Rischi dell'apparato locomotore
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Rischi dell'apparato locomotore

L'obesità è causa di seri problemi all'apparato locomotore: colonna vertebrale, anca, ginocchio, tibiotarsica. Perché l'eccesso di peso causa queste problematiche?

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Rischi dell'apparato locomotore

L'obesità e il sovrappeso rappresentano un rischio importante per lo sviluppo di molte patologie a livello metabolico e cardiovascolare, ma non solo. Infatti, l'eccesso di peso comporta una serie di problematiche che possono facilmente degenerare anche a carico dell'apparato locomotore.

Maggiore è il carico che ci si porta dietro, maggiori sono anche le situazioni di rischio che si possono incontrare: per una persona gravemente in sovrappeso o obesa anche l'esecuzione dei movimenti più semplici può divenire complicata e, per svolgerli,  vengono spesso assunte posture viziate nel  mantenimento della stazione eretta, nelle sedute e nella deambulazione, rendendo il soggetto più esposto a cadute accidentali con conseguente predisposizione al procurarsi fratture o danni articolari e muscolari.

La convivenza con un peso smisuratamente maggiore a quello per cui lo scheletro di un soggetto è predisposto a cause delle maggiori sollecitazioni porta  nel tempo a logorare i segmenti corporei molto più in fretta rispetto alle normali tempistiche indotte dai fisiologici processi d'invecchiamento.

A fronte di analisi accurate, emerge che l'organismo di una persona obesa risulti molto più invecchiata rispetto all'età biologica reale, sia dal punto di vista fisiologico che meccanico e questo dovuto all'usura provocata dal costante sovraccarico a cui il fisico è sottoposto.

Tutto il corpo risente quindi dell'eccesso di peso, ma alcune parti ne risultano più soggette di altre.

Colonna vertebrale

Da un punto di vista osteoarticolare, la zona che più frequentemente risente del sovrappeso è la colonna vertebrale, in particolare la zona lombare.

La conformazione fisica in questi soggetti cambia notevolmente, soprattutto in quest'area: la lordosi lombare, per l'aumento della porzione addominale, più soggetta all'accumulo di grasso viscerale, accentua la curva lombare (iperlordosi) e modifica l'assetto posturale globale creando dei compensi, sottoponendo la colonna ad un carico eccessivo e costante o, addirittura, in aumento, con conseguenti modifiche strutturali del rachide lombare e inevitabile comparsa, nel tempo, di algie e limitazioni funzionali, esponendolo al rischio di fratture vertebrali, protusioni ed ernie discali.

Anca

La degenerazione articolare dovuta al carico in eccesso, porta alla formazione di coxoartrosi.

La coxoartrosi è la degenerazione della cartilagine articolare a livello dei due capi articolare dell'anca, testa del femore e acetabolo.

L'usura di questa cartilagine porta nel tempo al contatto diretto osso con osso, i quali reagiscono addensandosi e provocando la formazione di osteofiti.

Con la formazione dell'artrosi, si modifica anche l'assetto posturale delle anche, le quali tendono a semiflettersi e a ruotare all'esterno, anche a causa dell'ispessimento della capsula articolare e della retrazione muscolare, in deambulazione, degli extra rotatori, con conseguente limitazione funzionale dei movimenti di rotazione interna.

Il dolore in presenza di coxoartrosi si manifesta a livello inguinale e sulla parte anteriore della coscia e si presenta  soprattutto in carico, mentre tende a scomparire in situazioni di riposo.

Ginocchio

Come per l'anca, anche in questo caso si tratta di deterioramento cartilagineo, con conseguente esposizione al contatto tra i condili femorali e il piatto tibiale. Il ginocchio è un'articolazione sottoposta a continua mobilità e per questo il logorio dei suoi capi articolari può essere molto rapido.

Particolarmente esposte a questa patologia risultano essere le donne, maggiormente predisposte al valgismo e quindi ad una già presente disfunzione da parte dei carichi a cui è sottoposta l'articolazione.

In situazioni di sovrappeso, l'accentuazione del ginocchio in valgo aumenta notevolmente e, di conseguenza, la formazione di artrosi.

Anche in questo caso, il dolore si presenta in carico e scompare a riposo, ma nel tempo può diventare costante.

Tibiotarsica

È l'articolazione che più risente dei carichi a cui è sottoposto l'organismo, specie in una situazione nella quale gli scarichi delle forze sono modificati per alterazioni posturali e in cui alla forza di gravità si va ad aggiunge il peso in eccesso.

Comunemente, in condizioni di sovrappeso, il calcagno tende a valgizzarsi, come il ginocchio, pronando l'avampiede all'interno  e portando la volta plantare a cedere, provocando piattismo: il piede piatto comporta la riduzione o la perdita totale dell'arcata plantare dovuta dal cedimento dei muscoli deputati al sostegno della stessa, i quali soccombono sotto il peso del corpo.

Le conseguenze, sono un appoggio scorretto del piede nella deambulazione che porta la degenerazione, dal basso verso l'alto, a tutte le problematiche sopraelencate, le quali trovano nel piede il primo punto in cui le informazioni vengono rilevate dal contatto con il suolo e mandate al resto del corpo.

Quindi, se le informazioni sono sbagliate, sbagliata sarà anche la ripartizione ai vari distretti corporei, i quali si adatteranno, scorrettamente, e radicheranno l'instaurarsi di situazioni patologiche degenerative.

La perdita di peso, è tra le prime risoluzioni dei problemi articolari, poiché minore è il loro sovraccarico, minore sarà l'usura a cui verranno sottoposte.