Principi generali di lezione
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Principi generali di lezione

Definizione dei metodi di lavoro per obiettivi.

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Principi generali di lezione

E’ importante, prima di arrivare alla definizione delle tipologie di lezione (format o modelli) e di definire i metodi di lavoro per obiettivi, stabilire quali siano i principi portanti della lezione in acqua.

Questi, una volta padroneggiati nella loro accezione generale, potranno e dovranno essere applicati in funzione degli obiettivi prefissati.

La lezione in Acqua prevede alcuni punti fondamentali, che sono:

  • Ambientamento
  • Riscaldamento
  • Esecuzione di:
    • esercizi singoli
    • progressioni di esercizi
    • base musicale
    • ritmi differenti
    • esecuzioni a cronometro
  • Defaticamento, stretching

Valutiamo ora attentamente ogni punto.

Ambientamento.

In questa primissima fase della lezione si dovrà porre attenzione non tanto al tipo di esercitazione ma agli obiettivi che ci prefiggiamo di ottenere, indipendentemente da quelli specifici di lezione, al termine dell’ambientamento, che sono:

  • abbattere la barriera del freddo percepito dall’individuo quando entra in acqua e consentirgli un’acclimatazione tale da permettergli di non avere inibizioni né problemi di termoregolazione e quindi muoversi con tranquillità;
  • consentire alle persone, sia in acqua bassa che in acqua alta, di padroneggiare lo spazio in cui operano, effettuando movimenti propedeutici al posizionamento sul fondo vasca degli appoggi o, in acqua alta, di muoversi in assoluta sicurezza;
  • trovare uno spazio personale adeguato che permetta ad ognuno di muoversi liberamente in sintonia con le persone a fianco ed in funzione dei bordi e\o degli ostacoli che ogni ambiente acqua possa presentare volutamente (ad esempio posizionamento di Step in acqua) o meno (scalette, corsie, …).

A questo punto risulta indifferente quale sia l’esercitazione da proporre, purché corrisponda a questi requisiti:

  • semplice
  • di moderata intensità
  • che preveda spostamenti.

NOTA BENE: i termini semplice e difficile in acqua hanno questa accezione convenzionale:

SEMPLICE: un movimento di facile esecuzione dal punto di vista coordinativo ed esecutivo (ad esempio saltare o correre sul posto)

DIFFICILE: un movimento con un’alta percentuale di difficoltà coordinativa, che si innalza con l’aumentare della velocità di esecuzione richiesta.

Nessuno dei due termini è necessariamente correlato all’intensità dell’esecuzione proposta, che, come sappiamo, è in funzione dei parametri precedentemente esposti.

La durata di questa fase è quindi variabile in funzione della temperatura dell’acqua, del numero delle persone, dello spazio a disposizione, della predisposizione e delle capacità personali del pubblico presente a lezione.

In ogni caso si può orientativamente valutare che non più di cinque minuti possano essere sufficienti a soddisfare le esigenze previste da questa parte.

RISCALDAMENTO

In inglese lo si definisce Warm-up che tradotto letteralmente, significa: far salire il calore.

E’ in questa fase che si comincia a predisporre le persone, già ambientate, a lavorare in funzione degli obiettivi previsti.

Così come non sarebbe possibile riscaldarsi in un campo di atletica senza avere le scarpe allacciate, se non si sta in piedi, se non ho lo spazio per correre necessario libero, se non posso muovermi liberamente, …, così solo dopo essermi ambientato in acqua posso cominciare a muovermi in maniera adeguata.

In questa fase:

  • si alzano le velocità di esecuzione di gesti semplici e si richiedono ampiezze maggiori;
  • si cerca di predisporre muscolarmente ed organicamente le persone in funzione degli esercizi – obiettivo attraverso esercizi specifici (ad esempio, lavori di corsa prima di skip massimali oppure esercizi per addominali e lombari prima di far eseguire dei salti);
  • si comincia a proporre esercitazioni propedeutiche agli esercizi specifici che verranno eseguiti in seguito.

In questo modo il riscaldamento assume una connotazione più “nobile” di quanto si è sempre considerato nel mondo del fitness in acqua.

In questo contesto diventa esso stesso parte essenziale dell’allenamento, in quanto è grazie ad un buon riscaldamento che diventa possibile eseguire esercitazioni al meglio delle proprie possibilità.

Prima di ogni gara, ogni atleta si riscalda al fine di poter gestire al meglio le proprie capacità, coordinando la forza muscolare con la flessibilità, l’elasticità e la predisposizione muscolo-scheletrica allo sforzo.

Inoltre, quando l’esercitazione prevista ha caratteristiche di intensità medio-alta è necessario predisporre l’individuo anche da un punto di vista cardio-vascolare.

Questa parte, che potrà avere una durata variabile all’interno di una lezione tra gli otto e i dodici minuti, si compone di questo tipo di esercitazioni:

  • a carattere generale; ad esempio, corsa libera, guidata e a tempo musicale
  • con variazioni di ampiezza sulla base di un gesto unico, come esercizi propriocettivi del movimento in acqua, tramite appoggi fissi (passi sul fondo vasca) o liberi (spinte propulsive in acqua alta)
  • con variazioni di velocità, al fine di acquisire sensibilità maggiore al movimento tecnico specifico, sia di un singolo gesto e sia di più gesti collegati (variazioni di frequenza)
  • esercizi specifici per distretti muscolari interessati al gesto motorio successivamente esaminato
  • esercitazioni di carattere cardio vascolare, attraverso una esecuzione di esercizi alternati con recupero semplice di tipo attivo
  • lavori specifici per gli arti superiori, sia di mobilizzazione che di tonificazione al fine di predisporre anche la parte superiore del corpo al lavoro specifico successivo. Gli arti superiori possono essere fatti lavorare anche con fini propulsivi di spostamento nell’acqua, in sinergia o in contrapposizione o neutralmente rispetto al movimento delle gambe, sia in appoggio che in sospensione
  • ove e quando possibile, effettuare degli esercizi di breve durata di mobilizzazione e stretching al fine di poter svolgere al meglio le esercitazioni successive. Lo stretching, a cui dedicheremo un paragrafo a parte successivamente, ha delle limitazioni dovute alla temperatura dell’acqua, della profondità della stessa, del tipo di bordo vasca e dalla scivolosità del fondo che ci impediscono di fornire regole precise universalmente valide.