Come contrastare la fatica
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Come contrastare la fatica

La fatica è il nemico numero uno per tutti gli sportivi, ma esistono regole precise per affrontare e prevenire il problema.

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Come contrastare la fatica

La fatica viene definita come uno sforzo prolungato e un conseguente calo delle capacità psicofisiche di resistenza dovuto allo sforzo stesso. L'attività fisica durante gli sport è in grado nel tempo di donare dei benefici, ma prima di arrivare a questi ultimi, dobbiamo far fronte ad una "piccola barriera" che ci tiene distanti, chi più chi meno, da questo tipo di traguardo: ovvero la fatica fisica.
Durante l'attività vengono sollecitati nel nostro organismo una serie di fattori che contribuiscono a limitare la performance e tali fattori sono i responsabili della fatica.

A seconda dell'attività intervengono, in primis, gli scompensi metabolici e poi gli scompensi cardiorespiratori ed endocrini. La fatica si può distinguere in fatica acuta e cronica: la prima è quella che riguarda più da vicino gli atleti che praticano sport che richiedono prestazioni non prolungate nel tempo, la seconda riguarda sportivi che praticano sport di resistenza o qualsiasi altra persona sottoposta a carichi di lavoro intensi.
Il primo fenomeno che può insorgere è l'esaurimento delle riserve di ATP (adenosintri fosfato) e CP (fosfocreatina), andando a ridurre drasticamente la contrazione. Uno sforzo più prolungato conduce invece all'esaurimento delle scorte di glicogeno a livello dei muscoli con la conseguenza che l'organismo cercherà di reintegrare con la "distruzione" dei grassi.

Un effetto negativo è l'eccessivo abbassamento della glicemia che richiederà tempo e un'alimentazione adeguata per essere riportata a valori regolari; ciò accadrà dalle trentasei alle quarantotto ore, ma potrà essere ridotto con l'assunzione di carboidrati a fine attività. Per quanto riguarda la fatica cronica in modo particolare si può riscontrare nei casi di eccessiva sudorazione, così da perdere o abbassare le risorse idriche ed elettrolitiche ottimali dell'organismo. Queste ultime sono fondamentali nelle contrazioni muscolari, in quanto evitano i danni dovuti alla perdita di liquidi.

È necessario reintegrare le perdite entro 24 ore, facendo attenzione a non incorrere nel pericolo opposto; infatti l'acqua da sola non è in grado di ricostituire il livello di sali minerali necessario e, particolarmente se la perdita è stata abbondante, l'organismo si impoverisce di elettroliti. Questa situazione causa l'alterazione della funzionalità delle cellule, in special modo di quelle muscolari: l'atleta diventa fiacco, accusa crampi, la sua capacità di prestazione diminuisce.

Concludendo dobbiamo cercare di contrastare la fatica alimentandoci in modo corretto, idratando il nostro organismo, mantenendo il necessario livello di liquidi e minerali, per mantenere le proprie capacità di prestazione. Infine, durante lo sforzo, specie se di lunga durata, ogni 15-20 minuti debbono essere assunte piccole quantità (circa 200 ml) di liquidi. È una regola però che le perdite di liquidi vengano compensate completamente solo dopo l'allenamento.
Un altro requisito richiesto agli atleti è quello di ricorrere ad una dieta nei giorni pre-allenamento o pre-gare in modo da saturare la richiesta iniziale di glicogeno nei muscoli: in particolare si consiglia l'assunzione di alimenti quali patate, pasta e pane nei giorni prima la prestazione ma non immediatamente prima per non incorrere in un aumento dell'insulina,tale da influenzare,negativamente, il metabolismo dei lipidi, dei glicidi e degli amminoacidi, provocando anche un abbassamento della glicemia.