Bioimpedenziometria, calorimetria, dexa
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Bioimpedenziometria, calorimetria, dexa

La bioimpedenziometria: cos'è? A cosa serve? Il cliente avverte dolore? Calorimetria diretta e calorimetria indiretta. Dexa: come misurare la densità ossea

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Bioimpedenziometria, calorimetria, dexa

La bioimpedenziometria (BIA) rappresenta una semplice metodica utilizzata per valutare la quantità d'acqua totale presente nel corpo.

È la misurazione della impedenza bioelettrica, un metodo rapido e non invasivo, basato sul fatto che nei tessuti nei quali è presente un elevato contenuto d'acqua viene opposta minor resistenza al passaggio della corrente elettrica rispetto a quelli che ne contengono quantità minore.

Nello specifico, l'acqua contenuta all'interno del tessuto adiposo è scarsa e quindi il grasso diventa oppositore al passaggio della corrente elettrica nel corpo.

Questa corrente viene emanata nel corpo attraverso l'applicazione di 4 elettrodi posti sulle mani e sui piedi.

La corrente (circa 50kHz) non viene avvertita dal soggetto sottoposto all'esame e passando nel corpo, viene misurata la differenza voltaica tra gli elettrodi: la diminuzione di questa è poi sfruttata per calcolare la percentuale di grasso corporeo.

Per utilizzare al meglio questa tecnica, è importante seguire alcune linee guida fondamentali per un corretto mantenimento del livello idrico nel corpo, in modo da evitare un'alterazione dei risultati:

  • pulire la pelle prima di applicare gli elettrodi
  • collocare gli elettrodi esattamente dove indicato dal macchinario utilizzato (l'applicazione può variare a seconda della casa produttrice)
  • evitare l'assunzione di farmaci, caffè o alcolici e tutto ciò che possa modificare lo stato idrico del corpo fino a 48 ore prima dello svolgimento del test per non alterarne il risultato
  • evitare di bere e mangiare nelle 4 ore precedenti il test
  • evitare attività fisica il giorno prima della valutazione per permettere all'organismo di presentarsi nel migliore stato di idratazione, avendo regolarizzato i livelli dopo l'allenamento
  • se effettuato sulle donne, tenere conto della fase del ciclo mestruale, in quanto può alterare lo stato di idratazione

Calorimetria

Tramite la calorimetria, è possibile misurare il dispendio energetico di un soggetto a riposo, ossia la quantità di calorie necessarie per lo svolgimento delle funzioni vitali.

Conoscere tale valore è fondamentale per poter impostare un programma alimentare adeguato alle esigenze della persona.

Molto spesso, una persona in sovrappeso riesce a diminuire di peso spendendo la stessa quantità di calorie rilevata dalla calorimetria e dunque pari al proprio metabolismo basale.

Esistono due tipologie di misurazione del metabolismo basale:

  • calorimetria diretta
  • calorimetria indiretta

Calorimetria diretta

Con questo test viene misurata la portata metabolica.

Al soggetto viene chiesto di effettuare l'attività fisica all'interno di una camera chiusa all'interno delle cui pareti scorre dell'acqua.

Il calore emanato dalla persona che si trova a svolgere l'esercizio fisico, viene riscaldato ed assorbito da quest'acqua.

Conoscendone il volume per minuto e il cambiamento termico dell'acqua prima, durante e dopo l'ingresso del soggetto è possibile calcolare la produzione di calore, tenendo conto, oltre che dell'aumento della temperatura dell'acqua, anche della quantità di sudore perso dal soggetto ed assorbito per evaporazione.

Calorimetria indiretta

Permette di valutare il consumo energetico tramite la misurazione dei cambiamenti di concentrazione di ossigeno e anidrite carbonica nei gas respiratori e di calcolare l'ossidazione dei substrati energetici (carboidrati, proteine e lipidi).

Le costanti su cui si basa questa tecnica, permettono di trasformare i litri di ossigeno in Kcal consumate.

Le costanti si ottengono dalle misurazioni effettuate all'interno di una "bomba calorica", uno speciale contenitore di metallo al cui interno è possibile consumare proteine, grassi e carboidrati, il tutto in un'atmosfera piena di ossigeno.

Questa "bomba", viene poi immersa nell'acqua e la sostanza alimentare viene ossidata ad CO2 e H2O, quando una scintilla elettrica provoca il processo d'incenerimento (E.T. Howley, B.D. Franks, 2006).

Tramite questo metodo si può calcolare la quantità di calore prodotta da carboidrati (4,0), proteine (5,6) e lipidi (9,0).

Quindi conoscendo quanto ossigeno è necessario per ottenere l'ossidazione di 1 grammo di lipidi, proteine e carboidrati, è possibile quantificare le Kcal prodotte con il consumo di 1 litro di ossigeno, ossia l'equivalente calorico dell'ossigeno che corrisponde a 5 Kcal di energia per ogni litro di ossigeno.

La misurazione tramite la calorimetria indiretta, può essere effettuata per mezzo di due metodologie:

  • spirometria a circuito chiuso: tramite la quale la persona in esame effettua un'inspirazione dell'ossigeno totale contenuto all'interno di un recipiente attraverso uno spirometro o una mascherina, mentre l'anidrite carbonica viene assorbita. Così facendo, si ha un calo della quantità di ossigeno all'interno dello spirometro proporzionale al consumo di ossigeno
  • spirometria a circuito aperto: è il metodo più adoperato per misurare sia il consumo di ossigeno che la produzione di anidrite carbonica. In questo caso, il soggetto respira aria atmosferica, e il consumo di ossigeno si calcola con la differenza tra la quantità di ossigeno inspirata e quella espirata, ottenendo così il consumo di ossigeno. Lo stesso procedimento è utilizzato per l'anidrite carbonica e questo permette sia di definire quale substrato sia stato utilizzato maggiormente durante l'esercizio sia definire quale sia il valore giusto da usare per calcolare l'equivalente calorico di un litro di ossigeno all'interno del dispendio energetico totale

Dexa

È utilizzata per la misurazione della densità ossea. Nonostante questa rappresenti la sua applicazione principale, viene anche applicata per valutare la composizione corporea.

Con questo esame, il soggetto viene sottoposto ad un emissione, seppur minima di raggi X, grazie ai quali si riesce ad ottenere la scansione dei 3 compartimenti principali del corpo, ossia il tessuto adiposo, il tessuto osseo e il tessuto muscolare.

Ognuno di questi compartimenti presenta una densità diversa, in particolare il grasso ha una densità inferiore rispetto agli altri due e per questo, al momento del passaggio dei raggi X, si può calcolare la percentuale di grasso corporeo, rispetto al peso totale, presente nella persona che si sottopone all'esame.

È sicuramente tra le valutazioni con la più bassa percentuale di errore (fino al 4,8%) ed è molto rapido nella sua esecuzione; inoltre non richiede dettagli sull'età, l'etnia o il peso del soggetto, ma nello stesso tempo la sua esecuzione e i costi elevati la rendono poco praticabile.

Infatti, le apparecchiature per eseguire la DEXA si trovano esclusivamente presso ospedali o centri clinici specializzati.