Parametri e indicatori dell'intensità di gesti motori in acqua
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Parametri e indicatori dell'intensità di gesti motori in acqua

In questo articolo vengono discussi i vari parametri che caratterizzano i diversi gesti motori

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Parametri e indicatori dell'intensità di gesti motori in acqua

In questo articolo verranno analizzate le varie componenti che differenziano un gesto e modificano la qualità della proposta.

Il parametro che maggiormente influirà sul gesto motorio è l'intensità. Questa si compone di diversi fattori che, combinati e modulati, permetteranno una evoluzione positiva del programma di Acquabenessere e del training in generale.

INTENSITA'

Determina il livello di allenamento e di difficoltà (fisica e coordinativa) del tipo di lezione.

Non sono solo le combinazioni di attività a permettere uno sviluppo sicuramente efficace ed efficiente della lezione; la consapevolezza del movimento, la trasmissione di sensazioni, la ricerca del particolare propriocettivo, la giusta armonia tra sforzo e recupero: tutte queste parti compongono il vero "nettare" del movimento in acqua.

Il piacere deve nascere dalla conoscenza delle sensazioni; un mondo di automi che faticano è destinato prima o poi a logorarsi…

Valutiamo quindi i fattori che determinano l'intensità all'interno dei singoli gesti e delle lezioni in generale.

Questi sono:

  • Gesto
  • Ampiezza
  • Frequenza
  • Tempo - Musica
  • Movimento abbinato
  • Collegamento di esercizi
  • Punti di applicazione di maggiore o minore forza
  • Quando contrarre e quando rilassare
  • Tempo di durata dell'esercizio
  • Scelta del tipo di recupero
  • Scelta di lavoro tecnico
  • Scelta di lavoro continuativo
  • Intensità coordinativa
  • Intensità fisica

GESTO

La base è sicuramente quella della definizione del gesto che si chiede di riproporre agli allievi.

La dimostrazione dell'insegnante è fondamentale in quanto è attraverso essa che gli allievi apprendono più facilmente la visualizzazione del gesto.

Non può essere svolta senza una adeguata presentazione che può passare attraverso più canali:

  • visivo
  • ascolto
  • mimico

Si intende per canale visivo quando le indicazioni per lo svolgimento dell'esercitazione sono unicamente affidate alla mera ripetizione di quanto dimostrato dall'insegnante.

Risulta evidente quanto in realtà questo possa risultare ovviamente incompleto e carente dal punto di vista emotivo e di sensazioni.

Si intende per ascolto, quando al gesto viene associata una descrizione del movimento da svolgere, che quanto più sarà succinta ma efficace, tanto migliore sarà il risultato.

Si intende per mimico, quando alla dimostrazione pura e semplice si associa anche una mimica efficace di trasposizione dell'intervento muscolare nell'esecuzione del gesto in esame.

Nessuno di questi aspetti da solo risulta esaustivo, ma la somma di tutti e tre gli aspetti rende la dimostrazione efficace e comprensibile a tutti.

Ove uno dei tre aspetti venisse meno, sicuramente questa diverrebbe meno completa o di più difficile interpretazione.

Solo un pubblico esperto riesce ad eseguire nelle forme richieste un gesto avendo poche informazioni.

In realtà, tanto più il pubblico è inesperto, principiante o comunque dotato di una sensibilità ridotta dal punto di vista di propriocettività acquatica, tanto maggiori dovrebbero essere le informazioni.

Uno dei principali errori è quello di dimostrare sempre con maggior efficacia al pubblico esperto e con maggior approssimazione al pubblico meno addestrato.

Se è vero che da un lato questo possa risultare importante per poter permettere una graduale apprendimento dell'allievo, è però ancor più vero che se non percepisce le sensazioni corrette del movimento richiesto, possa annoiarsi, provare sensazioni sgradevoli e, fondamentalmente, non trovare l'efficacia che cercava o le sensazioni che noi sappiamo esistere in acqua, ed abbandonare il corso a cui si era iscritto.

Fondamentale è quindi la dimostrazione completa sui tre piani a tutti i livelli di insegnamento, ma in maggior misura questa dovrà essere accurata nei confronti dei principianti.

AMPIEZZA

La definizione di ampiezza del movimento è indubbiamente nota, mentre in questo contesto risulta importante valutare che questo concetto è molto elastico.

Non esiste un'ampiezza giusta o sbagliata, ma esiste il concetto di "ampiezza richiesta".

Ciò significa che è importante stabilire quale sia l'ampiezza che tale gesto dovrà avere per poter essere svolto in maniera efficace per i fini previsti dall'esercitazione.

Dipenderà da più fattori, che sono:

tipologia di utenza (cioè, ad esempio, quale sia la capacità tecnica, coordinativa, ecc. degli allievi, eventuali avvertenze in funzione dell'età dei partecipanti)

tipologia di lezione (ovvero quali caratteristiche ha, cioè musicale, non musicale, in acqua alta , in acqua bassa, funzione ludica, funzione allenante, …)

profondità della piscina e profondità relativa dell'acqua* (in funzione di questo si potranno e si dovranno richiedere movimenti differenti se l'esecuzione dovesse essere personalizzata).

motivazioni tecniche (si richiede una maggiore o minore ampiezza perché si vuole agire su un particolare distretto muscolare) obiettivi della lezione (se la lezione richiede minor numero di ripetizioni ma più ampie o maggior numero di ripetizioni ma di ampiezza ridotta, la richiesta varia in funzione di ciò che ci si era prefissi).

*Profondità piscina: l'altezza dell'acqua dal fondo vasca alla superficie.

Profondità relativa: l'altezza in funzione della quale ogni allievo, per caratteristiche di statura, peso, acquaticità e morfologia in genere si viene a trovare personalmente.

Una è generale e non può variare, l'altra è personale e suscettibile di diverse variazioni. (una persona alta 180 cm ed una alta 150 cm in una vasca di profondità 100 cm non hanno il livello della superficie dell'acqua posta allo stesso livello sul proprio corpo)

FREQUENZA

La frequenza è un fattore fondamentale dell'intensità dell'esercizio in una lezione di Fitness in acqua.

A parità di ampiezza e di altri parametri, un gesto eseguito a maggior frequenza sembrerebbe indubbiamente più intenso.

La frequenza è però il parametro più difficile da mantenere inalterato senza una stabilità tecnica efficiente.

Importante, infatti, non è riuscire ad eseguire comunque il movimento in piscina, ma continuare ad eseguirlo correttamente.

Non necessariamente, infatti, a frequenza più alta corrisponde maggior intensità.

Ad esempio, tutti i lavori che richiedono un'elevazione degli arti e un riposizionamento a terra (balzi), se condizionati dal mantenimento di un ritmo imposto, a maggior velocità verrebbero eseguiti con minore elevazione e quindi minore intensità.

Allo stesso modo correre sul posto senza sollevare le ginocchia a 90° risulterebbe meno intenso che camminare alla stessa velocità portando sempre le ginocchia alternate al busto e ritorno al suolo.

Quindi ogni gesto, in acqua, risponde a caratteristiche specifiche del mezzo che se non considerate rischiano di svalutare la proposta dell'insegnante, il quale, dimostrando fuori dall'acqua, ha sensazioni differenti dai praticanti in vasca.

L'insegnante esperto è quindi colui che in vasca ha provato il gesto, ne conosce gli aspetti dimensionali e le sue differenti "tonalità" in funzione di velocità differenti.

L'aspetto determinante è quindi l'acquisizione di un'ottima esecuzione tecnica di ogni gesto prima di trasferirlo in condizioni di variazioni di frequenza.

Solo conoscendo ampiamente le variazioni spaziali del gesto potremo variare le combinazioni ritmiche e saremo in grado di trasferire sensazioni corrette.

TEMPO - MUSICA

Si collega ovviamente al parametro frequenza, in quanto il ritmo musicale altro non è che una frequenza imposta al movimento.

Le scelte musicali dovrebbero essere imposte non solo dal gusto personale dell'insegnante e dalle esigenze ambientali del pubblico, ma soprattutto da quali esercizi vogliamo far eseguire e conseguentemente quale brano musicale permette di svolgerli nelle forme adeguate alle specifiche esigenze delle lezioni programmate.

In realtà, il buon insegnante dovrebbe stilare prima il programma della lezione con descrizione degli esercizi e solo successivamente scegliere i brani musicali da adoperare per raggiungere gli obiettivi prefissati.

Il contrario, cioè scegliere prima la musica, lascia un attimo perplessi sulla effettiva richiesta di lavori specifici, pur considerandolo un male necessario perché non sempre è possibile trovare brani con velocità adeguati alle esigenze, vuoi per difficoltà oggettiva o vuoi per discordanza tra genere musicale e tipologia di utenza.

Una ragionevole mediazione tra obiettivo e necessità è in questo caso necessaria, e, talvolta, obbligata.

Discorso differente è ovviamente se noi vogliamo impostare un lavoro di tipo coreografico a tema con la musica.

La musica, in realtà, ha una componente molto importante nell'ambito delle lezioni per quel che riguarda l'intensità, ed è l'emotività che essa richiama.

Brani composti da connotazioni forti possono sicuramente stimolare una maggiore carica degli allievi a svolgere energicamente degli esercizi, così come armonie più melodiose possono ricreare un ambiente più rilassante.

L'associazione quindi tra ritmo imposto e melodia del brano musicale è quindi necessaria per far sì che un'esercitazione venga svolta secondo i parametri richiesti.

Ma è sempre l'esercizio la tela da cui partire per iniziare a disegnare: senza di essa i colori musicali della lezione vengono apposti a caso su un quadro che non c'è.

Appropriarsi del movimento e trasferirlo in forma pratica e musicale è molto importante.

Il ritmo è la base su cui si lavora, lo stile lo trasmette l'insegnante e la capacità di comunicare l'esercizio attraverso un proprio stile influenza la psiche.

L'insegnante è attore e traspositore di sensazioni ritmiche e fisiche, ed è per questo motivo che talvolta una grande personalità è molto apprezzata dagli allievi, a maggior ragione quando la base tecnica, frutto di conoscenze approfondite e sofisticate, si associa ad una notevole espressività dell'insegnante.

TEMPO DI DURATA DELL'ESERCIZIO

Un parametro fondamentale è la durata dell'esercizio.

Esistono due tipi di durata "convenzionalmente" riconosciuti nel campo del Fitness in acqua: quello del singolo gesto e quello del singolo gesto ripetuto più volte.

E' praticamente impossibile eseguire gesti singoli di entità massimale nel campo del Fitness in acqua, mentre è ragionevolmente possibile stabilire tempi differenti di durata di una esercitazione affinché l'esecuzione sia tecnicamente ancora corretta ed entro i parametri stabiliti in origine.

Facciamo un esempio: un salto può durare anche un secondo considerato l'effetto "sospensorio" dell'acqua, mentre si può saltare più volte in trenta secondi.

ATTENZIONE! La durata o il numero di ripetizioni del gesto prese a sé stanti senza valutare le capacità personali dell'individuo, così come la sua volontà, possono non significare assolutamente nulla.

Non basta dire di saltare per trenta secondi per essere sicuri di ottenere alta intensità ma bisognerà applicare dei parametri specifici per poter ottenere il risultato previsto.

Ad esempio: per trenta secondi balzi portando sempre le ginocchia al petto e appena si tocca il fondo ripartire immediatamente.

Risulta chiaro come anche in questo caso, la proprietà tecnica del gesto motorio in esame sia assolutamente la base per poter svolgere in assoluta concretezza e validità l'esercitazione secondo i criteri di intensità richiesta.

Quindi, il metodo di riferimento è quello dall'analitico al globale, ed i passaggi necessari per ottenere l'intensità voluta sono: identificazione del singolo gesto; esecuzione a tempo del gesto; reiterazione dello stesso gesto mantenendo stabilità tecnica per il tempo e\o le ripetizioni richiesto.