L' annidamento
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L' annidamento

Esame e descrizione delle varie tappe di annidamento dell'ovulo fecondato.

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Tra fecondazione e formazione della blastocisti, trascorrono circa 5-6 giorni, la blastocisti si impianta nell'utero (annidamento). Se l'ovulo giungesse prima della sua trasformazione in blastocisti non potrebbe impiantarsi. La blastocisti ruota sulla superficie uterina sino a quando la massa cellulare interna si trova dal lato della mucosa. Questa è la fase in cui ha inizio l'annidamento vero e proprio.

Il trofoblasta si divide in 2 strati di cellule, uno interno (citotrofoblasto) costituito da una fila di cellule, e il sincizio trofoblasto (costituito da cellule che hanno unito i vari citoplasmi, ma non i nuclei). Il sincizio trofoblasto inizia a produrre enzimi litici che "digeriscono" la mucosa uterina, ed affonda in essa delle radici ramificate, via via più profonde. Le "radici" continuano ad evolversi ed in parte a fondersi fra loro.
Le porzioni di mucosa che restano imprigionate dalla fusione delle radici, sono digerite originando le lacune del sincizio trofoblasto, alcune delle quali fra loro comunicanti.
Al termine dell'annidamento, in corrispondenza del punto in cui la blastocisti inizia la sua penetrazione, si forma un "tappo" di fibrina, non troppo robusto. Al contempo le lacune sono riempite con il sangue della madre che, se risulta avere una pressione elevata, fuoriesce in parte dal tappo di fibrina. Questo avviene circa 28 giorni dopo la fecondazione, pertanto le macchie di sangue che lascerebbero pensare stia giungendo un nuovo ciclo mestruale, rappresentano in realtà il sintomo di una gravidanza in corso.
Nel frattempo, la massa cellulare interna, comincia a cavitarsi, formando al suo interno sacche piene di liquido amniotico che si ampliano facilmente dando origine a 3 strati cellulari e costituendo il primo annesso embrionale (ammios).
L'endoderma comincia a proliferare scivolando lungo il citotrofoblasto e, contemporaneamente, si differenzia un'altra membrana (esocelomica) che si sviluppa sino a raggiungere l'endoderma. A questo punto avremo il sacco vitellino primario.
L'ammios difende l'embrione dagli urti. Il sacco vitellino primario contiene materiale di riserva ed ha solo funzione trofica. Non è per altro particolarmente importante nella specie umana.

A questo punto è in fase di formazione il mesoderma extraembrionale, ossia un nuovo strato cellulare simile ad un tessuto connettivo molto morbido, che tende a risalire rivestendo completamente le due vescicole interne.