Ominidi e ominoidei
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Ominidi e ominoidei

Introduzione alla paleoantropologia, lo studio e l'evoluzione della specie umana mediante l'analisi dei reperti ossei

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Ominidi e ominoidei

La Paleoantropologia si occupa di ricostruire l'evoluzione umana attraverso lo studio dei reperti ossei.

Quasi sicuramente gli Ominidi, categoria nella quale è racchiuso anche l'uomo attuale, oltre che i suoi predecessori dai quali si è evoluto, sono comparsi per la prima volta nell'Africa tropicale o sub-tropicale come evoluzione di qualche scimmia antropomorfa. Questa affermazione è avvalorata dall'attuale massiccia presenza di scimmie antropomorfe in queste regioni, e dalla grande quantità di reperti fossili ritrovati. Ciò starebbe ad indicare che in Africa nacquero i primi ominidi circa 10-6 Mya e da qui si trasferirono 2,5 Mya dopo in Eurasia.

Il primo ominoideo conosciuto è il Proconsul ritrovato in Africa e appartenente all'inizio del miocene. Da lui sarebbero partite varie diversificazioni, quello che invece lo ha preceduto resta ancora da chiarire. Durante la prima metà del miocene si assiste in Africa alla fioritura di nuove forme e specie di ominoidei, frutto di una radiazione adattativa, capaci di adattarsi a diverse nicchie climatiche. Con il congiungimento, nel tardo miocene, dell'Africa all'Europa, 17-18 Mya, si avvia una modificazione climatica, una diminuzione delle foreste Africane a favore delle praterie ed uno scambio faunistico fra Africa ed Europa. Anche gli ominidi si trasferirono a più riprese in Eurasia, continuando a diversificarsi.

È ancora difficile stabilire quali di queste forme possano aver dato origine agli ominidi o quali abbiano rappresentato l'anello di congiunzione, anche se è molto probabile che ciò sia avvenuto in Asia.

L'unica constatazione attendibile è una progressiva diminuzione degli ominoidei in tutto il vecchio mondo nel tardo miocene, a causa di cambiamenti climatici.

Alla fine del miocene il clima più freddo aveva sostituito le foreste africane con praterie e savane, ciò aveva ridotto drasticamente il numero di ominoidei sia come numero di specie che come quantitativo all'interno di ognuna. Siamo a circa 8 Mya e, gli ominidi dovevano aver già fatto la loro comparsa. Delle primissime fasi evolutive degli ominidi è stato trovato ben poco e la loro conoscenza è imputabile allo studio delle abitudini dei più prossimi successori.

Di questi abbiamo una discreta conoscenza a partire da 4,5 Mya, attribuendo a quattro specie: Australopitecus Afarensis, Ardipithecus ramidus, Australopitecus anamensis, Australopitecus bahrelghazali le prime forme umane conosciute. I primi ominidi avevano un aspetto assai simile a quello delle antropomorfe, differendo da queste ultime solo per la propensione ad un atteggiamento bipede, giustificato da un cambiamento dell'ambiente circostante (diminuzione delle foreste e quindi degli alberi), che invitava al bipedismo che consentiva spostamenti maggiori con minor spesa energetica e lasciando liberi gli arti superiori per l'utilizzo dei primi utensili.

Anche l'introduzione nella dieta di piccole quantità di carne, deve aver spinto gli ominidi a percorrere lunghezze maggiori alla ricerca di prede o di carcasse.