Calo energetico ed efficienza mentale
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Calo energetico ed efficienza mentale

Compromissione dell’efficienza mentale in attività sportive intense come conseguenza della depauperazione delle scorte energetiche

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Calo energetico ed efficienza mentale

L'esecuzione di lavoro, di qualsivoglia natura, ed in particolar modo di tipo muscolare, non può prescindere dall'utilizzo delle risorse energetiche dell'organismo.

L'individuo è in grado di utilizzare tre processi differenti di liberazione energetica.
Il sistema anaerobico alattacido, che sfrutta le riserve di fosfocreatina, il sistema anaerobico lattacido, che sfrutta delle molecole glucidiche in anaerobiosi, ed il processo aerobico, in grado di ossidare i substrati energetici.

Lo scopo di questi sistemi energetici è quello di "ricaricare" l'ATP (Adenosina trifosfato), molecola energetica che, cedendo uno dei gruppi fosfato, libera parte dell'energia in essa contenuta, e viene convertita in ADP (Adenosina difosfato).

L'ADP conserva un suo potenziale energetico che può essere abilmente sfruttato da atleti con specifiche predisposizioni genetiche.

In questi individui, per effetto dell'enzima miochinasi, due molecole di ADP si uniscono formando una molecola di ATP ed una di AMP (Adenosina monofosfato).

L'AMP che ne deriva reagisce con l'acqua dando vita all'IMP + NH3 (ionosinmonofosfato + ammoniaca). L'ammoniaca, trovandosi sottoforma di ione positivo (la forma protonizzata dell'ammoniaca è l'NH4+ ossia ammonio), riesce agevolmente a superare la barriera ematoencefalica raggiungendo il cervello. Raggiunto il cervello mediante il flusso ematico, l'ammonio causa un effetto di leggero stordimento, una sorta di obnubilazione. È quanto analogamente riscontrabile nei casi di insufficienza epatica, che determina difficoltà nello smaltimento dell'ammoniaca, ed espone al coma.
Negli sportivi, l'esposizione a intensi carichi di lavoro, causa una grande produzione di ammonio da parte dei muscoli, per effetto dell'utilizzo di 2 molecole di ADP per la produzione di 1 molecola di ATP ed 1 molecola di AMP, che reagisce con H2O.
La grande presenza di ammonio favorisce il raggiungimento del cervello da parte di questo ultimo.

Tale fenomeno fa venir meno la capacità attentiva, ma anche la coordinazione muscolare e la capacità decisionale, con la conseguente compromissione delle possibilità di gestire la prova sportiva, soprattutto nelle discipline di squadra.

Vi è una correlazione fra concentrazioni ematiche di lattato e di ammonio, così come la produzione di ammonio non è del tutto imputabile all'opera della miochinasi.

Un valido sistema per attutire l'influenza negativa di tali carichi di lavoro sulle scelte decisionali, passa da idonee sedute di allenamento, volte a porre sotto stress l'atleta, richiedendo poi la gestione di compiti coordinativi e valutando le risposte.

Possiamo affermare che le azioni cognitive sono migliorabili, allenabili quanto le prestazioni atletiche in senso stretto. Un individuo posto in "sofferenza" dall'ammonio, sviluppa delle capacità di adattamento che sollecitano meccanismi neuronali alternativi, in grado di sopperire al deficit originario. Con continui allenamenti di questo tipo assistiamo ad un progressivo miglioramento delle risposte cognitive, e ad una conseguente miglior gestione dell'ammonio. Resta inteso che, l'accumulo di ammonio nell'ambiente cerebrale è reversibile oltre che transitorio, perlomeno sino a quantitativi prossimi alle 400 millimoli di ammonio per litro di sangue, situazione che causa l'encefalopatia epatica con danni irreversibili al cervello.