Lo spinning
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Lo spinning

Dal suo avvento ad oggi, lo Spinning non sembra conoscere un calo di partecipanti. Quali sono i vantaggi di questa disciplina? Quali i possibili rischi ed i suggerimenti per la pratica? Ed infine, a chi sconsigliarlo del tutto?

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Lo spinning

La nascita dello Spinning si deve all'ingegno ed alla fantasia di Johnny Goldberg Spinner, ed al bisogno di creare un metodo di allenamento e preparazione al ciclismo in condizioni indoor. Dalla fine degli anni ‘80 la sua diffusione è divenuta sempre più capillare, partendo dagli USA sino in Europa. Inevitabilmente, nel corso del tempo, ha subito straordinarie evoluzioni ed arricchimenti anche di natura coreografica (nel limite di quanto consentito dall'attrezzo), divenendo una disciplina a se stante e di grande appeal, praticata non necessariamente con l'obiettivo di una preparazione atletica orientata al ciclismo.

L'utilizzo della musica, che certamente è in grado di creare un clima fortemente coinvolgente, rende molto interessante questo genere di disciplina, che ovviamente è svolta seguendo le istruzioni impartite dal trainer, che compone una lezione con grandi variazioni di intensità e quindi di frequenza cardiocircolatoria che, per buona parte del lavoro centrale, è rilevabile intorno all'85% della FCM finendo spesso col rendere il lavoro di tipo anaerobico.

Uno dei principali problemi connessi alla pratica dello Spinning in gruppo è la difficoltà, da parte dell'istruttore, di verificare il reale grado di impegno richiesto, che può differire anche in modo significativo da soggetto a soggetto. Salvo impiegare apposite consolle per monitorare la FC di ogni partecipante. Proprio la grande intensità del lavoro svolto, lo rende normalmente inadatto a soggetti ipertesi o con altre problematiche di natura cardiaca, oltre che a coloro i quali lamentano situazioni patologiche a carico dell'articolazione dell'anca e del ginocchio. Lo spinning, nella sua forma pura, implica anche bruschi cambi di intensità. Se da un lato questo può stimolare il processo di mental training, vale a dire un forte coinvolgimento emotivo legato alla visualizzazione dei percorsi simulati, dall'altro lato lo rende una disciplina non proprio adatta a tutti. Gli sbalzi da un punto di vista dell'impegno cardiaco, ma anche i livelli di lattacidemia raggiunti, lo rendono maggiormente idoneo a soggetti in buona forma e buon livello atletico .
Determina forti adattamenti sotto il profilo cardiaco e della resistenza in genere, con un dispendio energetico altrettanto importante, che può superare le 500Kcal/h nel corso di lezioni particolarmente intense.

È da segnalare anche che, a fronte di un impegno fisico notevole, ed un dispendio calorico altrettanto importante, di norma non c'è una corrispondenza tra il rendimento meccanico espresso in watt e la difficoltà stessa del lavoro. Nel senso che, nel ciclismo su strada, a parità di impegno atletico, la resa in watt è molto maggiore. Questo fenomeno è imputabile soprattutto ad un carico che è maggiorato della quota di lavoro necessaria a disperdere l'eccessivo calore prodotto, che in strada avviene con maggiore facilità. In altri termini (ed entro certi limiti) la FC rilevata subisce un'influenza più dalla velocità della pedalata che non dalla tensione muscolare necessaria a produrla .

Punto debole della sollecitazione corporea restano gli arti superiori. A tal proposito l'introduzione di varianti più coreografiche, ha consentito di stimolare anche il distretto anatomico superiore, sia in termini di incremento della coordinazione che, attraverso l'impiego di piccoli sovraccarichi, in termini di lavoro sulla forza e sulla resistenza alla forza. Non mancano esercizi ad hoc per l'allungamento muscolare, da effettuarsi utilizzando le varie parti della bike come solido sostegno.

È fondamentale che l'ambiente nel quale viene svolta l'attività sia ottimamente arieggiato ed eventualmente deumidificato, proprio per migliorare il raffreddamento corporeo dei praticanti. Lo spinning offre numerosi vantaggi, proprio perché stimola aerobicamente l'efficienza cardiocircolatoria e, al contempo, prevede una buona applicazione di forza muscolare in distretti anatomici molto vasti, quali gli arti inferiori. Tuttavia beneficiare pienamente dei vantaggi offerti dalla disciplina, implica una sua pratica con una frequenza almeno trisettimanale. Affrontarlo un numero di volte meno elevato determina un accesso ai benefici in modo parzialmente ridotto.

Lo spinning è in grado di creare gruppi di appassionati molto coesi tra loro, limitando in parte il desiderio di primeggiare in modo clamoroso, come potrebbe accadere percorrendo un tragitto impegnativo su strada. Ridurre, nei limiti del possibile, le evidenti differenze nel grado di performance atletica incrementa anche le possibilità aggregative.

Una comune lezione si fonda sull'oculato mix dei 5 movimenti di base:

- Seated flat: pedalata nella normale posizione da seduti;
- Seated hill climb (o seated climbing): pedalata nella normale posizione da seduti ma incrementando la resistenza;
- Standing running (o standing flat): pedalata restando in piedi, col tronco quasi verticale;
- Standing hill climbing (o standing climbing): pedalata restando in piedi ma con una resistenza più impegnativa;
- Jumping: pedalata "fuori sella" con movimenti controllati e costanti, generalmente veloci, a simulare una corsa ciclistica.

L'impegno richiesto nel corso della lezione è assai più elevato che durante un analogo training in bicicletta o con una ciclette. Proprio la possibilità di svolgerlo in gruppo, di non vivere (come accennato) la "frustrazione" data dal restare indietro, lo stimolo musicale ed il coinvolgimento creato dal trainer, possono spingere ad una pratica a livelli di intensità particolarmente elevati.

Naturalmente, come prima o dopo accade, anche lo spinning, nel corso delle continue rivisitazioni, non poteva che essere inserito nell'ambiente acquatico, dando vita all'hydro-spinning che, oltre ai vantaggi tipici dell'attività fisica, consente di beneficiare di un continuo effetto massaggiante da parte dell'acqua, stimolando ulteriormente la circolazione. L'ambiente acquatico, se da un verso riduce eventuali traumi da impatto, dall'altro avvolge interamente la parte di corpo immersa, amplificando e distribuendo le resistenze.

Occorre segnalare infatti che, lo spinnig eseguito ad elevata intensità e frequentemente, espone a tutta una serie di possibili stati infiammatori muscolotendinei a carico della regione del polpaccio, del ginocchio e della colonna vertebrale. Oltre che possibili microtraumi del pavimento pelvico, soprattutto in quei soggetti non adeguatamente allenati che, nel corso dell'esecuzione di alcuni lavori, si lasciano letteralmente cadere sul sellino a causa di una incapacità nel sostenere il ritmo della lezione. La pedalata in acqua riduce fortemente questo genere di impatti traumatici, e l'hydro-spinning è impiegato perfino come strumento terapeutico nelle spondilolistesi (gravi infiammazioni della colonna vertebrale).