Dalla comprensione del movimento al movimento funzionale
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Dalla comprensione del movimento al movimento funzionale

Lineamenti di teoria e metodologia del movimento umano. Maria Vittoria Meraviglia, Complessità del movimento. Kurt Meinel, Teoria del movimento.

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Dalla comprensione del movimento al movimento funzionale

L'allenamento funzionale sta rivoluzionando il modo di allenarsi. Questa metodologia coordina la parte superiore con quella inferiore e il lato destro con quello sinistro. Questo "nuovo" approccio porta a numerosi benefici come il miglioramento della mobilità e della stabilità del proprio corpo, oltre che della coordinazione, in più vengono coinvolti più gruppi muscolari insieme quindi ci si allena con un'intensità maggiore ed infine c'è la cosiddetta attivazione del "core", la zona centrale del nostro corpo che sostiene la postura e protegge la colonna vertebrale. Equilibrio e simmetria sono il risultato, anche perché il "Functional Training" punta sulla qualità dell'esercizio, che avrà sempre la priorità sulla quantità. Migliorando, difatti, la qualità del movimento sarà ottimizzato oltre che l'effetto, anche la funzionalità dell'esercizio stesso. Questo lavoro di tesi verterà sulla valutazione funzionale del giovane calciatore attraverso il Functional Movement Screen (FMS), metodo ideato da Gray Cook e Lee Burton. Questo è il primo sistema di valutazione funzionale standardizzato sulla qualità del movimento generale del corpo umano. L'F.M.S. è un'analisi completa che valuta la qualità degli schemi motori fondamentali, per identificare limiti e asimmetrie del soggetto. Ricordiamo che, come affermò Karl Bobath, "il corpo riconosce i movimenti, non i muscoli". Un programma di allenamento costruito su azioni che non si verificano durante il gioco, e non attorno ad una valutazione funzionale e a gesti tecnici e azioni sport-specifici, è del tutto poco utile. L'obiettivo, quindi, dovrebbe essere quello di stilare un programma di allenamento che ricalchi le esigenze FISICO-MOTORIE-SITUAZIONALI della disciplina praticata. La valutazione funzionale del giovane calciatore serve di conseguenza a programmare in maniera individualizzata gli interventi cui sottoporre l'atleta per un duplice scopo: migliorare la performance e prevenire gli infortuni. L'approccio "Funzionale" ha lo scopo di riprodurre situazioni simili alla gara ed è per questo che sarà di fondamentale importanza conoscere il modello prestativo dello sport-specifico, riproducendo i gesti effettuati con maggior frequenza durante la prestazione. Questo sarà possibile solamente attraverso esercitazioni che allenino i muscoli nello stesso modo in cui vengono utilizzati. Questo vale per ogni attività e soprattutto per ogni età, dai più giovani agli anziani. In questo lavoro di tesi saranno approfonditi i concetti legati al "Functional Training", che prevede un insieme di movimenti integrati multiplanari che coinvologono: accelerazione, decelerazione e stabilizzazione delle articolazioni con la finalità di migliorare l'abilità dei movimenti, l'efficienza neuromuscolare e la forza dei muscoli stabilizzatori del Core o nucleo addominale, zona dalla quale si originano tutti i movimenti (ogni azione motoria è core-centrica). Come detto, l'approccio funzionale mira al miglioramento del movimento e non al potenziamento del "singolo" muscolo. Esso coinvolge intere catene muscolari, riproducendo tutte le caratteristiche dell'azione motoria. Valutazione e allenamento funzionale costituiscono, quindi, una nuova architettura che va oltre l'anatomia, che vede il corpo come una semplice figura fatta da inserzioni distali, prossimali e di singole azioni muscolari. Il corpo, nell'ottica funzionale, viene visto come una vera e propria tensostruttura, tenuta insieme un rapporto di spinta e trazione che si viene a costituire tra elementi fissi ed elementi tiranti. L'azione di una parte del corpo, di conseguenza, influenzerà anche altre zone del corpo più distali. Si viene a creare una nuova grammatica del movimento, molto più completa e che si avvicina maggiormente alla realtà. Il tutto porterà ad avere oltre che un beneficio meccanico, anche un notevole guadagno in termini di tempo.

DALLA COMPRENSIONE DEL MOVIMENTO AL MOVIMENTO FUNZIONALE

Che cos'è il movimento? Le definizioni di movimento sono tantissime, ma quella più completa è ritenuta come una tra le più importanti funzioni organiche dell'uomo. La vita dell'uomo si manifesta attraverso il movimento e non solo quando ci spostiamo nello spazio (camminiamo, corriamo, ecc.) ma anche quando provvediamo ai nostri bisogni essenziali come il mangiare o il bere. (1) E' proprio il movimento, difatti, che permette all'uomo di adattarsi all'ambiente che lo circonda. Esso viene programmato, controllato e regolato da un complesso di sistemi motori in stretta connessione tra loro. In questi ultimi anni gli stili di vita sono diventati troppo spesso sedentari e tali abitudini promuovono atteggiamenti posturali del tutto scorretti. Come afferma Gray Cook, per comprendere le necessità di una cultura che ha bisogno di muoversi in modo migliore, è necessario capire le sue intenzioni (Cook, 2011) (2). Molte attività da noi svolte durante la vita quotidiana, come per esempio guardare la televisione, stare al pc, gran parte delle attività lavorative, guidare, sono caratterizzate, in effetti, da atteggiamenti posturali scorretti del corpo che causano squilibri muscolari ed in particolare rigidità e ipotonia muscolare, ovvero una riduzione dello "stato costante" di contrazione muscolare a riposo o in movimento, che viene indotto dai sarcomeri (unità contrattili del tessuto muscolare striato) e dai fusi neuromuscolari (recettori muscolari). La rigidità è caratterizzata da una perdita di elasticità e contrattilità della muscolatura, invece lo scarso tono muscolare è caratterizzato dalla perdita di forza muscolare. È stato sperimentato che questi movimenti, o meglio l'assunzione di posture scorrette siano la causa sovente di dolori muscolari e articolari, ed inoltre se questi atteggiamenti vengono reiterati e mantenuti per tempi molto lunghi possono causare in più delle retroazioni delle catene muscolari che determineranno disfunzioni o dimorfismi. Questo avviene perché i muscoli del corpo sono organizzati in catene.

Le catene muscolari, infatti, vengono definite da Mèzières come "un insieme di muscoli poliarticolari e con la stessa direzione, che si succedono scavalcandosi, e ciò senza soluzione di continuità, come le tegole di un tetto" (Mèzières, 1947). Con questo termine quindi, Mèzières ci fa capire che i muscoli sono collegati tra loro attraverso delle strutture fasciali, dove la contrazione di un muscolo influenza lo stato di tensione di tutti gli altri. L'autrice individuò due tipi di catene muscolari, "le catene muscolari statiche, utilizzate per assumere la postura statica, composte da muscoli corti, ricchi di tessuto connettivo e innervati da formazioni nervose che li rendono adatti a resistere al movimento, e le catene muscolari dinamiche, responsabili delle posture dinamiche e del movimento, formate, invece, da muscoli lunghi innervati da fibre nervose adatte ad attuare il movimento." (3)

In una società come questa, di conseguenza, la maggior parte dei giovani e dei bambini ha perso le possibilità ed aggiungerei anche la voglia, di muoversi in ambienti naturali in cui sarebbero obbligati a giocare attraverso i movimenti naturali, fondamentali per una corretta postura. Il termine postura è strettamente collegato al concetto di movimento. Viene definita difatti come "la posizione del corpo nello spazio e la relazione spaziale tra i segmenti scheletrici con finalità di mantenimento dell'equilibrio (funzione antigravitaria) sia in condizioni statiche che dinamiche, che comprende fattori neurofisiologici, biomeccanici, psicoemotivi e relazionali correlati a fattori con carattere evolutivo." (4)

Le posture quindi, non sono altro che delle situazioni apparentemente statiche del corpo, che differiscono dagli schemi motori, che invece comportano una variazione di postura e permettono una traslocazione nello spazio. (5) Possiamo affermare (Mézières, 1947) di conseguenza che una postura corretta, ed un corretto allineamento del corpo favoriranno anche il suo funzionamento ottimale. Alcune discipline (come l'osteopatia) danno una notevole importanza alla postura del soggetto sportivo, sia per quanto riguarda la ricerca della prestazione, ma soprattutto per quanto concerne la cura e la prevenzione di infortuni. Pian piano ci stiamo avvicinando al concetto di movimento funzionale e quindi anche di "Functional Training" (o Allenamento Funzionale). I movimenti naturali ai quali si faceva riferimento in precedenza sono quelli concernenti le varie parti del corpo (testa, tronco, spalle, arti superiori e inferiori) e sono:

  • Abduzione e adduzione
  • Flessione ed estensione
  • Torsione
  • Oscillazione
  • Slancio
  • Elevazione e abbassamento
  • Stimolo
  • Supinazione e pronazione
  • Inclinazione

L'uomo si muove da millenni, ma nel corso del tempo ha modificato le sue abitudini, il suo "stile di vita" ed anche il suo modo di muoversi. È rilevante il fatto che l'uomo primitivo usasse tutti questi movimenti naturali, fondamentali per la sua sopravvivenza, li usava per esempio per andare a caccia e poi per coltivare direttamente i suoi terreni. Con il passare dei millenni le società cambiavano, l'uomo entrava nelle industrie e negli uffici e fino a qualche anno fa, tutti questi movimenti venivano "allenati" quotidianamente da parte di ogni bambino in maniera molto ludica, per esempio attraverso i giochi popolari che venivano svolti "per strada" o in ambienti naturali. Il calciare, l'arrampicarsi, lo strisciare, il rotolare, ecc erano movimenti che erano eseguiti, quasi giorno per giorno e permettevano al corpo di svilupparsi e crescere nel modo migliore, abituando il sistema muscolo-scheletrico e nervoso a tali atti motori. Oggigiorno invece, soprattutto nelle società ultra sviluppate, quasi tutti questi movimenti vengono abbandonati fin da subito e quindi devono essere proposti nuovamente. Questo ha provocato l'insorgere di disfunzioni del movimento.

L'allenamento funzionale nasce in seguito a questo ragionamento. Un povero background motorio e gli squilibri che ne conseguono si ripercuotono sull'attività sportiva dell'atleta. La coordinazione e un efficiente meccanismo di compenso posturale hanno un ruolo fondamentale nello sport per supportare o sopportare tutti quei movimenti ripetitivi, tipici della disciplina, che altrimenti ridurrebbero la soia o tolleranza di tessuto muscolare all'infortunio (aumentandone esponenzialmente il rischio). Il concetto di coordinazione motoria è altrettanto importante e letteralmente significa "ordinare insieme". Ma sostanzialmente cosa viene ordinato insieme? Possiamo affermare (Foerster, 1992) che la coordinazione è "l'ordinamento, l'organizzazione delle azioni motorie in vista di un determinato scopo o obiettivo". Ordinamento vuol dire armonizzare tutti i parametri motori nel processo attuale d'interazione tra l'atleta e la relativa situazione ambientale (6).

  • 1Cfr. F. Casolo (2004), Lineamenti di teoria e metodologia del movimento umano. VITA E PENSIERO, Milano (2004)
  • 2Cfr. G. Cook (2011), Movement: Functional Movement Systems: Screening, Assessment, Corrective Strategies. Lotus Pub.
  • 3Cfr. De Col Erio (2001), La ginnastica per il mal di schiena. Edizioni mediterranee (2001)
  • 4Cfr. Maria Vittoria Meraviglia (2005), Complessità del movimento. Franco Angeli (2005)
  • 5Cfr. F. Casolo (2004), Lineamenti di teoria e metodologia del movimento umano. VITA E PENSIERO, Milano (2004)
  • 6Cfr. Kurt Meinel, Teoria del movimento. Abbozzo di una teoria della motricità sportiva sotto l'aspetto pedagogico. Rielaborazione di "Bewegunsler" (1977). Editore Società Stampa Sportiva, Roma (2000)