Articolazioni, legamenti, matrice fasciale
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Articolazioni, legamenti, matrice fasciale

La matrice fasciale integra i modelli di movimento dell'intero corpo, reindirizzando lo stress e fornendo la struttura dinamica, difatti migliora le qualità contrattili dei muscoli.

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Articolazioni,  legamenti, matrice fasciale

"Quando i muscoli non riescono a funzionare bene, provocano uno stress innaturale sulle articolazioni. Le sollecitazioni innaturali causano microtraumi e usura, e la conseguente rigidità articolare darà un feed-back povero creando una maggiore domanda sul sistema muscolare." (49) Possiamo affermare quindi che articolazioni danneggiate possono causare inibizione e squilibri muscolari. Molto spesso la rigidità muscolare viene causata da lesioni o dalla mancanza di attività, come avviene per esempio in età senile. Questa rigidità può produrre affaticamento muscolare e sforzo muscolare, non riconoscendo che lo stile di vita e le attività possono compromettere la natura elastica del corpo. I legamenti, invece, forniscono "l'integrità di base all'articolazione e alla capsula articolare" (Cook, 2011). Legamenti e capsule articolari circondano e racchiudono l'articolazione per isolarla come una singola unità, all'interno c'è la presenza di un fluido che permette di nutrire e lubrificare le superfici cartilaginee, che sono vicine ma non si crea attrito. I legamenti non hanno solo un ruolo di meccanico, ma forniscono anche un feedback. "Non hanno le capacità contrattili del tessuto muscolare, ma possono influenzare notevolmente le capacità contrattili dei muscoli che li circondano." (50)

Possiamo affermare di conseguenza che, i recettori del legamento possono favorire o inibire i muscoli come parte del comportamento riflesso, che avviene al di sotto del livello del controllo cosciente. Quando un legamento viene sollecitato automaticamente genera segnali per ridurre lo stress. Questo meccanismo viene spiegato da G. Cook, il quale afferma che ciò avviene facilitando l'azione di muscolo agonista (muscolo disposto o allineato per ridurre potenzialmente lo stress dei legamenti) per proteggerlo e inibendo l'azione del muscolo antagonista (muscolo disposto o allineato per aumentare potenzialmente lo stress dei legamenti), che potrebbe danneggiarlo. (51) I legamenti quindi, mantenendo l'integrità articolare, si auto-proteggono. Quando uno stress a livello muscolare è troppo intenso, invece avviene la lacerazione del tendine. Ma anche la fatica e schemi di movimento poveri contribuiscono a molte lesioni dei legamenti. Come i muscoli, anche legamenti e articolazioni interagiscono con il nostro sistema nervoso dando informazioni sulla posizione articolare, sulla direzione e sulla velocità di movimento. Essi non si limitano solo a proteggere e stabilizzare un'articolazione. Attraverso l'allenamento di un sano movimento "autentico", è possibile creare corpi agili e forti che si piegano meglio di corpi rigidi e deboli.

La matrice fasciale

"I tessuti fasciali sostengono e collegano la disposizione delle parti in movimento in tutto il corpo." (52) Da quest'affermazione possiamo bene capire come i tessuti fasciali, a differenza dei legamenti, non si limitano a legare insieme una singola articolazione, ma si estendono come una rete tridimensionale lungo tutto il corpo, dalla testa ai piedi. La matrice fasciale integra i modelli di movimento dell'intero corpo, reindirizzando lo stress e fornendo la struttura dinamica, difatti migliora le qualità contrattili dei muscoli. Questa rete, quindi, crea sinergia e sostegno. Questa matrice fasciale viene denominata "Anatomy Trains" (Thomas Myers, 2001). Il sostegno viene originato dal fatto che parte della rete fasciale contiene il muscolo all'interno di una guaina, che crea pressione contro il muscolo, creando un effetto idraulico. Dobbiamo, inoltre, fare una distinzione tra fascia superficiale e profonda.

Fascia Superficiale : permette ai muscoli di contrarsi scorrendo sotto la pelle.

Fascia Profonda : ha il compito di sincronizzare l'azione delle unità motorie poste in parallelo e che attuano lo stesso movimento o l'azione di più muscoli che attuano lo spostamento di un arto nella stessa direzione.(53)

Queste strutture in definitiva forniscono la tensione e il sostegno in tutte le linee di movimento naturale e funzionale e durante la sollecitazione. Poiché le linee si estendono per tutto il corpo, l'influenza sulla contrazione di un muscolo può essere efficacie nel sostenere un'altra parte del corpo, costruendo un rapporto meccanico tra i muscoli. "Il sistema fasciale crea così un supporto strutturale molto dinamico cosi come il sistema scheletrico crea un sostegno strutturale statico. Il sostegno statico del sistema scheletrico è costante ed è il tessuto più rigido per gli standard del movimento funzionale. Il sistema fasciale può diventare duro e rigido in alcuni modelli e consentire libertà di movimento in altri." (54) Concludiamo dicendo che quindi, A volte il ruolo è di supporto e, talvolta, il ruolo è flessibile. Le sue dinamiche intrinseche integrano lo scheletro fornendo quel qualcosa in più dove serve e quando si ha il suo bisogno in diversi settori all'interno di differenti schemi di movimento in momenti diversi.

  • 49Cfr. G. Cook (2011), Movement: Functional Movement Systems: Screening, Assessment, Corrective Strategies. Lotus Pub. (September 1, 2011)
  • 50Cfr. G. Cook (2011), Movement: Functional Movement Systems: Screening, Assessment, Corrective Strategies. Lotus Pub. (September 1, 2011)
  • 51Cfr. G. Cook (2011), Movement: Functional Movement Systems: Screening, Assessment, Corrective Strategies. Lotus Pub. (September 1, 2011)
  • 52Cfr. G. Cook (2011), Movement: Functional Movement Systems: Screening, Assessment, Corrective Strategies. Lotus Pub. (September 1, 2011)
  • 53Cfr. L. Stecco e A. Stecco (2010), Manipolazione Fasciale – Parte Pratica. PICCIN. (2010)
  • 54Cfr. G. Cook (2011), Movement: Functional Movement Systems: Screening, Assessment, Corrective Strategies. Lotus Pub. (September 1, 2011)