Parkour: l'allenamento
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Parkour: l'allenamento

Descrizione dei principi alla base dell'allenamento: grazia, efficienza, precisione. Elementi fondanti: le zone di lavoro, i periodi dell'allenamento, l'allenamento mentale. Esempio pratico di strutturazione dell'allenamento

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Parkour: l'allenamento

Come cominciare

Quando si viene a conoscenza dell'Art du Déplacement, spesso non si sa come iniziare, a chi chiedere informazioni e cosa fare. La cosa migliore è contattare uno dei tanti gruppi che pratica questa disciplina e chiedere semplicemente quando e dove si allenano… È consigliabile, infatti, iniziare sotto la supervisione di un qualche soggetto più esperto, che proporrà il giusto livello, il tipo di allenamento e che sarà anche a conoscenza dei vari esercizi propedeutici e tecniche di assistenza, essenziali per praticare la disciplina in sicurezza.

Ecco un breve elenco dei gruppi più importanti a livello italiano:

  • Forma in Arte
  • Rhizai
  • MilanMonkeys
  • Momu
  • Parkourwave
  • Pkr-Roma
  • BamBumBalza Spoleto
  • PKTR Terni
  • PgPk Perugia

Non bisogna aver paura di iniziare, di non essere abbastanza agili o all'altezza, poiché l'Art du Déplacement ricerca il miglioramento continuo in qualsiasi soggetto, di qualsiasi sesso ed età e a qualsiasi livello di partenza.

Durante i primi periodi di allenamenti è importante apprendere correttamente i movimenti fondamentali, ascoltando attentamente chi lo ha fatto prima di noi. Dopo aver assimilato tali movimenti, si potrà passare alla fase della ricerca e della scoperta del proprio stile di movimento.

L'allenamento deve seguire i principi della gradualità e della progressività. Infatti, come già accennato precedentemente, l'Art du Déplacement incoraggia i vari praticanti a scoprire e superare costantemente i propri limiti.

Il "flusso":

Uno degli scopi finali di quest'arte è far scoprire a chiunque il miglior modo per muoversi su qualsiasi terreno e in qualsiasi situazione con grazia, efficienza e precisione. Il termine "flusso" racchiude esattamente questi 3 aggettivi.

Questo concetto può essere paragonato a quello del flusso dell'energia dell'Aikido giapponese e del Kung Fu cinese: avere una mente ed un corpo rilassato e usare l'energia in modo fluido in armonia con le situazioni di allenamento.

Infatti avere una mente rilassata permette di valutare correttamente le situazioni prevenendo così il rischio di infortuni. Essa permette inoltre di avere anche un corpo rilassato. Questa è un'altra cosa fondamentale, poiché permette di muoversi senza movimenti parassiti, diminuendo così il dispendio energetico e aumentando l'efficacia del gesto tecnico. Quindi un buon tracciatore è colui che si allena ricercando la fluidità e applicandola alla vita di tutti i giorni. Difatti i concetti appena espressi si possono applicare sia allo studio, che al lavoro che alla vita in generale.

Zone di lavoro:

Nell'Art du Déplacement vengono distinte tre zone di lavoro che si differenziano per difficoltà dettata dall'aumento dello stress psicologico: la zona di comodità, la zona di lavoro e la zona di stress.

  • Zona di comodità: livello di allenamento che non favorisce miglioramenti tecnici poiché si basa su tecniche completamente apprese. Esso va utilizzato in caso di riposo, ripresa da un infortunio, o qualunque altra situazione richieda un basso livello di stress. Intensità dell'allenamento bassa, ma prolungata nel tempo
  • Zona di lavoro: livello di allenamento intermedio, favorisce l'adattamento e la trasformazione del gesto motorio in questione
  • Zona di stress: livello di allenamento alto, con una forte componente di stress psicologico. È la zona in cui si lavora quando si apprende un nuovo gesto tecnico oppure quando si effettua un qualcosa di non ancora completamente appreso (per esempio un nuovo salto, oppure aumentare l'altezza o la distanza di un salto precedentemente appreso). Intensità d'allenamento elevata e serie corte

Periodi dell'allenamento:

Questi periodi si riferiscono sempre all'apprendimento di una determinata tecnica o movimento e vengono suddivisi in tre periodi dagli Yamakasi: periodo di familiarizzazione, periodo di assimilazione, periodo di restituzione.

Periodo di familiarizzazione

È il primo periodo, quello in cui si apprende la tecnica come viene insegnata da un qualche soggetto più esperto.

Periodo di assimilazione

Periodo durante il quale si allena costantemente (anche da soli) la tecnica precedentemente appresa, al fine di automatizzarla.

Periodo di restituzione

Quando la tecnica viene automatizzata, è possibile adattarla al proprio stile di movimento, apportarle le modifiche che riteniamo opportune e riproporla anche agli altri traceurs.

L'allenamento mentale

Come già accennato prima, questa è una disciplina che ricerca l'equilibrio tra mente e corpo, perciò sottopone spesso il soggetto a situazioni di stress psicologico (a volte molto intense). Per essere in grado si sostenere tali situazioni è necessario che il praticante acquisisca gradualmente il concetto del " non mollare" aumentando cioè la sua determinazione. Come è risaputo durante lo sforzo fisico la prima fatica ad innestarsi è quella centrale, ma attraverso determinati allenamenti (da non effettuare troppo spesso, altrimenti risulterebbero dannosi per il fisico) è possibili innalzare la soglia di raggiungimento di questa fatica.

Come strutturare un allenamento

Una seduta di allenamento segue generalmente il seguente schema:

  • Fase di "pre-attivazione" articolare
  • Fase di riscaldamento generale con esercizi aerobici e movimenti base blandi
  • Fase di potenziamento muscolare
  • Fase di allenamento tecnico
  • Fase di defaticamento
  • Seduta di allungamento

Ovviamente questo schema è variabile a seconda dell'obbiettivo della seduta di allenamento. Può essere preponderante la parte del potenziamento muscolare e lasciare la tecnica come defaticamento. Oppure si può inserire una fase di recupero più o meno lunga (dipende dal carico) tra il potenziamento muscolare e la tecnica.

Bisogna sempre tener presente l'importanza dell'effettuare un corretto programma di potenziamento muscolare. Esso è infatti un presupposto fondamentale per preservare l'integrità del proprio fisico, così da poter continuare a praticare nel tempo questa disciplina in sicurezza.

Quando una cosa ci piace, vogliamo continuare a farla per molto tempo. Quindi per poter praticare l'Art du Déplacement a lungo bisogna costruirsi l'armatura del corpo1