Principi e teoria del movimento in acqua - seconda parte
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Principi e teoria del movimento in acqua - seconda parte

Analisi dei diversi comportamenti e movimenti in acqua

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Principi e teoria del movimento in acqua - seconda parte

Alcuni di questi punti saranno poi caratterizzati ulteriormente.

Galleggiamento

Il galleggiamento corrisponde ad una forma di equilibrio statico nell'ambiente acquatico che presuppone che una parte del corpo sia immersa quando un'altra parte del corpo è emersa.

Questo equilibrio specifico può essere sia verticale che orizzontale.

Indipendentemente dal fatto di essere appoggiati al suolo o in sospensione è bene comunque vedere alcune nozioni fondamentali relative alle forze che dominano il movimento in acqua.

Forza di gravità e spinta di Archimede.

Tutti corpi solidi, liquidi o gassosi, hanno una massa "mg", caratteristica della quantità di materia che contengono, e un peso "Pg" proporzionale alla massa tale che Pg = mg.

Il peso Pg di un corpo è la forza attrattiva che la terra esercita sul corpo, e si definisce Pg una forza di gravità.

Questa forza è di direzione verticale e si esercita dall'alto verso il basso ed è applicata al centro di gravità "G".

Su un appoggio solido, un corpo è in equilibrio quando il centro di gravità si proietta all'interno della base di sostentamento.

Nell'ambiente liquido, interviene un'altra forza: la spinta di Archimede.

Infatti, tutti i corpi immersi in un liquido in equilibrio subiscono da parte di questo una spinta opposta proporzionale al volume del liquido spostato, e si esercita in direzione verticale dal basso verso l'alto.

Il suo punto di applicazione corrisponde al centro geometrico del volume di liquido spostato chiamato centro di spinta.

Queste due forze possono quindi, pur agendo in senso inverso, non agire sul medesimo punto.

Il galleggiamento o la sua maggiore o minore propensione ad esso è determinato dalle densità relative del mezzo e del soggetto.

La densità del corpo umano è il rapporto tra il suo peso e il suo volume.

Se la forza di gravità applicata al centro di gravità è superiore alla spinta di Archimede, il corpo affonda.

Se è il contrario il corpo resta in superficie più o meno immerso.

La respirazione o l'inserimento di pesi aggravanti, o le stesse modificazioni dei segmenti corporei possono modificare molto la situazione abituale, inducendo ogni individuo a mettere in opera tutta una serie di adattamenti tecnico - fisiologici - coordinativi che possono condurre al raggiungimento di obiettivi specifici.

Esistono enormi differenze inter-individuali in questo campo.

Queste dipendono dal sesso, dall'età, dalla costituzione fisica e dalla densità ossea.

La valutazione immediata ed oggettiva di questi parametri può consentire di adeguare le richieste in funzione delle persone che agiscono in quel momento.

Equilibrio e ricerca dell'equilibrio

Esso corrisponde allo stato di riposo del corpo di un soggetto sottoposto alle forze di gravità equilibrate da quelle della spinta di Archimede.

L'equilibrio dinamico, considerato come un eterno riequilibrio, sarà chiamato "equilibrazione".

Ogni movimento proposto in acqua, quindi, sarà soggetto ad una ricerca di posizioni di partenza, di movimento vero e proprio unito a posizioni riequilibranti, e di atteggiamenti finali di riposizionamento e predisposizioni per movimenti successivi.

La protezione di particolari settori del corpo umano, sia in forma autonoma che mediante utilizzo di carichi esterni, dovrà essere sicuramente un fattore importante nella determinazione del lavoro in acqua.

Posizione della testa

Una delle maggiori attenzioni da porre nella esecuzione del movimento ginnastico in acqua, è quella relativa alla posizione del capo.

E' fondamentale al fine di non incorrere nella possibilità di creare danni di varia natura agli allievi.

Lo sguardo rivolto all'istruttore può creare, in acqua dove l'istruttore è normalmente collocato in una posizione rialzata rispetto agli allievi, problemi nel tratto cervicale, in quanto può condurre ad un inarcamento a volte eccessivo.

Sarà poi un argomento sviluppato in forma pratica, ma è già importante fin da ora considerare che l'esecuzione di un gesto in acqua comporta una somma di componenti da valutare con attenzione al fine di poter condurre in maniera corretta una lezione di ginnastica.

Inoltre, la posizione della testa può incidere in maniera notevole su eventuali posizionamenti ed oscillazioni del corpo, oltre che incidere in varia misura nel campo della respirazione.

Altri fattori importanti nel campo dell'equilibrio acquatico

E' doveroso considerare che anche la tonicità del corpo potrà influire sull'equilibrio, soprattutto in assenza di appoggio sul fondo.

Ogni parte del corpo lasciata fuori dell'acqua è soggetta alla forza di gravità ma non più a quella di Archimede, e quindi andrà ad incidere in maniera decisa sulle strutture organizzative del movimento.

Infine, la posizione degli arti e la posizione stessa del corpo andranno ad influire sul tipo di lavoro da eseguire.

Equilibrazione

E' la funzione in virtù della quale l'uomo mantiene in ogni momento il suo equilibrio.

Questa funzione può dunque avere come scopo il recupero di un equilibrio distrutto sia volontariamente che involontariamente.

Nell'ambiente acquatico, a causa dell'assenza di punti di appoggio fissi e del carattere deformabile del corpo, la funzione di equilibrazione sarà essenziale, qualunque siano le posizioni del corpo in movimento nello spazio acquatico.

Respirazione

In questo campo, risulterà di importanza fondamentale l'associazione della respirazione in maniera corretta ed appropriata in funzione dell'esercizio proposto.

Una espirazione associata ad una elevazione delle braccia in alto quando il corpo è in sospensione, ad esempio, può trasformarsi in un carico aggiuntivo e a volte inopportuno, in quanto può scatenare movimenti di compenso non adeguati o pericolosi.

In tutti i casi di lavoro senza e con sovraccarico, potrebbe essere applicata come regola generale, ovviamente da considerare con le dovute cautele e variazioni del caso, quella di espirare nella fase attiva del gesto singolo e respirare nella fase di recupero.

Equilibrazione e resistenze all'avanzamento

Per ciò che riguarda ogni tipo di movimento, i meccanismi di riequilibrazione sono ugualmente strettamente legati alle riduzioni delle resistenze all'avanzamento.

Un corpo equilibrato utilizzante degli appoggi in acqua si sposta in una direzione opposta a quella degli appoggi; se egli spinge verso il fondo ha tendenza a risalire rispetto al livello dell'acqua, ma allora la spinta di Archimede diminuisce poiché una parte del corpo esce dall'acqua, e ciò ha per effetto una limitazione importante di questa azione.

Un collegamento molto importante appare fra l'equilibrio e lo spostamento: per andare alla stessa velocità, un individuo che abbia una migliore sensibilità consumerà minore energia di un altro.

Così come la contrapposizione di una superficie ridotta rispetto alla direzione, determinerà in caso di lavoro a velocità uguale, intensità molto differenti.

Per muoversi più velocemente, l'individuo può scegliere tra:

  • Diminuire le resistenze
  • Aumentare la propulsione
  • Aumentare l'ampiezza
  • Combinare al meglio tutte le componenti.

Tutto questo fa apparire chiaro come le leggi e le loro conseguenze pratiche sul campo statico o dinamico non sono le medesime, ma ugualmente come numerose variabili caratterizzino e rendano interessante lo sviluppo di metodologie di lavoro modulabili in funzione degli obiettivi.

Movimenti propulsivi o comunque attivi

In questo campo si possono inquadrare tutti quei movimenti che tendono a spostare il corpo nell'acqua o che, in posizione fissata, tendono ad indirizzare il movimento in funzione degli obiettivi.

In questo concetto bisogna subito verificare che se da una parte la velocità è data dalla ricerca di evitare forme di resistenza di varia natura, è in funzione di queste resistenze propulsive da ricercare che, paradossalmente, si può verificare il movimento.

In particolare si può vedere come la forza di attrito che si esercita contro le braccia in un movimento all'indietro, sia responsabile della sua tendenza all'avanzamento.

Le resistenze che si incontrano in acqua, riassunte in sintesi si dividono in resistenze di avanzamento

  • Attrito di forma del corpo (frontali, laterali e di risucchio)
  • Attrito frontale dell'onda (frontali e di coda)
  • Resistenza aerodinamica (quando vi sono porzioni del corpo emerse)
  • Attriti derivati dall'utilizzo di materiali

E resistenze propulsive e attive

  • Velocità del gesto
  • Ampiezza del gesto

La padronanza della conoscenza di queste resistenze è molto importante per la esecuzione degli esercizi per i vari distretti muscolari.