Classificazione e caratteristiche del lavoro e delle contrazioni muscolari
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Classificazione e caratteristiche del lavoro e delle contrazioni muscolari

Attività e attivazione muscolare, muscoli flessori, estensori, adduttori, abduttori, supinatori. lavoro isometrico, isotonico, auxotonico, pliometrico, isocinetici

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Classificazione e caratteristiche del lavoro e delle contrazioni muscolari

Classificazione dei muscoli sulla base dei criteri funzionali

Un muscolo al lavoro può esprimere differenti tipi di movimento e di contrazione.

Tali parametri ci consentono una ulteriore classificazione dei muscoli che, sulla base dei criteri funzionali, sono definiti come:

  • Flessori ed estensori, tipico dei muscoli che consentono di piegare due estremità articolari contigue, sino a porle fra loro contrapposte, per poi allontanarle. Ad esempio l'avvicinamento, e successivo allontanamento, dell'avambraccio sul braccio ad opera del bicipite e del suo antagonista, rappresenta una flesso-estensione
  • Adduttori e abduttori, rispettivamente consentono di avvicinare ed allontanare un segmento anatomico dal centro del corpo, rispetto al piano sagittale, con un movimento compiuto sul piano frontale. Ad esempio, divaricare le gambe, comporta la loro abduzione
  • Pronatori e supinatori, consentono la rotazione sul proprio asse dei distretti anatomici. Ad esempio, dalla stazione eretta, ruotare l'avambraccio portando il palmo della mano rivolto verso la schiena, corrisponde ad una pronazione
  • Se più muscoli si contraggono, in modo da esprimere concordanza nell'espressione del movimento, sono definiti agonisti, se l'azione di più muscoli è fra loro contrastante, tali muscoli ricadono nella definizione di antagonisti, infine se i muscoli contrastano movimenti indesiderati, in armonia con l'operare dei muscoli agonisti, sono definiti sinergici

Classificazione dei muscoli sulla base dei parametri di forza, lunghezza e tempo

Per quanto inerente le contrazioni, anch'esse sono suscettibili di classificazione sulla base dei parametri di forza, lunghezza e tempo. Pertanto distinguiamo le contrazioni in:

  • Isometriche, sono denominate isometriche le contrazioni che non prevedono variazione di lunghezza nel muscolo. Dove, per variazione di lunghezza del muscolo, intendiamo una variazione nel braccio di leva (ovvero l'avvicinamento dei capi articolari) poichè, di fatto, le fibre muscolari subiscono un accorciamento. Ad esempio esercitando una forza contro una resistenza inamovibile, o mantenendo per un certo periodo di tempo una posizione sotto la spinta di un carico (non necessariamente inamovibile o massimale). In questo caso l'unico parametro incrementale sarà la forza espressa dal muscolo, senza variazione di lunghezza. Tale tipo di lavoro ha la peculiarità di incrementare notevolmente, ed in maniera rapida, la forza del soggetto
  • Isotoniche, sono così definite le contrazioni che sollecitano il muscolo con una resistenza costante lungo tutta l'escursione articolare. Il grado di tensione muscolare dovrebbe restare invariato per tutta la durata del movimento, che prevede una fase concentrica ed una eccentrica. In realtà, le contrazioni isotoniche pure, sono ottenibili con grande difficoltà e su macchine appositamente strutturate
  • Concentriche, le contrazioni concentriche hanno luogo durante un'azione muscolare di tipo superante. Ovvero quando la forza esercitata da un muscolo è in grado di vincere una determinata resistenza. In questo caso assistiamo all'accorciamento del muscolo e all'avvicinamento dei capi articolari interessati (es. flessione dell'avambraccio sul braccio). La fase concentrica è anche detta positiva
  • Eccentriche, sono tipiche della fase negativa di un movimento, quando il ventre muscolare tende ad allungarsi e i capi articolari ad allontanarsi. Caratterizza i movimenti cedenti, quando si asseconda la resistenza esercitata dall'esterno ed il muscolo agisce rallentando il movimento
  • Isocinetiche, analogamente a quanto avviene per le contrazioni isotoniche, dove il parametro resistenza è costante, in quelle isocinetiche diviene costante il parametro tempo, ossia la velocità di spostamento della resistenza sarà costante, e con sforzo massimale, per l'intera escursione. Naturalmente l'applicazione pratica richiede delle apposite macchine
  • Auxotoniche, sono contrazioni auxotoniche quelle tipiche di movimenti in cui, la resistenza da vincere, aumenta progressivamente con lo sviluppo del movimento. Ad esempio nell'allenamento con gli elastici
  • Pliometriche, contrazioni esplosive che sfruttano l'energia elastica accumulata in una fase eccentrica con prestiramento, per esprimerla in una fase concentrica (es. salto dai gradoni, calcio ad un pallone, ecc.). In altri termini, in questo tipo di contrazione, alla forza esprimibile dalla contrazione del muscolo, viene sommata l'energia accumulata nella fase di prestiramento

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