Lo stepper tra mito e realtà
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Lo stepper tra mito e realtà

Lo stepper è oramai presente in quasi tutti i centri fitness, e viene spesso utilizzato per modellare i glutei. Ma è realmente così? Lo stepper aiuta a modellare i glutei? Analisi della meccanica dell'esercizio ed effetti sui glutei

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Lo stepper tra mito e realtà

Lo stepper è un attrezzo che è presente ormai in quasi tutte le palestre; è maggiormente utilizzato come mezzo per costruire la massa magra della parte inferiore del corpo, soprattutto dei polpacci.

Il luogo comune che riguarda l'utilizzo dello stepper risiede nella sua reale validità d'allenamento di una zona critica: i glutei.

Prima di approfondire il discorso, vorrei introdurre una piccola descrizione dell' "imputato" e delle sue principali azioni sull'organismo. Lo stepper rientra nella grande categoria degli attrezzi cardio-fitness, strettamente correlato, quindi, agli effetti sul sistema cardiovascolare, sul metabolismo lipidico e sulla tonificazione muscolare.

Si compone di due pedali mobili, che simulano la camminata sulle scale, dando l'impressione di galleggiare e di mantenere alta la posizione simultanea dei pedali in relazione all'attrezzo stesso. È veramente di semplice utilizzo, durante il quale è necessario mantenere la giusta postura; dal momento che l'azione riguarda gli arti inferiori, l'articolazione da tenere sotto controllo è quella del ginocchio, per cui è bene accertarsi del suo stato prima di apportare dei danni; infatti, sebbene non crei traumi da impatto come invece è possibile che accada col tapis roulant, lo stepper, simulando la salita delle scale, insiste comunque con un'azione continua sulle ginocchia.

Ma ritorniamo al dubbio iniziale: l'attrezzo in questione si ritiene un nostro ottimo alleato per i motivi precedentemente citati, ma soprattutto è noto per la sua efficacia su una delle zone più difficili da modellare: i glutei. Ciò che viene esaltato di questo attrezzo è, infatti, l'intenso lavoro che si crea e che si concentra su tale zona. Ma è veramente così? Partiamo dal fatto che il gesto proposto dallo stepper è il riprodurre quello del salire le scale ed è proprio a tal proposito che sorge un "piccolo" problema tecnico: i glutei sono gli estensori dell'anca, perciò spostano la coscia dalla posizione di flessione ad una d'estensione, dietro il corpo. Per aiutarci a capire meglio, il movimento che riproduce quest'azione è l'affondo in avanti o lo squat: dalla posizione di flessione della coscia, i glutei lavorano per riportarla in estensione.

Ecco: questa realtà nello stepper non è validamente concretizzata, in quanto la coscia non supera la linea del bacino, chiamando parzialmente in causa il grande gruppo muscolare. Esternamente, il movimento eseguito potrebbe apparire lo stesso, ma così non è; inoltre, vorrei sottolineare come la maggior parte dei praticanti non mantenga una giusta postura durante tutta la durata dell'attività, infatti non è raro notare come in molti si appoggiano sui supporti laterali, spostando il busto in avanti (e quindi venendo meno alla comparazione con la camminata sulle scale) così da ridurre il carico e bleffare, inconsapevolmente, sull'intensità del lavoro svolto.

Concludo affermando che lo stepper è un attrezzo "con credibilità a rischio", se finalizzato al solo contesto della tonificazione dei glutei; al contrario è un ottimo strumento per lavorare sulla resistenza aerobica. Come per tutte le cose, l'importante è capire l'obiettivo da perseguire e poi il modo di raggiungerlo; in questo caso, la camminata, meglio se all'aperto, è la madre di tutte le attività motorie dalla quale ognuno crea, secondo le esigenze, le proprie sfumature…, quindi, ripeto, dipende sempre focalizzare l'obiettivo.