Introduzione alla paleoantropologia
NonSoloFitness: divulgazione, formazione, consulenza
Corsi di formazione Corsi di formazione per Personal Trainer, Istruttori Fitness
06 40403925

Introduzione alla paleoantropologia

La comparsa e l'origine dell'homo habilis e lo sviluppo del discendente homo erectus.

Autore:
Ultimo aggiornamento:

La prima specie riconosciuta come appartenente al genere Homo è l'Homo habilis, ritrovata in Africa orientale e nata circa 2,4 – 1,6 Mya. I reperti fossili ad essa attribuibili sono numerosi e da questi è stato possibile ricostruire le sue abitudini e caratteristiche. Particolare importanza è stata data allo sviluppo della sua capacità cranica e alla diminuzione delle dimensioni della dentatura.

Tuttavia i numerosi ritrovamenti hanno fatto supporre l'esistenza di due famiglie che un tempo venivano entrambe racchiuse nel genere habilis. Queste sono: habilis e rudolfensis. Le principali distinzioni fra queste due famiglie sono date da una maggiore capacità cranica e da un maggior proporzionamento degli arti superiori, nella specie appartenente alle rudolfensis. Queste ultime per giunta non avevano un torus accentuato (zona ossea sopraciliare), ma un aspetto più moderno.

Al di la delle loro caratteristiche, entrambe comparvero nel tardo Pliocene (2,7 – 2,5 Mya), quando il clima subì una fluttuazione divenendo più freddo, ciò spinse nuovamente gli homo a nuove evoluzioni adattative. Se è vero che vi furono tante specie di Homo coesistite a cavallo del Pliocene, resta da stabilire quale abbia contribuito alle successive modificazioni. Tuttavia il diretto discendente dell'Homo habilis, fu l'Homo erectus ritrovato per la prima volta a Giava (Indonesia) un secolo fa. Questa specie è caratterizzata da un'ulteriore aumento della capacità cranica, da una diminuzione dell'uso dei denti laterali in favore di quelli frontali e dalla sua spiccata abilità nell'uso di utensili. Il naso esterno comincia a portare le narici rivolte verso il basso e non più frontalmente, ciò diminuisce la dispersione di acqua durante l'intensa attività fisica dovuta alla caccia. Ciò coincise con un generale irrobustimento dell'apparato scheletrico.
L' Homo erectus sembrerebbe essere stato il primo ominide in grado di colonizzare alcune regioni montuose dell'Africa, più aride. Ciò grazie all'aumentata capacità di procurarsi carne (attraverso caccia o sciacallaggio), e alla probabile capacità di utilizzare il fuoco. Certa è una migliorata capacità di sfruttare utensili sempre più perfezionati. La sua capacità generale resta comunque ridotta e anche le acquisizioni culturali. Si nota una differenziazione morfologica in funzione delle diverse aree geografiche occupate, dati gli scarsi contatti tra i diversi gruppi. Siamo giunti a circa 0,5 Mya. L'arrivo in Europa del genere homo è databile a circa 1 Mya ma, dati gli scarsi elementi a disposizione, è difficile imputare la sua provenienza all'Africa o all'Asia. Né è possibile stabilire a quale genere homo apparteneva. L'evoluzione successivamente avvenuta in Europa, ha dato vita ad un nuovo tipo umano differenziatosi attorno a 0,5 – 0,2 Mya, con caratteristiche tali da indurre i ricercatori ad attribuirlo ad una nuova specie: Homo heidelbergensis.