Fegato: anatomia e funzione
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Fegato: anatomia e funzione

Anatomia del fegato, ruolo e funzione di: arteria epatica, vie biliari, coledoco, dotto cistico. Gluconeogenesi, glicogenolisi, sintesi di glicogeno: i processi del metabolismo dei carboidrati

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Il fegato è un organo nel quale si svolgono importanti funzioni per l’intero organismo. Strategicamente localizzato a livello della parte alta dell'addome destro, il fegato ha come compito fondamentale quello di drenare il sangue di provenienza intestinale, catturarne le sostanze nutritive (derivanti dalla dieta) in esso contenute, metabolizzarle e distribuirle agli altri organi.

Esso riceve, tramite l'arteria epatica, sangue arterioso ricco in ossigeno e, tramite la vena porta, sangue venoso, ricco di sostanze nutritive proveniente dall'apparato digerente e dalla milza. Tutto il sangue in uscita dal fegato giunge alle vene sovraepatiche che sboccano immediatamente nella vena cava inferiore.

Nel fegato si trovano inoltre le vie biliari: esse raccolgono la bile che, prodotta dalle cellule epatiche, viene convogliata al coledoco. In comunicazione con il coledoco vi è il dotto cistico, il quale permette l'entrata e l'uscita della bile dalla colecisti (o cistifellea), formazione grossolanamente a forma di pera situata subito al disotto della faccia inferiore del fegato.

Oltre a secernere la bile indispensabile per emulsionare i grassi, il fegato partecipa al metabolismo e accumulo delle diverse sostanze nutritive.

In particolare il metabolismo dei carboidrati avviene attraverso tre importanti processi:

  • Gluconeogenesi: permette la sintesi di glucosio a partire da composti non saccaridici quali piruvato, lattato e aminoacidi
  • Glicogenolisi (degradazione del glicogeno): permette di ottenere glucosio
  • Sintesi di glicogeno a partire da glucosio

Il fegato utilizza, inoltre, una piccola porzione di acidi grassi liberi captati dal sistema circolatorio per trarne energia tramite un processo di ossidazione, mentre la maggior parte di essi viene convertita in trigliceridi o esteri del colesterolo. Gli aminoacidi subiscono nel fegato la transaminazione e la deaminazione; i loro scheletri carboniosi vengono trasformati in corpi chetonici, acidi grassi e glucosio mentre i gruppi amminici sono eliminati tramite sintesi dell’urea.

Il fegato è sede della sintesi de novo degli acidi grassi, via metabolica che a partire da molecole di acetil-CoA, genera acido palmitico, un acido grasso saturo a 16 atomi di carbonio. Gli enzimi chiave del pathway sono acetil-CoA carbossilasi (ACC) e acido grasso sintasi (FAS). Quando la cellula ha sufficiente quantità di ATP, l'acetil-CoA prodotto dal metabolismo dei carboidrati viene utilizzato per produrre acidi grassi.

Dal momento che la lipogenesi avviene all'interno del citoplasma, è necessario un sistema specifico in grado di trasportare l'aceti-CoA, prodotto nel mitocondrio, al suo esterno e questo sistema è rappresentato dal carrier del citrato (CIC), che permette la fuoriuscita dell’acido citrico, derivante dall’acetil-CoA, nel citoplasma della cellula.

A questo livello mediante gli enzimi ACC e FAS viene quindi sintetizzato l’acido palmitico.

Il fegato immagazzina le vitamine liposolubili (A, D, K) e il ferro, sintetizza proteine del sangue, quali fibrinogeno e trombina, ed elimina da esso molte sostanze di rifiuto (azione detossificante).

Quest’organo contiene poi numerose cellule specializzate del sistema immunitario che agiscono da filtro nei confronti degli antigeni trasportati dal sistema della vena porta.

Solo il 30% circa del fegato è necessario per svolgere le funzioni che gli competono.

Ne deriva che i primi sintomi di malattia epatica si manifesteranno solo quando più del 70% delle cellule epatiche è danneggiato. Inoltre il fegato è l’unico organo che rigenera, cioè è in grado di ricrescere. Purtroppo, però, soprattutto quando i fattori lesivi che aggrediscono il fegato lo fanno in modo costante e cronico, i danni al fegato si presentano senza dare segnali di allarme.

La crescita del fegato, allo scopo di riparare i danni, può essere anomala e dare luogo a grosse cicatrici che sconvolgono tutta la sua anatomia e la circolazione, dando luogo a quella che viene chiamata fibrosi. Questa iniziale anomalia epatica può sfociare nei casi più gravi in cirrosi.