Differenze e similitudini tra RSA e corsa intermittente
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Differenze e similitudini tra RSA e corsa intermittente

Allenamento RSA (Repeated Sprint Ability) e allenamento intermittente presentano affinità ma anche fondamentali differenze. Analisi delle principali differenze tra RSA e esercizi intermittenti

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Differenze e similitudini tra RSA e corsa intermittente

Uno sport di squadra, come può essere il calcio, è considerato come un'attività formata da una successione d'esercizi intermittenti complessi. Infatti, nel corso di una partita i giocatori effettuano circa 1400 attività differenti, principalmente di durata breve. Ogni 4-6 secondi il giocatore cambia attività, tra queste sono presenti sprint (10 a 20 ripetizioni) e corsa ad alta intensità (ogni 70 secondi), percorrendo durante la partita una distanza totale che varia tra i 10 e i 12 chilometri1. Inoltre è stato evidenziato che per essere performanti il giocatore di calcio debba sviluppare un'ottima capacità a ripetere gli sprint2.

Oltre agli sport di squadra (come calcio, basket ecc), anche gli sport da racchetta (tennis, squash, badminton) possono essere considerati come una successione di sforzi intensi e ripetuti3.

La RSA (Repeated Sprint Ability) viene definita come la capacità di eseguire e ripetere degli sprint brevi (10 secondi), alternati a fasi di recupero di breve durata (durata massima 60 secondi), mentre gli esercizi intermittenti brevi alternano alla fase di lavoro fasi di recupero più lunghe che variano da 30 a 300 secondi4.

Quindi una delle differenze tra queste due modalità d'esercizio, consiste nel fatto che durante un lavoro di RSA il recupero non consenta di mantenere la velocità d'esecuzione costante durante le ripetizioni, mentre nell'esercizio intermittente il recupero è tale da permettere di mantenere costante la velocità sulla totalità dell'allenamento (figura 6).

I fattori che influenzano la fatica durante un esercizio di sprint ripetuti, quindi che limitano la performance, come durata dello sforzo, durata ed intensità del recupero, sono gli stessi degli esercizi intermittenti. Dunque quello che differisce tra queste due modalità d'esercizio è l'intensità di corsa, che nell'esercizio intermittente è pari al 100-120% della VAM e nella RSA è uguale alla massima velocità di corsa.

Da un punto di vista fisiologico, il contributo energetico negli ultimi sforzi di un allenamento della RSA è paragonabile a quello ottenuto durante un esercizio intermittente4.

Eseguire allenamenti ad alto volume di esercizi intermittenti lunghi ad intensità media (~85%VO2max), provoca gli stessi effetti di un allenamento a basso volume di sprint ripetuti eseguiti alla massima intensità (~180%VO2max). Infatti in entrambi i casi c'è un aumento simile dell'attività dei marker della biogenesi dei mitocondri5.

Infatti paragonando un programma d'allenamento di 4 settimane con 3 sedute settimanali, di sprint ripetuti (G1: 3 a 5 ripetizioni x 30 secondi corsi alla massima velocità, alternati a 4 minuti di recupero), ad uno con esercizi intermittenti (G2: 6 a 10 ripetizioni x 30 secondi corsi al 125% della massima velocità aerobica, alternati a 2 minuti di recupero), si nota che in entrambi i gruppi si ottiene miglioramento del VO2max (G1: 48% vs G2:54%) e della potenza massimale al Wingate Test (G1:10,3% vs G2: 7,3%).

Dunque possiamo affermare che in entrambi i gruppi abbiamo ottenuto un miglioramento della capacità aerobica ed anaerobica6. Inoltre è stato riscontrato che la capacità di un atleta a ripetere degli sprint è direttamente collegata al miglioramento della componente aerobica, a seguito di un programma d'allenamento costituito da esercizi intermittenti lunghi e brevi ad un'intensità che va dal 90% al 115% della VAM7.
Questa relazione tra RSA ed esercizi intermittenti, è meno evidente nei ciclisti molto allenati8.

Prendendo in considerazione un lavoro di RSA costituito da 15 ripetizioni sui 40 metri alternate a 25 secondi di recupero, si è notato che nel corso delle ripetizioni c'è una diminuzione della velocità di corsa, ma c'è la fase II della cinetica del VO2 aumenta. Quest'adattamento consente di limitare la riduzione delle riserve di PC e di velocizzare la risintesi di MbO2. Quindi è possibile affermare che il VO2max e la VAM sono correlati alla performance degli sprint ripetuti (r=0,70, p<0,05) e non alla velocità massima dei soggetti (r=0,26, p<0,05)9.

anatomia della scapola, figura 1
Effetto della durata del recupero sulla velocità durante uno sforzo massimale di 4 secondi intervallato con un recupero di 2 minuti "intermittent sprint" o di 30 secondi "repeated sprint"10