Principi e teoria del movimento in acqua
NonSoloFitness: divulgazione, formazione, consulenza
Corsi di formazione Corsi di formazione per Personal Trainer, Istruttori Fitness
06 40403925

Principi e teoria del movimento in acqua

Analisi dei diversi comportamenti e movimenti in acqua

Autore:
Ultimo aggiornamento:

Principi e teoria del movimento in acqua

L'uomo che entra in relazione con l'ambiente acquatico, subisce da parte di questo mezzo specifico un certo numero di azioni che tenderanno a provocare in un primo tempo delle reazioni, e quindi lo indurranno a modificare il suo comportamento abituale.

Queste modificazioni comportamentali sono più o meno oggettivabili visivamente.

Le cause di queste reazioni motorie possono essere puramente fisiche (è il caso per esempio della spinta relativa al principio di Archimede), oppure esse possono trovare delle origini in un campo interamente differente (è il caso, ad esempio, della scarsa competenza specifica del movimento in acqua).

Anche se tutte le reazioni provocate dalla messa in relazione dell'uomo con l'ambiente acquatico hanno caratteristiche interessanti da studiare, saranno maggiormente approfondite in questo capitolo quelle che sono legate agli aspetti biomeccanici.

In modo da poter distinguere queste origini puramente biomeccaniche dalle altre cause di modificazioni comportamentali, mi sembra interessante verificare quali sono i campi principali che possono essere all'origine di questi adattamenti.

Analisi dei comportamenti nello spostamento acquatico

Una prima osservazione è basata sulla nozione di comportamento.

L'individuo che agisce, esegue delle azioni motorie, utilizza dei movimenti.

Queste azioni motorie, organizzate logicamente fra di loro possono e devono essere percepite da chi osserva e fa eseguire.

Noi consideriamo ad esempio lo spostamento avanti indietro del braccio come movimento, l'azione motoria come la realizzazione di un gesto, il comportamento come coordinazione di gesti al fine di spostarsi o eseguire un particolare esercizio in acqua.

La relazione dell'uomo con l'acqua è legata all'obiettivo che si prefigge.

Bagnarsi, lavarsi, nuotare, fare ginnastica,…, sono attività diverse che presuppongono un atteggiamento mentale e predisposizione fisica differenti.

Fatte queste osservazioni, consideriamo il comportamento di due individui comparabili (stessa età statura, peso, ….) Di cui l'uno non è adatto all'ambiente acquatico (definiamolo "principiante") e l'altro al contrario adatto ("esperto").

Se questi due individui vengono posti in una piccola vasca e si assegna loro un obiettivo di spostamento, i loro comportamenti saranno fondamentalmente differenti.

L'uno probabilmente camminerà vicino al bordo ricercando sicurezza con tutti i parametri oculo - manuali tradizionali, mentre l'altro probabilmente tenderà a tuffarsi o a nuotare in una direzione.

Se per semplificare, ci limitiamo a considerare il confronto di questi due comportamenti, è interessante notare che il cambiamento di situazione e di ambiente può provocare reazioni anche emotive fondamentalmente differenti: timore e prudenza e diffidenza da una parte, entusiasmo slancio e divertimento dall'altra.

Appare immediatamente che queste valutazioni dovranno essere integrate dai parametri fondamentali del movimento acquatico e cioè: equilibrio, respirazione e azione motoria o propulsiva.

Se queste tre componenti sono essenziali nell'analisi comportamentale, la risoluzione dei problemi emozionali, la gestione delle risorse energetiche e il miglioramento delle capacità tecniche consentiranno di svolgere al meglio il proprio esercizio e perseguire l'obiettivo principale nel modo più adeguato possibile.

Aspetti Affettivi

Ad una prima analisi, sembra evidente che la natura dei rapporti del soggetto con l'ambiente dipende dalle sue esperienze.

Infatti, se la situazione non è abituale per il soggetto "principiante", questo comporterà delle conseguenze affettive il più sovente negative.

Per esempio una mancanza di decontrazione generale, di movimenti associati e in generale una cattiva coordinazione e un dispendio energetico eccessivo potrebbero caratterizzare il suo comportamento.

Se si osserva attentamente il viso del principiante che è nell'acqua, anche nella posizione piedi al suolo, si noterà che le sue reazioni dipenderanno dall'abitudine che egli ha al contatto con l'acqua.

Solo "l'inesperienza vissuta" limiterà il rapporto con questo nuovo ambiente, che potrà comunque essere interamente positivo indipendentemente dalle capacità tecniche e specifiche dell'individuo.

La persona esperta con una buona conoscenza del mezzo avrà dei comportamenti ovviamente più adeguati, con azioni motorie coordinate, più efficaci e con capacità di coordinazione potenzialmente migliori.

Ma se ci si sofferma unicamente al parametro affettivo ed alle sue conseguenze sul comportamento, non è raro constatare come in alcune persone la diminuzione della motivazione, dovuta al fatto che la situazione di spostamento è completamente padroneggiata e quindi il carattere della novità non interviene più, possa incidere sulla volontà di continuare in assenza di obiettivi permanenti o a lungo termine.

Relazioni con il mondo circostante la piscina

Nella nostra abituale motricità, sulla terra le relazioni privilegiate che abbiamo con l'ambiente sono soprattutto visive e uditive, ma il contatto più solido con il mondo circostante è legato agli appoggi plantari.

In effetti, anche senza le informazioni visive e uditive, noi restiamo, grazie alle nostre piante dei piedi, in relazione solida con il suolo.

In acqua, tale situazione a volte può non verificarsi, sia per cause volute che non volute.

Risulta quindi importante valutare l'importanza di andare a proporre un tipo di intervento che presupponga la perdita di riferimenti sensoriali tradizionali ove non sussistano i presupposti per la corretta esecuzione del gesto motorio.

Presa di coscienza corpo - spazio

Il principiante che vuole spostarsi nell'elemento liquido non ha alternative, in un primo tempo, se non fare riferimento alle sue esperienze corporee sulla terra e tentare di adattarle nell'acqua.

Ma le sensazioni, per esempio di resistenza dell'elemento liquido, di appoggi fluidi con le braccia, …, sono nuove per lui.

Egli ha dunque bisogno di costruire tutto nella sua relazione corporea con l'ambiente.

L'esperto avrà comunque più facilità nell'apprendimento di nuove gestualità, in quanto già padrone di movimenti più raffinati ed adeguati all'elemento acquatico, e quindi in grado di integrare relativamente bene nuovi movimenti in nuove situazioni.

Parametri fondamentali nell'attività in acqua

  • Galleggiamento
  • Equilibrio e ricerca dell'equilibrio
  • Respirazione
  • Resistenza all'avanzamento
  • Movimenti propulsivi o comunque attivi