Allenamento ad alta intensità: la terapia per dimagrire
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Allenamento ad alta intensità: la terapia per dimagrire

L'allenamento ad alta intensità è la giusta terapia per dimagrire. Cosa significa alta intesità? Qual è la definizione di breve ed intenso?

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Allenamento ad alta intensità: la terapia per dimagrire

Dopo avere visto e magari provato che tutti i metodi tradizionali per dimagrire non riescono ad essere efficaci dobbiamo percorrere nuove strade per raggiungere la meta!

Io ho sempre seguito una regola quando cercavo nuovi approcci all'allenamento: ciò che non funziona si cambia!

Quindi se l'attività aerobica non ci permette di raggiungere i risultati che speriamo bisogna trovare un nuovo metodo di allenamento. La dieta da sola non basta ed i motivi sono già stati nelle pagine precedenti. Le terapie miracolose proposte in TV… beh io non credo più a Babbo Natale già da qualche anno…

L'unica terapia non farmacologica né chirurgica che permette al corpo di dimagrire e restare magri è l'allenamento ad alta intensità, perché è l'unico strumento che ci permette di interagire direttamente con il nostro metabolismo stimolandolo ed attivandolo in maniera assolutamente naturale.

Allenamento ad alta intensità

L'allenamento ad alta intensità è, per definizione, l'esecuzione di esercizi di varia natura fino a raggiungere l'affaticamento fisico. In altre parole si tratta di eseguire un determinato movimento o gesto atletico, che identificheremo meglio in seguito, fino a quando il corpo è in grado di sostenerlo.

Affaticamento fisico

L'incapacità fisiologica di mantenere lo sforzo fisico. È un meccanismo di sicurezza utilizzato dal corpo per prevenire modificazioni metaboliche che danneggerebbero la funzionalità muscolare. Sostanzialmente l'affaticamento riduce le capacità di prestazione perché tali capacità, a quella determinata intensità, non sono più sostenibili dall'organismo. L'affaticamento può essere di varia natura ed a seconda del tipo comporta effetti diversi sul metabolismo:

  • Organico o Cardiorespiratorio, quando sottoposti ad uno sforzo si deve rallentare o addirittura fermarsi perché non si ha più fiato per proseguire (per esempio in una corsa veloce mi devo fermare perché non ho più fiato). In questo caso il sistema cardiovascolare non è più in grado di fornire il corpo di sufficienti substrati per proseguire lo sforzo (ossigeno, glucosio) oppure non è in grado di smaltire i metaboliti prodotti che si accumulano (acido lattico, CO2 ecc.)
  • Locale o Muscolare, quando eseguendo un determinato Esercizio non si riesce a proseguire perché i muscoli non possono più sostenere tale sforzo(per esempio nel sollevare un peso mi fermo perché non riesco più a muovere quel carico). In questo caso i muscoli non sono più in grado di contrarsi con sufficiente intensità per proseguire l'Esercizio. Da un punto di vista biochimico questa situazione si verifica quando i muscoli non hanno substrati sufficienti per proseguire (ATP, calcio, glicogeno) oppure le microlacerazioni tessutali riducono notevolmente le capacità muscolari
  • Sistemico o Prestazionale, questa avviene solo con gesti fisici complessi, quando la performance si riduce progressivamente fino a non riuscire pi nel gesto, perché il corpo non riesce più ad eseguire movimenti così complessi (per esempio nel saltare un ostacolo non riesco più ad eseguire il gesto con sufficiente energia per superare quell'oggetto). Le capacità nervose e neuromuscolari non riescono ad esercitare un controllo motorio sul corpo che diviene incapace di proseguire il gesto atletico in questione. Questa situazione si verifica quando l'impulso nervoso non è capace di coordinare ed attivare sinergicamente l'apparato locomotore per effetto di stanchezza sul sistema nervoso centrale o su quello periferico (riduzione di neurotrasmettitori, alterazione dell'equilibrio elettrochimico di membrana ecc.)

Gli eventi metabolici che portano all'affaticamento sono:

  • diminuzione del contenuto muscolare di fosfocreatina
  • accumulo di ioni H+  nel muscolo rilasciati dalla produzione di acido lattico e alterazione del pH
  • ipoglicemia dovuta alla deplezione delle riserve di glucosio
  • riduzione delle riserve muscolari di Ca++
  • alterazioni dell'equilibrio intra/extracellulare di elettroliti
  • microlacerazioni nelle fibre muscolari
  • insufficiente apporto di ossigeno
  • deplezione delle riserve di acetilcolina nella giunzione neuromuscolare
  • riduzione della risposta muscolare all'impulso nervoso per vari motivi

Ognuno di questi eventi riduce le capacità del corpo di continuare a sostenere lo sforzo che ha portato al suddetto affaticamento e pertanto l'Esercizio deve essere interrotto oppure l'intensità deve necessariamente ridursi altrimenti il corpo sarà obbligato a fermarsi non essendo più in grado di mantenere tale intensità.

Questo affaticamento per essere considerato lavoro ad alta intensità deve essere raggiunto in un Esercizio eseguito per un periodo che può variare dai pochi secondi ai 2 minuti circa.

L'Esercizio ad alta intensità è pertanto attività fisica di tipo anaerobico. Un allenamento ad alta intensità implica una successione di esercizi della suddetta natura intervallati da adeguati periodi di recupero (ne parleremo più approfonditamente nelle prossime pagine).

Da un punto di vista atletico l'allenamento ad alta intensità si può basare su esercizi che condizionano 3 qualità fisiche:

Forza
capacità fisica di vincere una resistenza tramite tensione muscolare (es. sollevare peso)
Velocità
capacità di percorrere una distanza nel più breve tempo possibile (es. corsa)
Esplosività
capacità di eseguire elevate accelerazioni della forza (es. salti)

Sostanzialmente sono capacità fisiche che vengono allenate con esercizi di breve durata ed elevata intensità (anaerobici).

In realtà la mia proposta non è di fare dimagrire le persone facendone degli atleti, ma anzi di sfruttare le proprie capacità fisiche, non per un miglioramento atletico ma per dimagrire in modo rapido.

Per questo, utilizzando queste capacità atletiche, che tutti possediamo, ovviamente in misura differente, possiamo promuovere degli effetti di carattere metabolico che vanno ben oltre il semplice fatto di diventare forti, veloci o esplosivi, ma che portano a rendere il nostro corpo più sano, più giovane e soprattutto più magro.

Pur non essendo atleti abbiamo un organismo che ci permette certe prestazioni fisiche, sfruttando queste prestazioni e migliorandole otteniamo dei cambiamenti radicali nella struttura del nostro corpo.

L'allenamento ad alta intensità comporta sforzi fisici brevi ed intensi:

Breve
di durata massima di due minuti
Intenso
che utilizza al massimo le capacità fisiche di chi lo esegue

Questi sforzi organizzati nelle maniera corretta, tramite allenamenti razionali, permettono di interagire con il metabolismo favorendo così il dimagrimento in maniera più rapida e duratura dell'attività aerobica.

L'efficacia di questo tipo di allenamento si basa sul fatto che quando il corpo è portato al limite delle sue capacità innesca dei processi di adattamento metabolico che gli consentono di stimolare il metabolismo favorendone il dimagrimento.

Esercizi al limite delle capacità perturbano l'omeostasi e pertanto richiedono all'organismo un nuovo adattamento per ricostituire una situazione di equilibrio.

Ovviamente il limite fisico varia da persona a persona e chiaramente queste caratteristiche soggettive devono essere tenute in considerazione per strutturare un allenamento terapeutico adeguato ad ogni individuo.

L'allenamento è stato definito terapeutico perché deve essere visto come una terapia per eliminare il grasso in eccesso.

In gergo tecnico l'allenamento rappresenta uno stress per l'organismo che consente di innescare la cosiddetta supercompensazione.