Parametri e indicatori dell'intensità di gesti motori in acqua - seconda parte
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Parametri e indicatori dell'intensità di gesti motori in acqua - seconda parte

In questo articolo vengono discussi i vari parametri che caratterizzano i diversi gesti motori

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Parametri e indicatori dell'intensità di gesti motori in acqua - seconda parte

MOVIMENTO ABBINATO

Esiste la possibilità di unire due movimenti all’interno di una proposta di esercitazione, ad esempio corro per quattro passi e poi salto.

Quando si voglia distribuire l’intensità su più livelli, si può agire in maniera differenziata e modulata in questo modo.

Intensità bassa: prima parte leggera e seconda parte leggera (corsa normale sul posto e ad un segnale balzo libero).

Intensità media: prima o seconda parte leggera e seconda, o prima ovviamente, massimale (corsa normale sul posto e ad un segnale balzo massimale, oppure corsa a massima frequenza ed ampiezza sul posto e al segnale camminare).

Intensità alta: prima e seconda parte massimali (corsa a ginocchia alte con la massima frequenza possibile e ad un segnale balzi massimali).

In questo caso, avremo ottime possibilità di modulare il carico di lavoro, agendo sulle differenti durate delle due componenti, sulle diverse ampiezze e frequenze, anche riferendosi allo stesso gesto motorio (i balzi, ad esempio, svolgendoli bassi o massimali alternati).

Come sempre, il gesto deve essere ben conosciuto dagli allievi, e gli stessi devono essere motivati e “istigati” a svolgere l’esercizio in maniera corretta, altrimenti si rischia di andare incontro ad un insuccesso tecnico, nonostante le ottime premesse e l’ottima programmazione.

SCELTA DEL TIPO DI RECUPERO

Il recupero, inteso come pausa tra un esercizio e la ripetizione dello stesso, oppure come pausa tra differenti esercitazioni, è un’altra forma di aumento dell’intensità delle lezioni, anzi, probabilmente la più visibile.

Risulta infatti di facile riconoscimento una lezione senza pause da una con notevoli interruzioni.

Allo stesso tempo, “l’arte del recupero”, nel mondo del fitness in acqua, racchiude finezze maggiori.

Vediamone alcune identificando le differenti tipologie di recupero.

Recupero passivo.

Lo si realizza lasciando le persone libere di svolgere movimenti blandi o neutri al fine di recuperare dal punto di vista cardiaco e\o muscolare.

E’ consigliato poche volte e solo al fine di poter ripetere e svolgere con massima efficacia un gesto motorio ad alta intensità.

Recupero attivo.

Al di là dei significati tecnico – sportivi tradizionali che si addicono a questo tipo di recupero, proviamo a verificare quello che si definisce recupero attivo di tipo “guidato” nel campo del Fitness in acqua.

Il recupero attivo si inserisce nelle pause tra un esercizio e l’altro ed è condotto dall’insegnante.

“Guidare” il recupero ha un enorme significato in termini di intensità di una lezione e può essere di tre tipi:

  • direzionale
  • compensativo
  • musicale

Direzionale: lo si ha quando il tempo di recupero tra le serie degli esercizi viene utilizzato eseguendo movimenti verso una qualsiasi direzione, ad esempio corsa circolare dopo l’esercizio; lo si può svolgere sia liberamente o sia seguendo un ritmo imposto dalla musica.

Nel primo caso si deve avere l’accortezza di dettagliare meglio l’esercitazione proposta, valutando nuovi accorgimenti od obiettivi, al fine di poter stimolare gli allievi; nel secondo, quello con la musica, la stessa può essere di stimolo o emotivo o tecnico da un punto di vista di ricerca di appoggi tecnicamente e ritmicamente corretti.

Compensativo: quando si svolge un esercizio di natura differente dall’esercitazione principale al fine di svolgere un grande esercizio completo, ad esempio corsa massimale per “X” secondi e lavoro di tonificazione per le braccia per “Y” secondi.

Questo tipo di lavoro si differenzia dal tipo di lavoro combinato, in quanto la seconda parte è sempre eseguita in forma blanda, ancorché in forma ampia, avente l’obiettivo di ristabilire le condizioni per potere svolgere adeguatamente l’esercizio fondamentale.

Musicale: quando il recupero è caratterizzato dall’utilizzo di un brano musicale non tanto da un punto di vista ritmico ma quanto da un punto di vista emozionale e\o coordinativo.

COLLEGAMENTO DI ESERCIZI

Sarà evidente quanto questo parametro possa essere fondamentale per graduare l’intensità potenziale di un lavoro in acqua.

Considerato che a questo argomento si collegano tutti i lavori metodologicamente riportati nel capitolo dedicato alle strutture di lezione, al quale rimandiamo, ci soffermiamo in questo momento su alcuni importanti e fondamentali punti.

La scelta nel collegamento degli esercizi è sempre in funzione del pubblico partecipante ai corsi.

Le combinazioni di esercizi potranno essere svolte in maniera crescente, decrescente, alternata, mista sia dal punto di vista dell’intensità coordinativa che fisica.

Questo vuol dire che le esercitazioni potranno essere modulate in funzione delle capacità degli allievi e degli obiettivi che si vogliono raggiungere.

Un lavoro alternato di esercizio fisicamente intenso e un esercizio di tipo coordinativo semplice a bassa intensità risulta essere, almeno a nostro parere, il metodo più frequentemente gradito dal pubblico mediamente presente in piscina.

La scaletta di intervento dovrà essere sempre motivata dall’insegnante agli allievi.

Questo consentirà agli allievi di comprendere i fini di una scelta di lezione in modo da condurli ad eseguire nel modo migliore possibile le esercitazioni previste.

PUNTI DI APPLICAZIONE DI MAGGIORE O MINORE FORZA

Cominciamo da questo parametro a verificare sempre più in maniera raffinata quanto esposto in precedenza.

E’ evidente come sia differente la resistenza offerta dall’acqua all’inizio di un movimento o al termine dello stesso.

La scelta di come e quando applicare spinte o arrestare il movimento risulta quindi fondamentale ai fini del raggiungimento degli obiettivi di lezione.

E’ altrettanto evidente come risulti essere un compito sottile dedicato ad un pubblico competente.

Le basi tecniche sono quindi quelle che ci consentono di elevare il livello tecnico delle nostre lezioni, e quindi è sempre importante e determinante la qualità della dimostrazione dell’insegnante o la sua capacità esplicativa verbale di ogni esercitazione proposta.

La didattica graduale di insegnamento è la base su cui poggiare ogni evoluzione tecnica.

La pazienza dell’insegnante nel dimostrare e verificare quanto appreso dagli allievi è essenziale e fondamentale.

In sintesi, si può scegliere quale intensità debba essere richiesta in una esercitazione, valutando se ogni impulso di forza debba essere massimale o meno e in quale punto debba essere richiesta velocità oppure controllo.

Ogni esercizio potrebbe essere falsato nei suoi obiettivi, ove venissero meno i presupposti.

I presupposti per poter richiedere un lavoro raffinato sono:

  • Identificazione della posizione di partenza e della posizione degli arti
  • Identificazione di tutto l’arco del movimento
  • Valutazione della posizione degli arti nell’arco del movimento
  • Essere in grado di recepire ed eseguire in maniera corretta le richieste di velocità, forza, contrazione, … , nei differenti momenti che compongono la realizzazione del gesto richiesto.
  • Verifica dell’esecuzione del movimento in maniera corretta da parte degli allievi.

Tutto questo consentirà all’istruttore di sviluppare un lavoro tecnicamente valido e coerente con le sue intenzioni di lezione.

Naturalmente, sarà la capacità degli allievi a differenziare le possibili proposte operative.

QUANDO CONTRARRE E QUANDO RILASSARE

Questo aspetto è sicuramente importante, ed è un’appendice di quanto prima esposto.

La capacità di differenziare è sicuramente uno degli aspetti importanti del gesto motorio.

In acqua può essere importante saper distinguere tali differenze per più di un motivo.

Prima di tutto perché consente agli allievi di riconoscere intensità diverse in funzione del lavoro che si vuole svolgere (tonificazione, allenamento, rilassamento, …).

In secondo luogo, perché permette di acquisire sensibilità specifiche relativamente al movimento in acqua, risultando sempre utile sia al principiante che all’esperto del movimento in acqua.

Si può giungere a realizzare questo obiettivo solo quando la stabilità tecnica è ben padroneggiata, in quanto risulterebbe impossibile valutare in maniera corretta la contrazione e\o la decontrazione di un muscolo in un movimento approssimativo.

Compito dell’insegnante è quello di stabilire in quale parte del gesto bisogna applicare maggiore forza e in quale momento rilassare.

In questo modo, si può differenziare la richiesta e finalizzarla agli obiettivi specifici.

ESEMPIO

Riassumiamo in questo punto un esempio relativo ai due paragrafi precedenti, sviluppando gradualmente la richiesta dell’esercizio.

Esercizio: slancio per avanti alto dell’arto inferiore e ritorno al suolo, svolto in acqua bassa.

Esecuzione libera del movimento verso l’alto e ritorno.

Esecuzione del gesto in maniera tale che la punta del piede rompa la superficie dell’acqua e poi, nella fase di ritorno, si appoggi a terra completamente.

Esecuzione ad arto teso in salita e in discesa.

Esecuzione ad arto teso in salita e in discesa partendo sempre alla massima velocità possibile.

Sia la fase di salita che la fase di discesa devono essere eseguite applicando forza massimale all’inizio del movimento.

Solo la fase di salita ad arto teso e veloce, ritorno morbido e rilassato.

Fase di salita ad arto flesso, discesa ad arto teso applicando forza.

Sia la fase di salita che quella di discesa eseguita ad arto flesso.

E’ chiaro come in realtà, siano possibili diverse combinazioni di velocità, forza, decontrazione, ma solo perché si è acquisita una stabilità tecnica del gesto che permetterà alle persone di differenziare e interpretare in maniera adeguata le richieste.

AFFATICAMENTO: INTENSITÀ FISICA - INTENSITÀ COORDINATIVA

E’ questo un parametro importante ai fini dei risultati che si vogliono ottenere al termine di una lezione di fitness in acqua.

Esiste un affaticamento di tipo fisico che deriva dalla volontà di applicare forza e dalla possibilità di eseguire in maniera corretta gli esercizi ed un affaticamento, sovente mentale, derivato da una difficoltà di tipo coordinativo.

Il primo tipo è quello che più sovente viene ricercato dal pubblico che svolge lezioni di fitness in generale.

Non è questo il momento se sia giusto o intelligente ricercare unicamente la “stanchezza” all’interno di un lavoro pseudo – sportivo, ma le ricerche condotte sui frequentatori hanno dato questo obiettivo come primario e imprescindibile.

Per raggiungerlo sono comunque determinanti i paragrafi precedentemente esposti.

Non è possibile lavorare in piena efficacia fisica se non si possiede padronanza della tecnica del movimento ed è fondamentale insistere su questo punto.

L’affaticamento mentale che deriva da un’attività molto coordinativa non sempre risulta essere un risultato voluto.

Il pubblico che impiega parte del proprio tempo libero per svolgere pratica di fitness ricerca sovente un momento di divertimento e di “scarico mentale” dagli stress della vita quotidiana.

Imporre movimenti complessi o poco graditi può influire negativamente sull’efficacia della lezione.

In questo caso, prima di imporre movimenti coordinativamente complessi, è obbligatorio valutare il livello tecnico del gruppo non solo in generale, ma verificando le capacità di ogni singolo individuo.

Infatti, un movimento coordinativo complesso inabilita l’allievo e rende palese un suo limite.

Questo può dare origine solo a reazioni negative più o meno marcate.

Inoltre, non è detto che un esercizio coordinativo complesso permetta di svolgere un esercizio in maniera più intensa dal punto di vista fisico.

Ad esempio: una coreografia è sicuramente più complessa che saltare sul posto, ma è lampante come sia più intenso saltare per dieci minuti di seguito in maniera massimale, ancorché fosse possibile, che non svolgere i passi coreografici per lo stesso periodo di tempo.

CONCLUSIONI

In definitiva, l’analisi sintetica di tutto quanto esposto in precedenza si riassume in due parole affiancate: “pazienza didattica”.

Ciò significa che solo con molta calma e con molta attenzione alla progressione degli esercizi e dei tempi di apprendimento tecnico specifici del gesto si potrà giungere a svolgere in maniera efficace ogni tipo di esercitazione.

Ottenere i risultati prefissati è quindi un obiettivo raggiungibile solo attraverso il tempo e una sempre crescente competenza tecnico - specifica degli allievi.

Questa potrà essere raggiunta solo ove l’insegnante sia consapevole degli obiettivi e renda partecipi attivamente alle lezioni, anche da un punto di vista tecnico, i propri allievi.