Obesità infantile
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Obesità infantile

L'obesità infantile è uno dei principali problemi che affligge i bambini in Occidente. È possibile prevenire l'obesità infantile? Quali comportamenti possono mettere in atto i genitori per evitarla?

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Obesità infantile

L'obesità infantile secondo i più esperti nutrizionisti, è il risultato di un bilancio energetico positivo prolungato nel tempo. Questo significa che il bambino introduce all'interno del proprio organismo più calorie di quanto ne consuma.

Un bambino può definirsi obeso, quando il suo peso supera del 20% quello ideale per sesso, età, peso ed altezza.

Un dato allarmante ci viene fornito dalle statistiche dove in Europa l'Italia si trova collocata nei primi posti per numero di bambini in sovrappeso, infatti, nel nostro paese un bambino su 4 risulta obeso.

I problemi a cui si incorre quando si è obesi da bambini e lo si continua ad essere anche da adulti, è l'esposizione a determinate patologie che interessano il sistema circolatorio (come ad esempio l'ipertensione arteriosa), muscolo scheletrico (ad es. artrosi) e metabolico (ad es. diabete mellito).

In aggiunta a questo, il bambino obeso può sviluppare un disagio psicologico dovuto al suo aspetto con conseguente vergogna e rifiuto della propria immagine, senza tralasciare il fatto che spesso diventa vittima di scherzi da parte dei compagni ed amici.

Questo disagio può inoltre contribuire all'instaurarsi del disturbo nel comportamento alimentare.

I principali fattori di rischio dell'obesità infantile, sono principalmente tre:

  • alimentazione: che può essere eccessiva, sregolata, frequente e cattiva
  • sedentarietà: derivata dall'utilizzo di mezzi per muoversi e spostarsi, dal troppo tempo trascorso davanti alla TV e ad i videogiochi, dal diminuito numero di uscite in luoghi all'aperto dove poter giocare
  • familiarità: di natura ereditaria, dovuta a fattori ambientali

La soluzione da adottare per prevenire l'obesità infantile, ci viene fornita dal Ministero della Salute attraverso il documento "Strategie di educazione alimentare e nutrizione", secondo cui bisogna abituare i bambini a:

  • 3 pasti regolari più 2 spuntini
  • evitare di premiarli con troppe merendine specialmente se ricche di zuccheri
  • non insistere nel farli mangiare a tutti i costi forzandoli anche quando sono sazi
  • limitare l'apporto proteico alternando carne, uova e formaggi e preferendo il pesce
  • abituarli ai giochi all'aperto ed all'attività fisica per bruciare calorie e per un corretto sviluppo fisico

Per quanto attiene l'attività fisica, per varie ragioni (mancanza di un'adeguata educazione fisica nelle scuole, la diffusione dei videogame, la scomparsa del gioco di strada) i bambini tendono a muoversi sempre meno. In questo modo vengono meno una serie di attività come correre, strisciare, saltare, dal rotolare, lottare, arrampicarsi, lanciare…: semplici attività motorie di base fondamentali per lo sviluppo armonico del bambino.

Spesso il gioco manca perché i genitori con troppa facilità rimproverano i propri figli mentre giocano, dicendo:

"stai fermo" "non ti muovere" "guarda la televisione, piuttosto"

Questo fa si che il bambino invece di essere attivo e dunque in movimento (con consumo di calorie), diventa passivo e pian piano inizia a diventare un "motore fermo" che riceve solo carburante (cibo).

Il gioco è importantissimo, è allenamento, aiuta a bruciare, a crescere e ad interagire con ciò che ci circonda.

Naturalmente il gioco non è solo questo, secondo Freud permette l'elaborazione e l'espressione di vissuti emotivi ed inconsci.

Inoltre giocare è un modo di tramandare e di acquisire nuove conoscenze complesse, anche quando non esplicitamente definite. Il gioco dunque può e deve essere inserito come metodo di allenamento, utile nella prevenzione dell'obesità infantile.

Secondo Weineck i vantaggi che ha il gioco come metodo di allenamento sono:

  • sviluppo delle capacità motorie e conoscenza delle possibilità personali e di quelle del compagno attraverso il reciproco adattarsi alle esigenze e capacità dell'altro
  • aumento delle interazioni tra i partecipanti perseguendo così obiettivi di socializzazione
  • focalizzazione dell'attenzione non solo su ciò che avviene nel proprio corpo, ma anche su quanto accade all'esterno
  • instaurazione di rapporti di collaborazione e di emulazione fra i partecipanti
  • motivazione dei soggetti alla partecipazione
  • stimolazione delle capacità creative se vengono incentivate soluzioni personali a problemi motori

Grazie all'allenamento gioco, sarà dunque possibile allenare sia le capacità condizionali che quelle coordinative.

La resistenza ad esempio può essere allenata attraverso dei percorsi con salite, discese, ostacoli, oppure cercando di afferrare un compagno con il gioco di "guardia e ladri".

Sarà possibile allenare la forza arrampicandosi, facendo giochi di lotta, oppure giocando con il "tiro alla fune". Si potrà allenare la rapidità attraverso le staffette, facendo lo "slalom tra i compagni".

Ma soprattutto sarà possibile allenare la coordinazione neuromotoria una tra le capacità che si sta sempre più perdendo.

Quindi attraverso l'allenamento gioco sarà possibile allenare correttamente in maniera ludica rispettando il corretto sviluppo fisico del bambino.

Il dovere più importante spetta dunque ai genitori che hanno il compito di abituare i bambini ad evitare le cattive abitudini alimentari, al troppo tempo davanti alla TV ed ai videogiochi, ma soprattutto devono porre l'attenzione all'ottenimento di obiettivi che si riferiscono al miglioramento dello stato di salute ed allo sviluppo armonico del bambino, consentendogli di giocare ed allenarsi attraverso un'estesa varietà di attività ludico-sportive per il conseguimento di risultati legati alla salute psicofisica.