L'allenamento desmodromico o isoinerziale
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L'allenamento desmodromico o isoinerziale

Caratteristiche dell’allenamento desmodromico o isoinerziale e il suo impiego nella preparazione atletica e negli allenamenti finalizzati all’incremento della forza e della massa muscolare

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L'allenamento desmodromico o isoinerziale

L'allenamento desmodromico o isoinerziale sfrutta un ingegnoso sistema per generare una efficace resistenza allenante che prescinde dalla forza di gravità, come invece accade comunemente nell'impiego dei sovraccarichi. In questo caso si sfrutta l'inerzia di un volano attivato grazie alla forza muscolare, nel dettaglio l'apparecchiatura di base è composta da una cinghia avvolta intorno ad esso, nella fase concentrica (o dinamica positiva) del movimento la cinghia viene srotolata dal volano che pertanto acquista velocità ed entra in rotazione.

Al termine della fase concentrica l'inerzia del volano lo spinge a continuare la sua rotazione avvolgendo la cinghia in senso differente e quindi esercitando una forza opposta alla quale la muscolatura dovrà opporsi attivamente accompagnando la fase dinamica negativa (o eccentrica).

L'inerzia della fase dinamica positiva e negativa restano uguali, da qui il termine iso (uguale) inerziale, di fatto quindi la muscolatura è sollecitata con uguale resistenza nella fase concentrica ed eccentrica.

Il fatto che permanga una condizione ugualitaria nell'applicazione della resistenza spinge a individuare similitudini, ma anche differenze, rispetto al maggiormente noto lavoro isotonico.

Nel lavoro isotonico sfruttando le camme e quindi il braccio di leva, la resistenza contro la quale un muscolo lavora resta uguale per l'intero arco di movimento e, tale resistenza, è predeterminata dalla quantità di carico che si sceglie di utilizzare.

Nel lavoro isoinerziale invece la resistenza resta certamente costante ma si adatta alla forza espressa muscolarmente nella fase dinamica positiva, quindi maggiore forza si esercita nella fase concentrica e maggiore (e uguale) sarà l'inerzia indotta sul volano, quindi la resistenza contro la quale effettuare la fase dinamica negativa. Ne consegue che l'attivazione eccentrica è notevolmente maggiore rispetto ad altre metodiche allenanti, con tutto quello che ne deriva in termini di attivazione e danno muscolare, intendendo come danno muscolare l'elemento che determina i processi di adattamento connessi con la supercompensazione e, in particolare, l'incremento di forza (nelle sue differenti espressioni) e volume.

A proposito di volume l'allenamento desmodromico appare tra quelli maggiormente efficaci per innescare adattamenti di tipo ipertrofico1.

Sebbene si parli di allenamento desmodromico o isoinerziale, i due termini non sono sinonimi e, tecnicamente, la definizione desmodromico individua il controllo meccanico del movimento ovvero della velocità, tipico delle macchine utilizzate per consentire l'allenamento isoinerziale la cui intuizione si deve a Schnell2.

Il controllo del movimento permette di adeguare la velocità esecutiva alle eventuali specifiche necessità atletiche, soprattutto per l'impiego nel corso della preparazione fisica.

Tornando agli adattamenti di tipo ipertrofico, la sollecitazione costante che caratterizza il lavoro isoinerziale determina un esaurimento muscolare causato dall'impossibilità di risintesi dell'ATP e della CP, inducendo un lavoro fortemente lattacido e di conseguenza capace di determinare un importante rilascio di somatotropina, proprio la densità di ioni idrogeno favorisce il rilascio di GH e il suo stimolo anabolico.

Allo stesso modo, come già detto, l'intensità della fase eccentrica crea quel danno tissutale che è la premessa allo stimolo delle cellule satellite per innescare l'incremento del volume.