Principi generali di lezione - seconda parte
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Principi generali di lezione - seconda parte

Definizione dei metodi di lavoro per obiettivi.

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Principi generali di lezione - seconda parte

ESERCIZI SINGOLI

Dopo ambientamento e riscaldamento, si comincia a selezionare una serie di esercitazioni che dovranno essere apprese in maniera corretta ed eseguite nella forma più ampia possibile.

La scelta degli esercizi sarà sempre effettuata in funzione degli obiettivi, di cui parleremo nel prossimo capitolo, ma, in ogni caso, essi seguiranno sempre questa scaletta didattica di apprendimento:

  • descrizione e visualizzazione dell’esercizio da parte dell’insegnante dal bordo vasca e\o, dove possibile, in acqua.
  • Esecuzione in forma blanda da parte degli allievi del movimento fondamentale
  • Ricerca della massima ampiezza possibile dell’esercizio (vale per qualsiasi gesto proposto)
  • Verifica della correttezza dell’esecuzione da parte dell’insegnante
  • Richiesta di esecuzione più veloce, mantenendo inalterata l’ampiezza
  • Richiesta di esecuzione massimale di uno o più gesti
  • Esercizio completo ripetuto “X” volte o più volte in “Y” tempo

Una volta visualizzato in questo modo un esercizio e ripetuto il numero di volte necessario a consolidarne l’apprendimento, si passa a quello successivo.

La durata di ogni esercizio è tra i 3 e i 5 minuti.

VALUTAZIONE DI UNA EVENTUALE PROGRESSIONE DI ESERCIZI

A questo punto, gli esercizi visualizzati nella parte precedente possono essere legati l’uno all’altro in una progressione che sia finalizzata ad un obiettivo.

I principi generali a cui attenersi, in questa parte, indipendentemente da quelli che saranno gli obiettivi, per i quali si modificheranno numero di ripetizioni, tempo di applicazione e recupero sono:

  • Ogni esercizio deve essere già stato appreso nella fase precedente
  • E’ necessario prestare molta attenzione affinché la successione degli esercizi non sia potenzialmente pericolosa da un punto di vista traumatico (quindi costruire una progressione che preveda esercizi di scarico della colonna o delle articolazioni in successione ad esercitazioni molto pesanti dal punto di vista muscolare, ad esempio balzi in acqua bassa).
  • La scelta degli esercizi deve permettere di avere una fluidità di passaggio tra uno e l’altro, non costringendo le persone a fermarsi per sistemarsi
  • Ogni pausa deve essere conteggiata come parte della sezione allenante (se devo effettuare degli spostamenti o indossare attrezzature, queste devono essere considerate come recupero più o meno attivo)
  • E’ in funzione degli obiettivi che si stabilisce a priori la durata, l’intensità da applicare e l’ampiezza precisa di ogni esercizio.

Completata la scaletta, la si fa ripetere almeno due volte senza interruzione in maniera che le persone abbiano la padronanza dei gesti da svolgere e conoscano alla perfezione l’ambiente in cui operano.

BRANO MUSICALE

La musica, che sarà sempre presente anche nelle parti precedenti, sia come sottofondo e sia come elemento coinvolgente dal punto di vista ritmico e motorio, diviene in questa parte un fattore dominante.

Se non lo fossero già state in precedenza, ora le persone sono in grado di adattare il proprio gesto al tempo e\o al ritmo imposto da un brano musicale prescelto.

La scelta non sarà casuale o imputata alle mode del genere musicale del momento, ma dovrà essere finalizzata agli obiettivi e, soprattutto, dovrà essere adatto per tutti gli esercizi proposti in scaletta.

Questo vuol dire che non potrà andare bene ogni brano musicale, ma soltanto quelli che avranno la velocità che si “incolla” agli esercizi proposti.

Quindi risulterà fondamentale la frequenza al minuto delle battute musicali del brano prescelto.

Questa dovrà consentire, quando previsto, la possibilità di eseguire movimenti ritmati in maniera differente rispetto al tempo musicale (ad esempio, un movimento da due battute per elevare l’arto e un solo movimento che duri per quattro per abbassare l’arto e due battute di riposizionamento).

La possibilità ritmica di variare il gesto è una capacità raffinata di adattamento del gesto motorio e perciò richiederà la valutazione attenta dell’insegnante rispetto al pubblico a cui vuole proporla.

E’ possibile, inoltre, variare anche l’intensità legata al momento di applicazione della forza, collegandola alle variazioni del brano musicale (ad esempio molto forti l’esecuzione dei movimenti in corrispondenza delle prime due battute ed esecuzione blanda o di recupero le seconde due battute, oppure forti quattro, due di recupero, e così di seguito in funzione degli obiettivi

TEMPI DIFFERENTI

Ora la progressione è ben chiara, sia dal punto di vista motorio che ritmico.

Si può ora agire in termini condizionali, cioè allenanti, sia dal punto di vista cardio vascolare che muscolare che coordinativo a fini sportivi, salutistici e, perché no, anche ludici.

Si dovrà effettuare una scelta di brani con velocità muscolari differenti in modo che le persone sappiano ripetere la progressione appresa senza alterare in maniera significativa l’ampiezza del gesto.

In questo modo, e vedremo come, gli obiettivi dichiarati potranno essere verificati e conseguiti.

In funzione di questi, infatti, saranno scelti brani più veloci rispetto a quello principale quando vorremo richiedere una prestazione allenante, li alterneremo più lenti e più veloci quando vorremo agire dal punto di vista coordinativo, sceglieremo una scaletta composta quando vorremo agire sulla mobilità, varieremo molto rapidamente nella durata dei brani quando vorremo raggiungere un’elevata destrezza nel mezzo liquido, utilizzeremo brani che abbiano connesse caratteristiche particolari che coinvolgano dal punto di vista emotivo quando vorremo agire sulla parte ludica (ad es.: inserire brani di musica per bambini con brani di musica classica, …).

La durata di ogni brano e le velocità da scegliere saranno NECESSARIAMENTE e SEMPRE collegate alla progressione costruita.

Questa variabile potrà essere legata all’interno della lezione singola o potrà essere un “filo trainante” per una serie di lezioni al fine di verificare e far apprendere agli allievi quali siano stati i loro miglioramenti e quali siano ancora i margini da completare.

DEFATICAMENTO E STRETCHING

Ogni ambiente acquatico è diverso e quindi non è possibile fornire indicazioni precise in merito agli esercizi da proporre.

La temperatura dell’acqua potrà sicuramente influire sulla durata di questa parte, in quanto, se l’acqua fosse relativamente fredda, minore sarà la possibilità e la disponibilità delle persone di restare fermi in acqua a compiere esercizi di “rilassamento”.

La profondità influirà moltissimo sulla possibilità di utilizzare la forza di gravità come forza attiva per effettuare esercizi di allungamento, così come il tipo di bordo consentirà o meno la presa delle mani o l’appoggio degli arti inferiori per fare leva o strumento di supporto per esercizi di stretching.

I principi sono quelli terrestri, legati compatibilmente all’ambiente in cui si opera.

E’ comunque indispensabile eseguire comunque esercizi di rilassamento e mobilità articolare al fine, almeno, di normalizzare, ove necessario sia il battito cardiaco che il ritmo respiratorio delle persone praticanti.

Un finale adeguato, tecnico e corrispondente alle esigenze del pubblico, anche dal punto di vista emotivo, in tono con la tipologia di lezione proposta, potrebbe essere un ottimo biglietto da visita per “garantirsi” la partecipazione alle lezioni successive da parte degli allievi.

CONCLUSIONI

Questi principi generali permettono già di comprendere come le finalità siano di natura tecnico-sportiva-allenanti.

Il mondo del Fitness in acqua presenta raramente alle persone praticanti i risultati oggettivi di un qualcosa di misurabile che non sia soggettivo o poco qualificante.

E’ inoltre evidente che i propositori di tale metodo dovranno essere persone competenti e qualificate in maniera adeguata.

Il punto focale è che alla fine di ogni fase centrale è obbligatorio ripetere tutta la sequenza di esercizi preparata in maniera continuativa, così come se si dovesse realizzare una progressione unica.

Risulta evidente come sarà necessario stilare la scaletta degli esercizi in maniera tale da poter consentire di legare ogni esercizio a quello successivo.

Quindi, in estrema sintesi, la scelta degli esercizi dovrà tenere in considerazione:

  • gli obiettivi
  • l’assoluta progressione di difficoltà
  • la necessaria preparazione per poterli svolgere in maniera efficace
  • la totale mancanza di rischi nella successione degli stessi
  • la possibilità di legarli gli uni agli altri.

La certezza che i fruitori di tale lavoro potranno avere sarà però elevata: la loro fatica non sarà fine a se stessa, ma potranno sicuramente sapere che le lezioni saranno state predisposte in funzione degli obiettivi prefissati.

La scelta di un programma piuttosto che un altro o la consapevolezza delle finalità di una lezione permetteranno finalmente di dare un significato anche sportivo e soprattutto tecnico alle lezioni di Fitness in acqua.