Problematiche cardiovascolari
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Problematiche cardiovascolari

Rapporto tra allenamento e problemi cardiovascolari. Incidenza dell'obesità nelle malattie cardiovascolari

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Problematiche cardiovascolari

Nei soggetti in sovrappeso è frequente osservare problematiche cardiovascolari, che comportano disabilità.

La cardiopatia che colpisce con maggior frequenza questi individui è la cardiopatia ischemica, che consiste in un deficit temporaneo o persistente del flusso coronarico, che priva di ossigeno il tessuto muscolare cardiaco e può provocarne la morte per necrosi tissutale.

Tale deficit di ossigeno può essere rappresentato dalla riduzione assoluta del flusso coronarico, oppure dalla discrepanza tra flusso coronarico e fabbisogno miocardico di ossigeno.

cardiopatia ischemica
Ostruzione di un arteria per accumulo di colesterolo.

Nelle nazioni industrializzate, le patologie degenerative dell'apparato cardiocircolatorio si trovano collocate al primo posto tra le cause di mortalità.

L'imputato principale che determina questo tipo di problema è il colesterolo, infatti il suo accumulo determina il restringimento del lume vascolare, perdita di elasticità da parte dei vasi sanguigni e difficoltà di ossigenazione da parte dei tessuti.

Nei soggetti obesi, osserviamo spesso alti livelli di colesterolo e per tanto essendo che la sua azione a livello coronario espone a sofferenza cardiaca e ad  angina, è facile osservare nel lungo termine l'ostruzione completa con conseguente infarto del miocardio.

Il rischio di andare incontro a problematiche cardiache è favorito da errati stili di vita e da vari fattori di rischio che vengono distinti in:

  • fattori primari: come ad esempio il fumo, che agiscono direttamente nell'incrementare il rischio di andare incontro a problematiche cardiache
  • fattori secondari: come ad esempio lo stress, che quindi divengono significativi solo in presenza dei fattori primari
  • fattori modificabili: come ad esempio la sedentarietà e l'alimentazione, che quindi possono essere modificati da parte del soggetto
  • fattori immodificabili: come ad esempio l'ereditarietà, il sesso e l'età, che quindi non possono essere modificati da parte del soggetto

Ogni anno sono circa 130.000 i casi di ricovero per infarto del miocardio. Secondo Halhuber (1881) il rischio d'infarto cardiaco in un soggetto non allenato rispetto ad un soggetto allenato raddoppia, soprattutto dopo i 40 anni di età, mentre in un soggetto allenato anche dopo i 40 anni questo rischio rimane molto basso anche nei successivi 20-25 anni.

Nei casi di problematiche cardiache, il tipo di lavoro indicato risulta quello di resistenza. L'intensità di lavoro ottimale per l'apparato cardiocircolatorio secondo Strauzenberg (1979) va dal 60% all'80% del VO2Max.

I vantaggi di questo tipo di training possono essere riassunti nella tabella sottostante.

lavoro di resistenza in caso di problematiche cardiache
Da Mellerowicz e Franz 1981: Vantaggi dell'allenamento di resistenza.

Riuscire dunque ad allenarsi in maniera corretta, consente di avere un cuore più efficiente che lavora meglio spendendo meno e consentendo una longevità maggiore.

Anche se i soggetti obesi sono a più alto rischio di andare incontro a patologie cardiovascolari, si è visto attraverso lo studio di Blair che effettivamente non è proprio così, ma che tutto dipende dal tipo di allenamento a cui viene sottoposto il sistema cardiovascolare nel corso della vita.

Infatti come possiamo osservare dal suo studio del 1995, illustrato nella tabella sottostante, effettivamente i soggetti che svolgono attività fisica leggera, sono a più alto rischio di scontrarsi a queste problematiche rispetto a chi effettua un tipo di allenamento molto intenso, difatti il dato più importante che emerge dal suo studio, è che un soggetto con un peso definito ottimale (BMI tra 18,5-25) che svolge attività fisica a bassa intensità, ha un rischio molto più elevato di aumentare il rischio di mortalità per problematiche cardiovascolari, rispetto ad un soggetto definito obeso (BMI <30) che effettua un allenamento intenso.

grafico problematiche cardiache e tipologia di lavoro allenante
Da: "Changes in Physical Fitness and all-cause mortality a prospective study of healthy and unhealthy men", Blair 1995 mod.