (che divide il corpo in due metà una destra, l'altra sinistra)

Il movimento su tutti e tre i piani è accessibile da chiunque, ma nella realtà questo avviene di rado: infatti, solo una percentuale minima di persone ne sfrutta l'intero potenziale.
Per quanto concerne la direzione dei movimenti, essa è indicata dall'asse intorno al quale hanno luogo, infatti, avremo:

  • Asse longitudinale, movimenti di: torsione (se interessa il rachide), rotazione (se interessa gli arti)
  • Asse sagittale, movimenti di: inclinazione laterale (se interessa testa e tronco), adduzione ed abduzione (se interessa gli arti)
  • Asse trasversale, movimenti di: flessione ed estensione

Questi movimenti si svolgono intorno ad un asse e sono diretti verso un piano e sono considerati movimenti semplici, mentre esistono altri movimenti in cui gli assi ed i piani risultano variabili nelle varie fasi dell'esecuzione, definiti movimenti complessi o combinati, presenti in molti esercizi in sospensione.

Tali movimenti complessi stimolano le capacità neuromotorie, con sviluppo della coordinazione intra ed intermuscolare e la propriocettività di chi li esegue.

Nell'allenamento funzionale in sospensione, si pone sempre l'accento sul controllo cinestesico e sullo sviluppo delle capacità coordinative, con costante attivazione del CORE che ha la capacità di trasferire spinte e slanci, di compattare il sistema e migliorare le sinergie muscolari prevenendo gli infortuni.

In questo tipo di training l'approccio motorio ha un'ottica di globalità, infatti, il sistema muscolo scheletrico non funziona mai in maniera strettamente settoriale, ma attraverso l'attivazione delle catene muscolari lavora come un sistema integrato.

L'allenamento in sospensione offre la possibilità di stimolare dunque durante ogni esercizio un'elevata sinergia muscolare, utilizzando contemporaneamente tutti i piani di movimento, annullando in tal modo l'isolamento muscolare.