Parametri fondamentali dell'esercizio in acqua
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Parametri fondamentali dell'esercizio in acqua

Inventario dei fattori che intervengono in un movimento in acqua.

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Parametri fondamentali dell'esercizio in acqua

Fattori relativi allo spazio

  • Quantità di superfici propulsive
  • Profilo delle superfici propulsive
  • Orientamento delle superfici propulsive
  • L'ampiezza del gesto
  • Profondità degli appoggi
  • Coordinazione

Fattori relativi al tempo

  • Velocità di spostamento
  • Frequenza
  • Continuità temporale del gesto.
  • Numero di ripetizioni
  • Recupero

Fattori relativi allo spazio

Quantità delle superfici propulsive.

Sia che gli appoggi e i movimenti abbiano una azione diretta (legge di Newton azione - reazione), o che utilizzino altri principi acquatici o sia utilizzato un attrezzo, è evidente che quanto più la parte agente è ampia tanto maggiore sarà l'effetto in termini di spostamento ed azione muscolare.

In pratica, si spinge meglio con la mano aperta che con il pugno chiuso, un disco grande offre una maggiore resistenza di uno piccolo.

Il profilo delle superfici propulsive

A superficie propulsiva uguale, la forma di questa interviene comunque come fattore d'efficacia.

Se ci riferiamo alle componenti della resistenza ci accorgiamo che il profilo è una componente della resistenza.

Un disco di un bilanciere a seconda che sia quadrato o arrotondato non ha esattamente la stessa efficacia.

L'orientamento delle superfici corporee e degli attrezzi nello spostamento.

E' importante sapere che ogni movimento inizia nell'acqua spostando le particelle di fluido inizialmente inerti e successivamente, se la direzione non viene cambiata, si incontra via via meno resistenza in quanto vi è un incremento delle componenti di scia e di portanza.

Indipendentemente dalle nozioni tecniche, in parole semplici, un movimento iniziato in forma lenta incontra una resistenza debole che si mantiene tale se la velocità rimane uniforme.

Un movimento iniziato alla massima velocità possibile incontra la resistenza maggiore, e, se la posizione degli arti non viene modificata, questa si riduce al termine del gesto.

Per mantenere un altissimo livello di intensità l'orientamento della mano (ad esempio) e il suo angolo di attacco dovrebbe essere continuamente aggiustato in funzione della ricerca di acqua "ferma", e quindi si avrebbe un movimento propulsivo che cambia incessantemente.

L'ampiezza del gesto

La nozione di ampiezza del gesto corrisponde al valore di una unità misurabile.

Quando si parla di ampiezza di un movimento si tratterà della grandezza massimale di questo movimento, quindi la distanza che separa il suo punto più avanzato da quello più lontano.

Sarà determinante sapere di quale ampiezza si tratta: l'ampiezza di un gesto con le braccia sarà differente da quello di un passo di corsa in acqua.

Così come sarà importante sapere quale sia un'ampiezza media e una minima e massima relativa ad ogni gesto.

La profondità del gesto.

Più la profondità dell'acqua è maggiore, in funzione degli obiettivi, maggiori saranno efficacia e intensità del gesto.

La resistenza idrodinamica in superficie è parzialmente ridotta rispetto ad una profondità di 60 centimetri.

Coordinazione

Ogni azione ha una conseguenza più o meno diretta sull'equilibrio.

E' quindi essenziale organizzare spazialmente il rapporto fra le varie componenti motorie.

Il solo fatto di mettere in relazione un movimento con le braccia associato ad un movimento di corsa o balzi con le gambe, necessiterà, per avere una valida efficacia, di un periodo di apprendimento e memorizzazione motoria sufficiente a far sì che il gesto abbia una sua corretta esecuzione.

FATTORI RELATIVI AL TEMPO

Velocità di spostamento.

Bisogna segnalare che la velocità delle superfici propulsive può essere considerata in rapporto alla persona in movimento oppure quando la persona è ferma e la velocità dell'acqua è inesistente.

Da una parte, la velocità della superficie effettiva determinerà l'efficacia della resistenza all'appoggio e sarà importante per lo spostamento; dall'altra parte, tenuto conto degli altri fattori e delle capacità coordinative e fisiche dell'individuo (la sua forza e la sua potenza), più le superfici corporee, con o senza carichi esterni, effettive negli spostamenti avranno una velocità elevata, maggiore e più efficace sarà il gesto.

Frequenza

La frequenza è il numero di sequenze per unità di tempo.

Quanto maggiore è il numero di ripetizioni richiesto in unità di tempo ridotte, tanto maggiore potrebbe essere l'intensità, almeno in linea teorica.

Il collegamento però con l'ampiezza del gesto è comunque un fattore fondamentale, prima di considerare valida l'affermazione precedente.

In pratica, infatti, un gesto svolto nella maniera più ampia possibile a velocità media potrebbe risultare maggiormente efficace di un gesto velocissimo con ampiezza ridotta.

Come regola generale, sarà quindi importante adottare un principio di questo genere: la massima intensità possibile è sempre e comunque in rapporto con la ampiezza del gesto, rapportata ad una frequenza che consenta una esecuzione completa del gesto previsto.

La frequenza potrà essere determinata vocalmente, con l'ausilio della musica o con l'intervento di un cronometro.

Continuità temporale del gesto.

Si pone quindi il problema della sincronizzazione e della coordinazione temporale del gesto completo e non unicamente di un singolo segmento staccato.

Costa di più creare una nuova forza che mantenere una forza già esistente.

Questo determina l'importanza di un lavoro agonista e antagonista in acqua, ove ad un movimento in opposizione si somma anche l'effetto di corrente e flussi d'acqua da arrestare ed opporsi.

In una azione di corsa in acqua sarà importante acquisire anche la nozione di ritmo, cioè il succedersi di tempi forti e deboli del gesto motorio in cui si succedono le componenti che determinano il movimento, sia come aspetto semplicemente coordinativo che spaziale.

Numero di ripetizioni.

Stabilire il numero di volte che un gesto viene ripetuto risulta essere un fattore determinante per l'efficacia del nostro lavoro.

In acqua intervengono, come visto in precedenza, moltissimi fattori che devono essere valutati per poter stabilire a priori un numero di ripetizioni efficaci in funzione del gesto da svolgere.

Sulla base di esperienze pratiche possono essere date come indicazioni generali queste valutazioni.

La massima velocità del gesto associata alla massima ampiezza, può essere mantenuta costante per un numero variabile da 4 a 8 ripetizioni.

Una intensità media può essere mantenuta costante per 12 - 15 ripetizioni

Oltre le 16 ripetizioni, in funzione della velocità di esecuzione, potremo andare ad agire sulle varie combinazioni di forza e resistenza.

Recupero.

Da analizzare meglio in seguito, in questa situazione valutiamo solo l'importanza in termini generali.

Per recupero si intende la pausa che intercorre tra l'esecuzione di un gesto e la ripetizione successiva oppure la pausa che intercorre tra una serie di ripetizioni e l'altra.

In funzione della durata e del tipo di recupero (passivo o attivo) noi orienteremo il nostro lavoro.

Alcune nozioni base importanti.

Nozione di carico

Intendiamo per carico una forza agente che esercita un condizionamento sulla prestazione.

Può essere interno e corrisponde alla intensità di un esercizio uguale per tutti ma differente in funzione delle capacità condizionali del soggetto e lo si può evidenziare dalla frequenza cardiaca o dalla perdita di coordinazione e dalla inefficacia del gesto stesso.

Può essere esterno ed è allora misurabile in chilogrammi, metri, numero di serie e ripetizioni ed è valutabile oggettivamente.

La legge quadratica

La resistenza che un corpo crea nell'acqua (e in qualsiasi fluido), varia approssimativamente secondo il quadrato della velocità.

Questo, che è un parametro fondamentale nella ricerca del ritmo corretto di esecuzione di un gesto nel nuoto, diventa importante per l'esecuzione di un corretto esercizio che sia in grado di sfruttare questi principi meccanici.

Ad esempio.

Correre velocemente in acqua, inteso come coprire nel più breve tempo possibile una distanza, potrebbe essere determinato non dalla velocità dei passi e dalla frequenza del gesto molto veloce, perché potrebbe incorrere nei problemi creati dalla legge quadratica, ma da un'ampiezza del gesto più ampia con una frequenza del gesto ridotta ma che incontra una resistenza di molto minore.

A questo si associano le componenti specifiche di un movimento svolto in acqua con i piedi in appoggio determinati dalla scivolosità del fondo, differenti resistenza aria- acqua, componenti morfologiche dell'atleta.

Conclusioni.

Questa parte ha messo in luce quali e quante siano le componenti che vanno ad agire in una qualsiasi attività in acqua, e di come sia importante conoscerle in maniera adeguata prima di orientare un certo tipo di lezione in funzione di un obiettivo che a volte si rivela avere caratteristiche differenti dal terreno.

Per questo motivo l'attività in acqua acquisisce una specificità propria e determinante ai fini del raggiungimento degli obiettivi previsti dal tipo di seduta in programma, che sia allenamento o che sia orientata verso il Fitness.