Il modo giusto di camminare
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Il modo giusto di camminare

Camminare è naturale, ma esiste un modo sano ed un modo che può generare problematiche posturali. Qual è il modo giusto di camminare? Come vanno tenute le braccia? E qual è il ruolo dei piedi?

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Il modo giusto di camminare

Ognuno di noi, per svariati motivi, ha un proprio modo di camminare che non sempre è meccanicamente corretto: c’è chi cammina con i piedi "piatti", chi si appoggia maggiormente sulle punte, chi incede con i piedi divaricati, e così via. Il modo corretto di camminare presuppone che il piede esegua un movimento di rullata sul terreno, a partire dal tallone e lungo tutta la pianta del piede, sino alle dita, per terminare il movimento con l'alluce, che è l'ultimo a staccarsi dal suolo. Cercando di rilassare la muscolatura delle spalle, la persona che cammina dovrebbe tenere lo sguardo dritto in avanti (e non verso i l basso) per acquisire una posizione eretta, ma non rigida, con il baricentro del corpo che deve cadere tra i due piedi. Avere un'andatura dondolante - dovuta allo spostare continuamente l'asse del corpo prima su una gamba e poi sull'altra - squilibra la normale azione sinergica e antagonista dei muscoli che sorreggono la colonna vertebrale.

È molto importante, infine, ricordare che le braccia devono eseguire un movimento ritmico e coordinato con il passo: il braccio destro viene portato in avanti quando si fa il passo con il piede sinistro e viceversa.

Il piede come organo posturale

Il piede svolge un ruolo molto importante. Infatti governa quasi tutti i 24 movimenti che gambe, bacino, tronco, braccia e spalle fanno nel corso dell'azione di camminare. Le terminazioni nervose stimolate durante la stazione eretta e l'esercizio del passo fanno del piede un organo posturale e un informatore del cervello. I nervi sensitivi trasmettono al cervello tutte le informazioni recepite dai piedi, principalmente al livello della cute, dei tendini e delle articolazioni: sensazioni tattili, vibratorie, spaziali e traumatiche. Grazie a queste informazioni, associate a quelle provenienti da altre fonti (soprattutto gli occhi), il cervello formula una risposta motoria tendineo-muscolare involontaria. La stimolazione pressocettiva e propriocettiva della pianta del piede innesca numerosi riflessi, sia diretti alla muscolatura intrinseca del piede sia inviati a tutto il corpo.

Il piede come organo vascolare

Il cosiddetto "plantare venoso di Lejar", presente nella pianta del piede, svolge un ruolo indispensabile sulla funzione di tutto il sistema venoso e linfatico degli arti inferiori. Il sangue pompato dal cuore verso le estremità distali del corpo deve risalire malgrado incontri vari ostacoli, fra cui la distanza che annulla l'effetto pressorio iniziale e la gravità, che tende a favorire il ristagno nei vasi più lontani dal cuore. Il ritorno venoso è nettamene favorito dalla stazione eretta, che provoca la contrazione dei muscoli degli arti inferiori e causa, a sua volta, un vero e proprio massaggio delle vene (effetto pompa).

Durante la marcia si aggiunge la compressione meccanica delle vene plantari, che si svuotano a ogni passo. Durante tutto questo composito meccanismo, la pianta del piede deve essere considerata come un vero e proprio "cuore periferico" che è capace di sviluppare una forza propulsiva centripeta sul sangue e sulla linfa e che permette di mantenere un lavoro cardiocircolatorio ottimale.