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Test di mobilità articolare (Test di Kendall)
La mobilità articolare, caratteristiche ed elementi che la determinano, il test di Kendall per la sua misurazione e valori di riferimento
Test di Kendall
La mobilità articolare rappresenta la capacità di utilizzare la massima escursione articolare possibile, nei limiti fisiologicamente imposti dalle articolazioni, dai muscoli e dalle strutture tendinee(1).
E’ una capacità che involve rapidamente se non costantemente sollecitata.
E’ a vario titolo importante in pressoché tutte le discipline sportive, diviene fondamentale in particolari specialità (es. ginnastica) e nelle discipline che prevedono movimenti precisi e controllati.
Ai benefici strettamente dipendenti dalla mobilità articolare, quali l’armonia del gesto atletico, si sommano quelli inerenti l’espressione della forza e della rapidità, e dell’economia del gesto stesso. Ragion per cui, il suo allenamento, dovrebbe essere tenuto in gran considerazione, esattamente quanto altre fasi del lavoro di preparazione. Questa regola vale anche per discipline in cui, l’allungamento muscolare, appare come situazione non prioritaria, ossia le discipline di forza o che puntano all’ipertrofia (es. body building). L’esecuzione di esercizi di stretching infatti contrasta l’accorciamento del ventre muscolare, tipica conseguenza di tali attività sportive.
Pertanto, se è vero che pur con adeguato allenamento, l’incremento della mobilità articolare sarà comunque modesto, le ragioni di una sua sollecitazione rientrano soprattutto nell’ottimizzazione del fisiologico grado di mobilità, e nel contrastare le nefaste conseguenze di una muscolatura accorciata.
Sempre a onor del vero occorre citare gli ultimi dati che la letteratura ci fornisce in merito allo stretching. Nel corso degli anni si è infatti passati da un’enfatizzare tale pratica, sino a confutarne i presunti benefici. I detrattori dello stretching riferiscono infatti che l’allungamento muscolare non avrebbe influenze nella riduzione di traumi e dolore muscolare(2),(3).
Il test proposto(4) consente di valutare il grado di mobilità articolare globale dei muscoli posteriori del busto e degli arti inferiori (sacrospinali, ischiocrurali e surali).
E’ un test che sfrutta la forza di gravità per agevolare il massimo allungamento, pertanto il dato rilevato sarà quello della mobilità articolare passiva(5), ossia il grado di mobilità raggiungibile con l’intervento di forze esterne di qualsiasi tipo, ivi compresa la forza di gravità.
La mobilità articolare passiva è il massimo livello di mobilità raggiungibile da un individuo in un determinato distretto anatomico.
L’esecuzione del test è molto semplice. Viene richiesto, al soggetto esaminato, di disporsi su un gradino o altro piano rialzato.
Da questa posizione di partenza, a piedi leggermente divaricati e con le ginocchia completamente estese, gli si domanda di portarsi in basso con una flessione anteriore del busto.
A questo punto bisognerà misurare la distanza fra la punta delle dita della mano ed il livello dei piedi.
Naturalmente il soggetto potrà superare tale livello, o restare diversi cm al di sopra, in virtù della soggettiva mobilità articolare.
La posizione dev’essere raggiunta senza "molleggiare" e deve poter essere mantenuta almeno per un paio di secondi.
Misureremo i cm di distanza fra estremità della mano ed estremità del piede. Se le estremità giungono a toccarsi occorre assegnare il valore “0”. Se si superano i piedi, occorre misurare di quanti centimetri, e assegnare un valore positivo (es.: + 1, +2, +3 ecc. a seconda del numero di centimetri rilevati).
Se non si raggiungono le dita dei piedi, misurare quanti centimetri intercorrono fra le dita della mano e il piano di appoggio. In questo caso assegneremo un valore negativo (-1, -2, -3 ecc.) corrispondente ai centimetri di distanza.
Sarà ora possibile attribuire una valutazione al test:
- Per soggetti di sesso maschile di età compresa fra 25 e 34 anni:
- da + 8 a + 15, prestazione ottima e al di sopra della media
- da + 7 a 0, prestazione buona ed entro la media
- da -1 a – 9, prestazione scarsa e al di sotto della media
- oltre – 9, prestazione decisamente scarsa e al di sotto della media
- Per soggetti di sesso femminile di età compresa fra 25 e 34 anni:
- da + 11 a + 15, prestazione ottima e al di sopra della media
- da + 10 a + 1, prestazione buona ed entro la media
- da 0 a – 8, prestazione scarsa e al di sotto della media
- oltre – 8, prestazione decisamente scarsa e al di sotto della media
E’ evidente che, avendo a disposizione una scala di riferimento, potremo valutare la mobilità articolare di molteplici distretti corporei, del soleo, dell’ileo psoas, del quadricipite femorale ecc.
(1) De Pascalis P. A scuola di fitness, Ed. Calzetti – Mariucci, Perugia, 2006
(2) Albrecht K,, et Al., Das Expertenhandbuch. Grundlagen fur Trainer und Sportler, Heidelberg, Haug Verlag, 1999.
(3)Johannsson P.H., et Al. The effects of preexercise stretching on muscular soreness, tenderness and force loss following heavy eccentric exercise, Scandinavian Journal of Medicine and Science in Sports, 9, 1999,9,219-225
(4) Kendall et al., 1988
(5) Harre D., TrainingsIehre, ed. Sportverlag, Berlino, 1976
Tratto da: Personal trainer, come sceglierlo come diventarlo, di De Pascalis Pierluigi, ed. Calzetti Mariucci.






