L' adattamento umano ai diversi ambienti - seconda parte
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L' adattamento umano ai diversi ambienti - seconda parte

La variabilità e l'adattamento umano ai diversi ambienti, l'adattamento alle grandi latitudini, ambiente tropicale, di savana e semiarido.

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Ambiente tropicale di savana e semiarido

Le aree interessate da questo tipo di ambiente sono caratterizzate da piogge stagionali alternate a stagioni molto secche. Il tipo di ambiente della savana è caratterizzato da erbe folte e qualche albero.
Probabilmente questo è l'ambiente originario dell'uomo. I popoli dell'Africa che vi abitano sono caratterizzati da alta statura e proporzioni fortemente longilinee, particolarmente adatti agli scambi termici con l'ambiente grazie all'alto rapporto tra superficie e massa corporea.

Queste popolazioni hanno uno scarso tessuto adiposo che tende però ad aumentare molto se si occidentalizzano. Hanno pelle assai scura, in relazione alla grande quantità di radiazioni alle quali sono esposti ed una sudorazione più rapida, seppur non più abbondante, e meglio distribuita, con un accentuato risparmio salino. Sono caratterizzati da una migliore vascolarizzazione, soprattutto alle estremità ed hanno una pressione sanguigna bassa e che non tende ad aumentare con l'età. Hanno frequenza cardiaca e metabolismo bassi, il che li renderebbe adatti anche a lavori faticosi. Vi è un'alta mortalità infantile e forte diffusione della malaria.

Ambienti di foresta equatoriale

Sono caratterizzati da una temperatura media elevata con scarsa escursione termica stagionale e giornaliera. Umidità e piogge sono abbondantissime. La foresta pluviale è il tipico habitat, poco propizio agli insediamenti. Ci vivono i pigmei, caratterizzati da statura bassa, soprattutto per accorciamento degli arti. Testa, faccia e naso sono piuttosto larghi rispetto a quelli di popolazioni che vivono in ambienti aperti, al pari hanno spalle più larghe, labbra più sottili, anche più strette e scarsissimo tessuto adiposo. Hanno metabolismo e pressione sanguigna bassi, che non aumentano con l'età. Hanno menopausa precoce e menarca alquanto ritardato (17 anni). L'età media è bassa e la mortalità da malaria e parassitosi è frequente. Applicano un controllo delle nascite che prevede anche l'infanticidio delle femmine.

Aree temperate europee e mediterranee

Le aree mediterranee e dell'Europa sono caratterizzate prevalentemente da un clima temperato, pur tuttavia notando escursioni di temperatura e umidità nelle varie zone, data la sua estensione in latitudine. Da sempre contatti e scambi culturali sono stati molto floridi, data l'assenza di barriere naturali veramente invalicabili. In questi territori all'aumentare della temperatura corrisponde una diminuzione della statura. Lo stesso andamento sembra avere il peso. Fanno eccezione le popolazioni che vivono in ambienti più estremi (i Lapponi).

Anche in queste regioni si attua dunque un aumento della superficie corporea lì dove è necessaria una maggiore dispersione del calore. Le regioni mediterranee avrebbero infatti una maggiore superficie corporea rispetto a quelle settentrionali. Tutte queste considerazioni sono comunque da considerarsi più come tendenze che come regole. Più importante sarebbe invece l'altezza del naso in relazione alle situazioni ambientali, più l'aria è fredda e secca infatti, più alto e stretto è il naso. Andando poi da Sud a Nord osserviamo una diminuzione del pigmento cutaneo dei capelli e degli occhi, in riferimento alla diminuzione delle radiazioni UV.

Tra l'ambiente urbano e quello di campagna notiamo dimensioni toraciche leggermente superiori negli abitanti delle zone urbane. La popolazione rurale si presenta tendenzialmente brevilinea, la popolazione urbana tendenzialmente longilinea. Per quanto riguarda il menarca, nelle regioni urbane è tendenzialmente in anticipo di 5-9 mesi sulle zone rurali. Per spiegare queste differenze vengono chiamati in causa fattori economico-sociali, culturali ed igienici. Di solito nelle zone urbane questi elementi sono qualitativamente migliori. Tuttavia, negli ultimi decenni, si sta assistendo a fenomeni di omogeneizzazione tendenti a livellare queste differenze. Inoltre molti elementi tipici delle zone altamente urbanizzate si stanno rivelando non adatti all'uomo. Parliamo di eccessi di stress, d'inquinamento, ecc.