I legamenti spinali
NonSoloFitness: divulgazione, formazione, consulenza
Corsi di formazione Corsi di formazione per Personal Trainer, Istruttori Fitness
06 40403925

I legamenti spinali

Cosa sono i legamenti? Descrizione, analisi del ruolo e della funzione dei legamenti annessi al pilastro anteriore ed a quello posteriore. Problematiche connesse allo stiramento dei legamenti

Autore:
Ultimo aggiornamento:

Elementi fibro-legamentosi che mantengono la stabilità e permettono la mobilità del rachide, assicurando la connessione tra le vertebre.

Il compito dei legamenti è quello di limitare la mobilità del rachide sviluppando tensione passiva in grado di opporsi, insieme all'azione muscolare, ai momenti esterni prodotti da forze come la gravità o l'inerzia.

I legamenti, come altri tessuti biologici (i muscoli ad esempio), quando sono sottoposti a carichi di trazione manifestano un comportamento meccanico di tipo visco-elastico. Se lo stiramento è rapido si comportano come molle sviluppando una tensione direttamente proporzionale all'allungamento subito. Se lo stiramento è lento e duraturo si verificano fenomeni, di creep e stress-relaxation in cui si viene a perdere la proporzionalità fra allungamento e tensione sviluppata dal legamento, che andrà deformandosi e lacerandosi anche con minime forze di tensione.

Annessi al pilastro anteriore troveremo:

  • Legamento longitudinale anteriore: il quale decorre dalla base del cranio al sacro, rivestendo la faccia anteriore dei corpi vertebrali e dei dischi intervertebrali, limita l'estensione della colonna e rinforza la porzione anteriore dell'anello fibroso
  • Legamento longitudinale posteriore: si estende dalla base del cranio al sacro, la faccia anteriore del legamento aderisce alla faccia posteriore dei corpi vertebrali e ai dischi, mentre quella posteriore entra in contatto con la dura madre; limita la flessione della colonna e rinforza la porzione posteriore dell'anello fibroso

Annessi al pilastro posteriore troveremo diversi legamenti che assicurano la connessione tra due archi adiacenti, i processi spinosi e le apofisi trasverse delle vertebre contigue:

  • Legamenti gialli: sono fasci spessi e resistenti, contengono il maggior numero di elastina di tutto il corpo, si dipartono dalla lamina vertebrale sottostante e terminano sulla faccia interna della lamina soprastante. Tali legamenti, insieme al legamento interspinoso e sopraspinoso limitano la flessione della colonna soprattutto nella regione lombare
  • Legamenti intertrasversari tesi fra i tubercoli accessori dei processi trasversi: particolarmente sviluppati nel tratto lombare, limitano la flessione laterale della colonna
  • Legamenti ileo-lombari gli unici legamenti estrinseci della colonna lombare: originano dai processi costi formi delle ultime vertebre lombari fino alla cresta iliaca. Sono costituiti da due fasci: il fascio superiore (ileo-trasversario lombare superiore) origina dal processo della 4° lombare e si porta in basso in fuori e indietro inserendosi sulla cresta iliaca; il fascio inferiore (ileo-trasversario lombare inferiore) dal bordo inferiore del processo costi forme della 5° lombare e si inserisce sulla cresta iliaca davanti al precedente. Questi legamenti limitano i movimenti della cerniera lombosacrale. Nella inclinazione laterale della colonna si tendono da lato 14 della convessità, nella flessione si tende il superiore e si detende l'inferiore, nell'estensione si tende l'inferiore e si detende il superiore

Come già accennato sopra, quando i legamenti vengono sottoposti a stiramenti troppo prolungati possono andare incontro a fatica e a perdita di sensibilità. Questo stato di cose può comportare dolore diffuso e costante (lombalgia).

Questi da soli non riescono però a mantenere e limitare i movimenti della colonna vertebrale, il giusto equilibrio nella corretta postura è garantito dal supporto delle sinergie muscolari, cioè dalle catene cinetiche.